Lecco, 14 settembre 2020   |  

Lavoratori autonomi, codice “4050” per il versamento delle ritenute d’acconto non operate nella fase di emergenza

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Istituito il codice tributo “4050” per il versamento (con l'F24) da parte dei lavoratori autonomi delle ritenute d’acconto non operate dai sostituti d’imposta, ai sensi dell’art. 19, comma 1, del decreto "Liquidità" (D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modifiche dalla Legge 5 giugno 2020, n. 40).

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In particolare:

  1. la norma da ultimo citata dispone che per i soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede (legale o operativa) in Italia, con ricavi o compensi non superiori a 400mila euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso al 17 marzo 2020, i ricavi e compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d'acconto di cui agli articoli 25 e 25-bis del D.P.R. n. 600/1973, da parte del sostituto d'imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti che si avvalgono di tale opzione sono tenuti a:
    a. rilasciare un'apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione;
    b. versare l'ammontare delle ritenute d'acconto non operate dal sostituto in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi;

  2. l’art. 126, comma 2, del decreto "Rilancio" (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77) ha prorogato al 16 settembre 2020 i termini di ripresa dei versamenti delle ritenute in esame; in alternativa, è ammessa la rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020, senza sanzioni e interessi;

  3. da ultimo, l’art. 97 del “decreto di agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104) ha previsto che detti versamenti possano essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020.

Il versamento del restante 50% delle somme dovute può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.Prassi

Risoluzione 7 settembre 2020, n. 50/E

Agenzia delle Entrate

 

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