Lecco , 18 novembre 2020   |  

Lecco, Lodi e Mantova le province che guidano la ripresa

Le imprese lombarde sono state capaci di recuperare la quasi totalità della produzione pre-Covid19, registrando un rimbalzo più pronunciato sia rispetto alla media italiana che a quella europea.

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Nel manifatturiero tanto ripida è stata la caduta, tanto veloce il recupero. È quanto emerge dall'analisi congiunturale di Unioncamere Lombardia presentata oggi sul terzo trimestre produttivo del 2020 in Regione. Questo conferma la Lombardia come uno dei motori trainanti dell'economia europea e fa ben sperare per il futuro.

"I dati - ha commentato Alessandro Mattinzoli, assessore allo Sviluppo Economico che ha partecipato alla presentazione online - ci fanno capire quanto ci troviamo ancora all'interno di una crisi, e ciò ci deve vedere impegnati a trovare la strategia per uscirne il prima possibile".

"Già prima dell'emergenza Covid 19, c'erano problemi significativi, come l'elevata pressione fiscale, problemi che la pandemia ha amplificato, provocando la nascita di altri. Regione Lombardia – ha continuato - con il pacchetto di misure a sostegno del tessuto produttivo approvato ieri ha voluto dare un'iniezione forte di fiducia al di là dell'aiuto concreto". Oggi più che mai abbiamo bisogno di recuperare quella certezza vitale per costruire il futuro. Noi non lasceremo indietro nessuno, consapevoli che il 2021 possa essere un anno di transizione".

I dati positivi della Lombardia si inseriscono in un contesto di ripresa generalizzato in questo terzo trimestre. L'indice della produzione industriale mostra un andamento in netta ripresa per la Lombardia, che risale da un valore di 87,7 registrato nel secondo trimestre a 106,3 registrato nel terzo, che risulta essere solo di quattro punti sotto la media del 2019.

Risultano abbastanza allineati con l'andamento regionale del manifatturiero i settori della gomma plastica, della chimica e dei mezzi di trasporto ed anche pelli e calzature, con la peculiarità che il crollo per pandemia in quest'ultimo settore è molto più accentuato rispetto agli altri settori con andamento simile.

Mostrano performance superiori a tutto il manifatturiero la siderurgia e la meccanica (trainati dai beni di investimento, dai beni intermedi e di alcuni beni finali), mentre settori stabilmente inferiori all'andamento di quello di tutto il manifatturiero sono minerali non metalliferi, tessile, abbigliamento, carta stampa, varie e legno e mobilio, sebbene in ampio recupero anch'essi.

Il quadro settoriale dell'artigianato mostra solo i Minerali non metalliferi in significativo recupero dei livelli produttivi (+2,2% tendenziale). Flessioni limitate si registrano per la Gomma-plastica (-1,6%) e gli Alimentari (-1,8%), mentre diminuzioni tendenziali comprese tra il -3% e il -5% caratterizzano la Siderurgia (-3,6%), la Meccanica (-4,2%) e il Legno-mobilio (-5,2%). Ancora gravi le perdite per Tessile (-7,8%), Carta-stampa (-8,5%), Manifatturiere varie (-9%) e Abbigliamento (-11,7%), fino ad arrivare al crollo registrato dalle Pelli-calzature (-32%).

L'occupazione presenta un saldo negativo per l'industria (-0,4%) ancora contenuto dato l'irrigidimento generale del mercato del lavoro dovuto ai provvedimenti nazionali. Saldo occupazionale negativo (-0,3%) anche per l'artigianato - con tassi d'ingresso (1,5%) e uscita (1,8%) in aumento rispetto al trimestre precedente ma ancora in linea con i valori minimi storici. Cala fortemente il ricorso alla CIG con il 32% delle aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione; la quota sul monte ore scende al 4,3%.

A seconda delle vocazioni industriali dei diversi territori, è inoltre possibile valutare tale recupero a livello tendenziale anche a livello provinciale, dove spicca la provincia di Lodi (+2,2% contro lo -7,0% del trimestre precedente). In generale, migliorano tutte le province, ma in particolare Mantova (-0,9% contro -12,9%), Lecco (-1,0% contro -14,3%), Brescia (-2,6% contro -22,1%), Monza (-3,4% contro -16,7%) e Bergamo (-3,4% contro lo 20,1%). La provincia di Como rimane in sofferenza, mantenendo una riduzione tendenziale a due cifre pari al -13,2% (-28% nel II trimestre).

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