Lecco, 06 ottobre 2017   |  

L'economia lecchese in ripresa: previste 5.330 assunzioni

Il 40,9% del totale riguarderà giovani under 29: lo dice l'indagine Excelsior.

metalmeccanici

Tra settembre e novembre, le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 5.330 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 16,7% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 217.000, e a livello nazionale quasi un milione. Questi dati emergono dalla nuova indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione che, a partire dal maggio di quest’anno, viene svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche.

Il 71,4% delle assunzioni preventivate dalle imprese lecchesi riguarderà lavoratori dipendenti, contro l’81,7% lombardo e l’83,1% nazionale; pertanto si conferma la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa. Il 32,8% delle nuove assunzioni previste avverrà con contratto a tempo indeterminato; l’11,3% tramite apprendistato (uno dei valori più elevati tra le province lombarde, dopo Sondrio e Varese); il 52,4% con contratto a tempo determinato e il 3% con altre forme.

Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto delle costruzioni (46%) e dei servizi alle imprese (41,7%); viceversa, turismo e servizi alle persone sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 60,9% e 54,3%). Nel turismo si evidenzia anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali (14%).

Il 54,8% delle entrate previste si concentrerà nel terziario (2.920 assunzioni): è la quota più bassa tra i territori lombardi; la media regionale si attesta al 72,4% e quella nazionale al 69,4%. Viceversa, la nostra provincia occupa la seconda posizione regionale (dopo Mantova) per quota di assunzioni nel manifatturiero: Lecco 37,1% (con 1.980 nuovi ingressi); Lombardia 19,2%; Italia 21,2%. In linea con il dato regionale, ma inferiore a quello nazionale, l’apporto del settore delle costruzioni (Lecco 8,3% con 440 nuovi posti previsti; Lombardia 8,4%; Italia 9,3%).

Per quanto riguarda le figure professionali, il 25,7% delle nuove entrate sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici (cosiddette figure “high skill”): Lecco si posiziona al terzo posto della graduatoria lombarda, preceduta solo da Milano e Monza, evidenziando una quota inferiore alla media regionale (26,8%), ma superiore a quella nazionale (20,8%).

Il 15,3% delle assunzioni sarà destinato a personale laureato; in Lombardia la nostra provincia è preceduta da Varese, Milano, Monza e Bergamo. Il 59,1% dei posti è riservato a diplomati (35,3% diploma di scuola media superiore e 23,8% di istituto professionale), e il 20,4% a chi ha solo terminato la scuola dell’obbligo (per quest’ultimo dato, Monza Brianza, Milano, Varese e Pavia evidenziano una percentuale più bassa).

Tra i profili maggiormente richiesti dalle imprese lecchesi spiccano figure a medio-bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”; “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici”, “tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale” e “commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso”.

Altro aspetto indagato con particolare attenzione è quello delle figure professionali di difficile reperimento. Il fenomeno riguarda il 30,6% delle assunzioni previste nell’area lecchese (in termini assoluti ben 1.630 posizioni), il 25,4% in Lombardia, il 24,3% in Italia. Dunque, le nostre imprese hanno in media maggiori difficoltà a reperire personale specializzato.

Inferiore alla media regionale e nazionale è la quota di personale femminile ricercato dalle imprese lecchesi: 13,1% delle assunzioni previste tra settembre e novembre (Lombardia 13,9%; Italia 14,9%). Considerando anche la quota parte delle assunzioni per cui le aziende non esprimono preferenze di genere, il valore lecchese diventa più che doppio (27%), ma rimane inferiore alla media lombarda (33%).

 

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