Lecco, 16 maggio 2018   |  

Lecco e le grandi mostre: presentato il programma triennale

L’Amministrazione comunale di Lecco, in collaborazione con ViDi - Visit Different, infatti, ha messo a punto il programma espositivo del triennio 2018-2020.

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Tre anni d’importanti esposizioni porteranno sulle sponde del lago rassegne che indagheranno la pittura dell’800 lombardo e due movimenti artistici italiani come quelli dei Macchiaioli e del Divisionismo, oltre a tre iniziative che celebreranno fotografi quali Robert Doisneau, Vivian Maier e Berenice Abbot.

Lecco e il Palazzo delle Paure  si apprestano a entrare nel circuito italiano delle grandi mostre d’arte. L’Amministrazione comunale di Lecco, in collaborazione con ViDi - Visit Different, infatti, ha messo a punto il programma espositivo del triennio 2018-2020, che proporrà eventi di enorme attrattiva per il pubblico, garantiti da una elevata scientificità.

Programma espositivo triennio 2018-2020
- Robert Doisneau. Pescatore di Immagini  23 giugno - 30 settembre 2018
- L’Ottocento lombardo 20 ottobre 2018 - 20 gennaio 2019
- Vivian Maier. Nelle sue mani Estate 2019
- I Macchiaioli Autunno 2019  
- Berenice Abbott. Topographies Estate 2020
- Il Divisionismo Autunno 2020

“Oggi abbiamo presentato pubblicamente la nuova gestione e l’intera programmazione espositiva del Comune di Lecco presso lo spazio mostre temporanee di Palazzo Paure per la triennalità 2018 2020 – sottolinea l’assessore alla cultura del Comune di Lecco Simona Piazza - Una programmazione articolata e ambiziosa che si concretizza dopo un lungo lavoro che ha visto la predisposizione di un servizio di gestione esternalizzato a rischio di impresa e dunque senza costi per l’amministrazione comunale. Le mostre contribuiscono alla crescita della nostra comunità favorendone lo sviluppo sociale e diffondendo conoscenza”.

Il Comune di Lecco continuerà a promuovere direttamente la prima esposizione di ogni anno, in collaborazione con Confcommercio e il Festival Leggermente. Nel 2018 questa sinergia ha portato alla realizzazione della mostra “Paladino. Grandi Cicli Incisori 1986 – 2012” appena conclusa, nel corso del 2019 grazie all’interessamento di alcune realtà del territorio verrà realizzata una mostra su parte dei fondi artistici del Comune di Lecco, mentre nel 2020 toccherà a un’esposizione firmata dal grande fotografo Giovanni Gastel.

“Per noi è un piacere - afferma Fabio Sanvito, managing director di ViDi - poter collaborare con Lecco e la sua Amministrazione. L’approccio che ViDi applica a ogni intervento con un nuovo spazio espositivo, non si esaurisce nella sola progettazione di un percorso di mostra, ma mira alla crescita del contenitore stesso in termini di relazioni con il territorio che lo ospita e delle real tà che con esso interagiscono”.

Il programma s’inaugura il 23 giugno 2018 con la mostra che celebra Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 – Montrouge, 1 aprile 1994), uno dei fotografi più importanti e conosciuti del Novecento. Fino al 30 settembre, la rassegna, dal titolo Pescatore d’immagini, curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille ed Annette Doisneau – in collaborazione con Piero Pozzi, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography e ViDi – Visit Different, presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese, tra cui spiccano alcune delle sue icone più riconoscibili come Le Baiser de l’Hôtel de Ville , Les pains de Picasso,  Prévert au guéridon. Il percorso espositivo si apre con l’autoritratto del 1949 e ripercorre i soggetti a lui più cari, conducendo il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte della capitale francese.

Quindi, dal 20 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019, le sale di Palazzo delle Paure si apriranno per accogliere le suggestioni della pittura lombarda dell’Ottocento.
La rassegna, dal titolo L’Ottocento lombardo, curata da Simona Bartolena proporrà un viaggio esplorativo nella pittura e, più in generale, nella cultura della Lombardia del XIX secolo, attraverso oltre cinquanta opere, tra dipinti e disegni dei principali protagonisti dell’Ottocento lombardo: da Hayez al Piccio, da Faruffini a Cremona, da Medardo Rosso a Segantini. 

Nell’estate del 2019,  Vivian Maier. Autoritratti - curata da Anne Morin, con la consulenza scientifica di Piero Pozzi - ripercorrerà l’esperienza umana e creativa dell’artista newyorkese, tra le maggiori esponenti della street photography. Per la prima volta in Italia, vengono presentati i numerosi autoritratti della fotografa americana; tra le foto inedite c'è un'immagine senza titolo del 1950 che rivela una giovane Maier senza trucco e con i capelli corti riflessa in uno specchio incorniciato appeso accanto a diversi dipinti di paesaggi in un negozio di antiquariato. Ha un aspetto professionale in giacca blu e un trench sotto  braccio e la sua macchina fotografica appesa al collo. Attraverso un racconto per immagini composto da oltre settanta fotografie in bianco e nero e a colori, il percorso descriverà Vivian Maier (1926-2009) da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della sua produzione.

Nell’autunno 2019, si terrà una rassegna sul movimento dei Macchiaioli. L’esposizione, a cura di Simona Bartolena, accompagnerà il visitatore dalle origini della Macchia fino alla sua eredità, attraverso le opere dei suoi principali protagonisti: da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Silvestro Lega e Vincenzo Cabianca, fino agli artisti che dai tavoli del Caffè Michelangelo sono passati per poi prendere strade diverse (come Giovanni Boldini e Giuseppe de Nittis) e ai cosiddetti postmacchiaioli, gli allievi di Fattori della scuola labronica che hanno condotto la tecnica macchiaiola verso il nuovo secolo.

L’estate del 2020 vedrà Lecco ospitare la mostra Topographies di Berenice Abbott (1898-1991), “la fotografa di New York”, curata da Anne Morin in collaborazione con Piero Pozzi.

Il triennio si chiuderà con l’iniziativa, a cura di Simona Bartolena, che analizzerà il Divisionismo nelle sue molteplici e complesse sfaccettature, sia dal punto di vista tecnico e formale che da quello iconografico, attraverso le opere dei suoi principali protagonisti: da Giovanni Segantini a Gaetano Previati, da Pelizza da Volpedo a Emilio Longoni, in un tessuto narrativo che condurrà fino all’eredità del movimento fino alle soglie del nuovo secolo, verso il Futurismo.

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