Lecco, 28 novembre 2018   |  

Le imprese lecchesi prevedono 6.790 nuove assunzioni

La quota con contratto a tempo indeterminato sale al 30,1%.

meccanica strumentale 600x340

Nel trimestre novembre 2018 - gennaio 2019 le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 6.790 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 19% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 246.000, e a livello nazionale supereranno quota 1.111.000. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019, il 52,3% delle assunzioni si concentrerà nel comparto industriale (3.550 nuovi contratti, di cui 320 riguarderanno le costruzioni). Rispetto all'indagine precedente (relativa al 4° trimestre del 2018) cala decisamente la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 65,7% al 47,7%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 890 nel commercio; 530 nel turismo; 1.830 negli altri servizi.

Nel mese di novembre 2018, sulle 1.910 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi la quota con contratto a tempo indeterminato sale al 30,1% (a ottobre era del 27,8%); la percentuale rimane inferiore alla media regionale (33%) e Lecco scende dal quarto al decimo posto tra le province lombarde (precedendo solo Brescia e Sondrio). Tuttavia, la quota è superiore alla media nazionale (28,1%). Rispetto a ottobre, scende leggermente la quota dei contratti di apprendistato (dal 9,3% al 9,1%), dato che comunque rimane superiore alla media lombarda e italiana (per entrambe pari al 7%). Scendono i contratti a tempo determinato (dal 60,6% al 58,4%, dato comunque superiore alla media regionale, 57%, ma inferiore a quella nazionale, 60,6%). Stabile la quota di assunzioni con altre forme contrattuali (che si attesta al 2%, valore inferiore a quello lombardo e italiano, pari rispettivamente al 3% e al 4,3%). Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto "manifatturiero" (42%) e nei "servizi alle imprese” (32%): viceversa "servizi alle persone" "commercio” e "turismo" ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 64,9%, 63,4% e 63,2%). Si mantiene elevato e torna a salire il ricorso ad altre forme contrattuali nel "turismo" (10%, contro il 9% di ottobre).

Il 76,4% delle entrate programmate a novembre riguarda imprese lecchesi con meno di 50 dipendenti; il 14,1% medie imprese; il 9,4% realtà imprenditoriali oltre 250 addetti.

Rispetto a ottobre, rimane pressoché stabile la quota di assunzioni riservate a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici, dal 23,2% al 23,1%): il valore resta superiore alla media nazionale (20,5%), ma è inferiore a quella regionale (25,1%). In ogni caso, la nostra provincia sale dalla quinta posizione lombarda di ottobre alla terza, preceduta solo da Milano e Monza.

Rispetto al mese scorso diminuisce la quota di assunzioni destinate a personale laureato (dal 15,4%, al 13,2% di novembre); la percentuale del nostro territorio risulta inferiore alla media regionale (15,6%, quota anch'essa in calo rispetto al 17,2% registrato per il mese precedente), ma è superiore al dato nazionale (anch'esso in discesa dal 14,6% al 12,8%). Lecco si posiziona al terzo posto in Lombardia (era quinta), dietro a Milano e Monza (rispettivamente 21,1% e 15,1% dei nuovi ingressi previsti a novembre).

In leggero calo anche la quota delle assunzioni che riguarderà diplomati (dal 68,8% al 68,4%: il 37,9% con diploma di scuola media superiore e il 30,5% con diploma di istituto professionale), mentre cresce quella di risorse umane che hanno solo assolto all’obbligo scolastico (dal 15,8% al 18,5%)6; ciononostante, tra i territori lombardi, solo Monza e Mantova mostrano un dato inferiore (rispettivamente 15,5% e 18,1%%). Tra i profili maggiormente richiesti dalle nostre imprese spiccano soprattutto figure a media e bassa specializzazione, con la sola eccezione dei “tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione” (150 nuovi ingressi previsti a novembre); tra le figure più ricercate troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche” (320 nuove assunzioni), “personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali” (140 persone) e “commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all'ingrosso” (120 nuovi ingressi).

Rispetto ad ottobre, continua a crescere la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 36,6% al 37,5%) e a livello regionale solo Cremona evidenzia una quota più alta (38%); pertanto il valore rimane superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 35,2% e 33%, anch'esse in aumento rispetto alla scorsa indagine). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (35,4%, pari a 320 figure) e “aree commerciali e della vendita” (44,6%, pari a 160 unità).

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. La loro quota risulta in diminuzione rispetto al mese di ottobre (dal 42,6% al 37,5% di ottobre); il dato si conferma però superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 29,5% e 29,9%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (35,9%, pari a 330 figure), “aree tecniche e della progettazione” (48,3%, pari a 130 figure) e “aree commerciali e della vendita” (44,6%, pari a 120 unità).

In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano ben il 45,6% dei 250 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis la scarsa preparazione dei candidati (18,3%) e il ridotto numero (16,5%).

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

19 Dicembre 1842, a Fraciscio di Campodolcino (Como),  nasce don Luigi Guanella (morirà a Como il  24 ottobre 1915), riconosciuto santo dalla Chiesa cattolica.  A lui si deve la fondazione delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.

Social

newTwitter newYouTube newFB