Lecco, 10 maggio 2018   |  

Lecco: in 6.700 troveranno lavoro, ma è sempre più precario

Oltre un terzo delle assunzioni si concentra nel comparto manifatturiero.

meccanica strumentale 600x340

Nel 2° trimestre 2018, le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare oltre 6.700 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 16,9% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno quasi 250.000, e a livello nazionale oltre 1.200.000. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione che viene svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Con riferimento ai dati di aprile 2018, sulle 2.170 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi, il 70,4% riguarda lavoratori dipendenti (contro il 78,3% lombardo e l’80,9% nazionale); viene pertanto confermata la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa rispetto a Lombardia e Italia, già emersa nelle precedenti indagini.

La quota delle assunzioni con contratto a tempo indeterminato si attesta al 23,9%; percentuale in linea con il dato nazionale (23,7%), ma inferiore al valore regionale (29%). In linea con la media lombarda e nazionale è la quota dei contratti di apprendistato (Lecco: 7,9%; Lombardia: 8%; Italia: 7,7%); la percentuale dei contratti a tempo determinato si attesta al 57,5% (contro il 57% della nostra regione e il 63,3% italiano).

Per il mese di aprile, le imprese lecchesi hanno previsto di ricorrere alle altre forme contrattuali in misura nettamente superiore rispetto a quelle lombarde e italiane (Lecco:11%; Lombardia:6%; Italia:5,3%)3. Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto “manifatturiero” (39,3%); viceversa, “commercio” e “servizi alle persone” sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 65,3% e 69,3%). Da segnalare anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali nel turismo (41%).

Oltre un terzo delle assunzioni si concentra nel comparto manifatturiero (810 nuovi contratti, 37,3% del totale). Lecco occupa la seconda posizione regionale per quota rispetto al totale, dopo Cremona, e viceversa occupa il penultimo posto regionale per quota di nuovi ingressi nel terziario (55,3%, precedendo sempre Cremona)4. In linea con la media lombarda e italiana è la quota di assunzioni nelle costruzioni (Lecco:7,4%; Lombardia:7,6%; Italia:7,8%).

Il 66,8% delle entrate programmate riguarda imprese con meno di 50 dipendenti; il 22,1% medie imprese e l’11,1% realtà imprenditoriali oltre i 250 addetti.

Per quanto riguarda le figure professionali, il 20,2% delle nuove entrate di aprile è riservata a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici): quota inferiore alla media regionale (22,3%), ma superiore a quella nazionale (17%). La nostra provincia occupa la terza posizione tra i territori lombardi, preceduta da Milano e Monza.

La quota di assunzioni destinate a personale laureato si attesa su valori inferiori sia alla media regionale che a quella nazionale: Lecco 10%; Lombardia 14,5% e Italia 10,6%. Il 67,3% delle assunzioni riguarderà diplomati (38% diploma di scuola media superiore e 30,2% di istituto professionale), mentre per il 22,7% delle assunzioni il titolo di studio richiesto è semplicemente la scuola dell’obbligo; per quest’ultimo dato, Lecco si posiziona al 6° posto tra le province lombarde.

Tra i profili maggiormente richiesti dalle imprese lecchesi spiccano figure a media e bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”, “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici”, “personale non qualificate nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone” e “tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale”.

La quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni si attesta al 38,6%: percentuale superiore sia alla media regionale che a quella italiana (rispettivamente 36,7% e 33,6%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso dell’“area produzione di beni ed erogazione del servizio” (1.080 ingressi programmati, di cui il 36,1% giovani), delle “aree commerciali e della vendita” (390 assunzioni, di cui il 50,9% “under 29), delle “aree tecniche e della progettazione” (320 persone di cui il 30,8% con meno di 29 anni) e dell’ “area logistica” (220 unità, di cui il 39,2% sotto i 29 anni).

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. Ad aprile la loro quota è pari al 24,5% delle assunzioni previste; il dato del lecchese è superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (attestate rispettivamente a 22% e a 20,8%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (19,9%, pari a 210 figure), “aree tecniche e della progettazione” (44,3%, pari a 140 unità) e “aree commerciali e della vendita” (24,9%, pari a 100 posizioni). In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano oltre un terzo dei 220 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (11,8%) e la scarsa preparazione dei candidati (9,3%).

Ad aprile, la quota di personale femminile ricercato dalle imprese lecchesi è inferiore sia alla media regionale che a quella nazionale (Lecco, 11,2%; Lombardia, 14,6%; Italia: 12,5%).

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

26 Maggio 1986 la Comunità Europea adotta la bandiera europea

Social

newTwitter newYouTube newFB