Lecco, 14 ottobre 2020   |  

Le carta storie

di Gabriella Stucchi

L’autore Oreste Castagna presenta sette storie illustrate da Alessandra Vitelli, ognuna delle quali ruota attorno a una serie di valori fondamentali ai quali educare i piccoli lettori.

Le carta storie

“L’elefantino Bum”, sofferente per aver mangiato troppe banane, non può esibirsi Mago orango e nessuno si dichiara disponibile a sostituirlo. Mamma elefante lo esorta, rilevando la sua abilità nel suonare con la proboscide. Ma Bum si nasconde tra gli alberi. Marisa rassicura che si troverà una soluzione e invita tutti gli animali a tornare a casa, non dando più banane a Mago orango. Dopo un po’ si sentono note melodiose nella foresta: tutti gli animali raggiungono il luogo e trovano Bum che suona meravigliosamente con la sua proboscide. Tutti ascoltano e alla fine applaudono, mentre Bum, che tenta di fuggire di nuovo, è fermato da Marisa.
Alla fine del libro, come per ogni fiaba, sono elencati gli spunti offerti per parlare con i bambini ed educarli ai valori umani.

Anna vive con i nonni Gino e Sara in una casa nei campi con gli animali tanto amati.
Nonno Gino regala ad Anna dei semi di girasole e di rose, che la nipotina pianta e vede crescere, attratta dai profumi. In seguito Gino porge nelle mani di Anna semi senza colore, ma preziosi, che Anna pianta in un angolo dove gioca. Le rose e i girasoli notano che gli altri semini non hanno colore né profumo e Anna si intristisce, ma i nonni la rassicurano e dopo qualche giorno, svegliata dal nonno, corre nei campi e vede alberi alti e pieni di fiori, foglie e frutti. Si meraviglia anche perché il nonno spiega che lì abiteranno uccellini, dormirà chi è stanco e i frutti saranno per chi ha fame. Anna guarda le rose e i girasoli, che pure esprimono il loro stupore.

Molti sono gli insegnamenti che si possono trarre dalla storia del Coniglietto Cioppi con le orecchie lunghe, che mentre va a scuola perde il libro di fiabe ed è deriso dal lupo e dalla volpe, che gli rubano il libro di fiabe e lo spingono a terra. Cioppi è ferito a una zampetta, non riesce ad alzarsi e chiede aiuto a una marmotta e a una gru, che si allontanano, mentre lui è disperato e si addormenta. Al risveglio vede un Grande falco, l’uccello più temuto nel bosco, che si avvicina, chiedendogli i motivi e gli autori della caduta. Il falco sorride e dice che a lui piacciono le sue grandi orecchie e lo esorta a tornare a casa. Lo prende nel becco, lo posa a terra, mentre i genitori stupiti lo ringraziano. Cioppi lo invita a tornare a trovarlo, e gli leggerà una fiaba del libro, che però ricorda che gli è stato rubato. Il Grande falco si alza in volo e lo rassicura che glielo ritroverà. Cioppi è meravigliato che proprio lui solo, di cui tutti
avevano paura, lo aveva aiutato.

Il valore dell’amicizia e il coraggio di superare condizioni di inferiorità sono ben espressi nella fiaba “Dedo, Delia e la grande festa”. Dedo, timido e con grosse lenti, su suggerimento dell’amica Delia invita tutti i compagni di scuola, che pure lo scherzano, alla festa per il suo compleanno, accogliendo una risposta positiva.
Tutto è pronto, ma arrivano solo Dino e Lina, il che sconforta Dede . Delia ha un’idea geniale: invitare tutte le persone che incontrano per strada. Scendono in bici per le vie del quartiere e riuniscono non solo bambini, ma anche anziani, il prete, i musicisti di una banda, un calciatore famoso. La festa è meravigliosa, Dedo è emozionato e a Carlo, un ragazzino antipatico della classe, riferisce che non solo è andata molto bene, ma che attende tutti per la sua prossima grande festa. Tutti sono dispiaciuti di aver perso un’occasione speciale.

Otto, il più piccolo di tre passerotti, dà una magnifica lezione ai suoi fratelli maggiori.
Mentre Cippo e Lili hanno seminato i chicchi di grano affidati loro dal padre in partenza, facendone crescere altri, anche profumati, Otto se lo è conservato e delude il padre al ritorno. Non si scoraggia, ma esce e dà il chicco a un uccellino affamato che la sera si ferma di solito vicino al loro nido. Il papà, venuto a conoscenza del gesto di Otto, si commuove per la condivisione.

Il principio della partecipazione è rappresentato dalla costruzione del “Castello del sorriso” iniziata da un bambino, Bobo, che con la collaborazione di un piccolo elfo raccoglie rocce gigantesche e una piccola pietra. Mentre tutti temono sull’esito finale, la piccola pietra vola in cielo, si infila tra i massi e il palazzo è salvo, tra il sorriso generale. Il paese diventa il paese del sorriso.

Mentre i bambini giocano in giardino con i loro bellissimi giocattoli, nessuno vuole l’orsacchiotto Gegio, spelacchiato. Sono nel parco, ma scende la neve e rientrano a casa con i loro giocattoli. Betta si accorge di aver dimenticato l’orsetto, corre a prenderlo in mezzo alla neve. Lele e Ale la pregano di rinunciare, ma Betta corre perché è il più fragile dei suoi giocattoli e il più caro. Al ritorno, tutti la abbracciano e il giorno dopo tutti vogliono Gegio, l’orsetto spelacchiato coraggioso.

Le storie sono utili e interessanti non solo per il contenuto e le illustrazioni, ma soprattutto per i valori a cui ogni fiaba è collegata, ben indicati alla fine del libro, come spunti per educare attraverso il gioco. Inoltre ogni storia può essere ricreata
con la carta: basta inquadrare il QRcode che accompagna.

Oreste Castagna “LE CARTA STORIE” – Paoline – euro 14.00

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