Lecco, 10 maggio 2017   |  

Leggermente ospite della casa circondariale per il progetto "libriamoci"

Una classe del liceo Manzoni a Pescarenico al termine di un percorso con Albero Blu

leggermente 2017 conferenza presentazione tavolo con Casa Circondariale DOnofrio

All'interno di Leggermente OFF si è svolto giovedì 4 maggio un incontro inserito nel progetto "Libriamoci" che era stato annunciato in occasione della presentazione della ottava edizione di "Leggermente", festival organizzato da Assocultura Confcommercio Lecco. Un progetto capace di fare dialogare il mondo della scuola con gli ospiti della Casa Circondariale di Lecco.

L'incontro si è tenuto presso il carcere di Pescarenico con la proiezione del film "La teoria del tutto" tratto dal libro di Stephen Hawking cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più influenti e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull'origine dell'universo. Una visione che è stata preceduta dalla lettura del libro (in inglese o in italiano) sia da parte degli ospiti della Casa Circondariale che da parte degli alunni della classe V AL del Liceo Manzoni di Lecco: ospiti e studenti hanno assistito insieme al film biografico del 2014 interpretato da Eddie Redmayne (vincitore del Premio Oscar come migliore attore per questa interpretazione).

Soddisfatta di questa iniziativa la direttrice della Casa Circondariale, Antonina D'Onofrio: "Il contributo di Stephen Hawking alla fisica, supportato dalla moglie Jane e dai figli Robert, Lucy e Tim, costituisce chiara testimonianza che gli ostacoli e i limiti dell’essere umano possono essere affrontati, combattuti e superati grazie alla forza di volontà, allo spirito di sacrificio e, soprattutto, al grande amore per gli affetti familiari e per il genere umano. I temi esistenziali sofferti e descritti nel libro come nel film si conciliano con l’esperienza individuale e collettiva delle persone detenute che ogni giorno si fanno carico del loro passato e, soprattutto, del confine che li divide dalla società e dagli affetti familiari, sempre combattuti tra l’illecito/ lecito, male/bene, dentro/fuori, sfiducia/fiducia nelle istituzioni, nell’altro e nelle proprie capacità umane".

Poi aggiunge: "Il superamento del confine da parte dell’iniziativa culturale "Leggermente" ha dimostrato una attenzione particolare verso il mondo penitenziario e la volontà di andare oltre il pregiudizio e la stigmatizzazione, nell’ottica di valorizzare l’essere umano nella sua completezza come portatore di valori e potenzialità. La disponibilità a superare il confine e incontrare l’altro può favorire la conoscenza più vera e, oltre l’apparenza, permettere di cogliere il buono di ogni persona". La direttrice poi conclude con alcune considerazioni: "Un grazie di cuore a nome di tutti i detenuti al quale aggiungo il mio personale e quello dei dipendenti tutti della Casa Circondariale va agli organizzatori dell’iniziativa "Leggermente", al Dirigente Scolastico e ai Docenti dell’istituto A. Manzoni e agli studenti. Il mio augurio è che questa esperienza possa contribuire alla crescita culturale, ma soprattutto umana di noi tutti. E qui il mio pensiero va anche alle persone detenute cui l’iniziativa è rivolta".

Maurizio Bertoli, docente del liceo Manzoni che ha seguito il progetto accompagnando i suoi studenti della 5AL a Pescarenico, è entusiasta: "E' stata una esperienza molto positiva: come insegnante sono restato volentieri in rispettoso silenzio ad ascoltare una comunicazione esuberante che, quasi per miracolo, si è subito sviluppata spontaneamente fra molti dei presenti. Un'esperienza salutare, che spero diventi consuetudine. Ringrazio gli organizzatori di Leggermente e la Casa Circondariale per averla resa possibile. E grazie alle persone che abbiamo incontrato, indifferentemente carcerati e guardie carcerarie, che hanno avuto la rara capacità di farci sentire semplicemente a nostro agio".

Nei giorni seguenti anche alcuni studenti hanno voluto lasciare qualche riflessione: “Un'esperienza indimenticabile che ha permesso di accrescere la consapevolezza del fatto che tra persone di provenienza, lingua e cultura diversa non esistono confini, anche se qualcuno ha commesso degli errori. Siamo riusciti ad instaurare un rapporto con i detenuti che ha avuto le stesse caratteristiche di un rapporto tra amici o compagni di classe". E ancora: “Inimmaginabile e stimolante. Sicuramente una situazione che pochi hanno l'opportunità di vivere, data la sua particolarità. Il dialogo ha creato un'unità di pensiero tra tutti i presenti, che mi ha fatto riflettere sull'uguaglianza tra gli uomini, quale che sia la loro condizione”. Un altro alunno ha poi aggiunto: “È stato emozionante trovarci uno accanto all'altro, in maniera casuale, disordinata ma spontanea e libera, a discutere, riflettere e scherzare in totale serenità, quasi dimenticandoci di essere all'interno di un carcere”.

Un suo compagno ha spiegato: "Un'esperienza nuova, misteriosa e diversa, un'occasione unica per mettersi in contatto con una realtà lontana da noi giovani. Entrando nella stanza dove si proiettava il film, la prima sensazione è stata di disagio, un disagio immotivato, frutto dell'idea che ci si fa di carcere e carcerati. Grazie all'atmosfera creata dal film e al desiderio di stabilire una comunicazione, si è poi creato un dialogo a momenti anche scherzoso. Nel confronto con i carcerati è stato possibile cogliere l'importanza del tema "Sul confine", che è anche il tema di "Leggermente" di quest'anno".

Positivo anche il giudizio di Paola Viganò di Albero Blu: "Nella premessa alla proposta di Albero Blu “Dal libro al film” per "Leggermente" 2017, scrivevo che accostare due linguaggi diversi, quello del libro e quello del film, sarebbe stato uno dei modi possibili per stimolare una sensorialità che portasse a nuove elaborazioni e raffigurazioni. La proiezione del film è stata uno spunto utilissimo non tanto per fare un lavoro “didascalico” sui temi fondamentali e sulle differenze tra il libro e la sua trasposizione cinematografica, quanto per intraprendere un dialogo spontaneo e ampliato rispetto alle tematiche iniziali di “confine”. Il confine, in questa esperienza, secondo il mio parere, si è configurato come un’assenza di confini tra i ragazzi del Liceo Manzoni e i ragazzi della Casa Circondariale, sia a livello fisico sia a livello degli argomenti materia di dialogo".

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