Lecco, 12 settembre 2018   |  
Cronaca   |  Salute

Lecchese morto di legionella. Gallera: caso diverso da Brescia

L'assessore regionale al welfare spiega il caso dell'anziano di Cernusco deceduto all'ospedale di Desio: rientra nella normale casistica annuale.

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E' stata una polmonite da legionella a causare la morte, sabato 8 settembre all'ospedale di Desio, di un ristoratore di Cernuscono di 82 anni. Infatti gli esami specifici hanno evidenziato, in un quadro clinico compromesso, la positivita' degli accertamenti per legionella.

L'assessore regionale al welfate Giulio Gallera precisa che non sussiste alcuna connessione con i casi di polmonite registrati a Brescia, ma purtroppo rientra nella normale casistica annuale.

"In Lombardia - ha spiegato Gallera - ogni anno si registra un determinato numero di casi di legionella che colpiscono principalmente persone con quadri clinici complessi o esposte a determinati fattori di rischio. I casi di legionella sono stati 625 nel 2018, 633 nel 2017, 474 nel 2016, 491 nel 2015. Mentre i decessi sono stati 52 nel 2018, 60 nel 2017, 44 nel 2016, 50 nel 2015".

"Insieme alle ATS coinvolte, stiamo facendo tutto il possibile per fare chiarezza. Dai risultati delle indagini fin qui eseguite mi sento di tranquillizzare tutti, i cittadini in primis, sul fatto che la curva epidemica appare in calo, il numero crescente di casi che stiamo fornendo rappresenta una fotografia dell'ultima settimana, frutto di indagini sempre piu' dettagliate".

 

I comuni maggiormente interessati (almeno con 5 casi) sono: Carpenedolo, Montichiari, Asola, Remedello, Calvisano, Acquafredda, Desenzano, Isorella, Visano. Le conferme per legionellosi dei 12 casi, che si sono concentrate il 10/9 (fino a lunedi' mattina i casi confermati erano 2), orientano ulteriormente l'indagine epidemiologica verso un cluster di legionellosi.

 

"Prosegue pertanto la ricerca clinica sui singoli casi - ha continuato Gallera - per avere certezza dell'agente eziologico delle polmoniti nei ricoverati con l'attivita' delle ASST e le strutture di ricovero dei territori piu' coinvolti di ATS Brescia e ATS Valpadana (alto mantovano); e le azioni di emersione dei soggetti con quadri clinici di polmonite sia attraverso l'allerta ai PS che con la sensibilizzazione dei Medici di Medicina generale e di Continuita' assistenziale".

 

I soggetti interessati sono prevalentemente maschi (circa 70%), anziani o con patologie che comportano immunodepressione , e/o fattori di rischio quali il fumo. Si stanno raccogliendo anche eventuali caratteristiche comuni come la frequentazione di ambienti, sia lavorativi che di svago o di attivita' commerciale; la partecipazione ad eventi, che siano suggestivi di un momento temporalmente definito (dopo il 20 agosto stante i periodi incubazione della legionella) in cui sia avvenuta una esposizione capace di provocare la malattia in un momento di tempo limitato. Per ora on sono emersi evidenze significative in tal senso.


Il batterio responsabile della malattia del legionario solitamente si annida nell’acqua e si trasmette per inalazione attraverso l’acqua nebulizzata.. Non si contrae quindi stando a contatto con una persona malata, né avviene bevendo.

 

"Sono in corso specifiche azioni volte a identificare la fonte e le modalita' di trasmissione del batterio. Per quanto riguarda la rete di distribuzione dell'acqua potabile - ha aggiunto Gallera - sono stati convocati da subito i gestori degli impianti di distribuzione dell'acqua potabile per verificare eventuali interconnessioni delle reti tra i comuni: tale evenienza e' stata esclusa. Sono comunque stati effettuati campionamenti alla rete idrica (piu' di 50 punti campionati) e presso le abitazione dei soggetti con diagnosi di legionellosi. Sono programmati campionamenti nelle torri di raffreddamento di insediamenti industriali della zona".

 

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