Cassago Brianza, 04 settembre 2017   |  

L’Associazione Sant’Agostino di Cassago Brianza racconta 50 anni di valore e passione

di Italo Allegri

Serata celebrativa di 50 intensi anni di attività dell’Associazione Storico - Culturale Sant’Agostino di Cassago Brianza, sabato 2 settembre, alla presenza delle personalità che in diversi ambiti hanno condiviso il primo mezzo secolo di vita.

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E’ veramente un compito improbo quello di condensare in poche righe 50 anni di attività, tanti infatti sono quelli accumulati dall’Associazione Storico – Culturale Sant’Agostino di Cassago Brianza dal suo costituirsi il 27 ottobre del 1967 ad oggi. Anniversario posto al centro quest’anno della 27a edizione della Settimana Agostiniana, ripercorsi nel corso della serata di sabato 2 settembre nell’Aula consiliare del comune di Cassago, alla presenza di un pubblico numeroso. Soprattutto quando questi anni sono ricchi di iniziative che si sono perpetuate con costanza nel tempo, spaziando in un orizzonte vastissimo a trecento sessanta gradi: convegni, gite culturali, mostre, sempre con qualche aggancio alla figura e all’opera di Agostino, storia locale; coinvolgendo non solo i soci dell’Associazione, ma progressivamente anche le istituzioni del paese, suscitando interesse in ambito locale e internazionale: non a caso tra i primi visitatori di Cassago risulta un giapponese, la cui firma è apposta sul registro.

Il sindaco di Cassago Rosaura Fumagalli ha rivolto il benvenuto ai presenti introducendo la serata: «50 anni di storia e di attività dell’Associazione Sant’Agostino: Ricordi e testimonianze dei protagonisti attraverso le immagini».

Il Primo cittadino riconosce l’elevato profilo culturale dell’Associazione, che non si limita alla sola figura di Agostino d’Ippona, ma la sua azione si proietta sul territorio corroborando uno «stile, che se penso a Beretta – l’attuale presidente – ne ha fatto una ragione di vita». Da quando ha raggiunto la pensione, la collaborazione si è ulteriormente intensificata, attraverso «un confronto costante e di ampio respiro, non solo limitato al paese, ma al territorio». Chiunque ricerchi informazioni certe, infatti, fa riferimento all’Associazione.

Guardando al futuro il Sindaco stimola l’Associazione «ad osare di più, a condividere le sue conoscenze con i giovani: tema che ci siamo promessi di mettere a fuoco il prossimo anno, sul quale lavoreremo in stretta collaborazione».

L’auspicio poi che si possano creare i presupposti affinché il patrimonio culturale dell’Associazione possa essere condiviso con il Consorzio Brianteo di Villa Greppi: «Io credo che Associazioni come quella di Sant’Agostino debbano essere parte integrante di questo ente». E rivolgendosi al presidente Beretta e ai suoi collaboratori: «Aiutateci a coinvolgere nella formazione i giovani, affinché l’Associazione possa continuare per i prossimo 50 anni», conclude il Sindaco.

Si abbassano le luci e inizia la proiezione delle slide, che sintetizzano i trascorsi 50 anni di attività. Scorrono le immagini dove molti cassaghesi si ritrovano in occasione dei tanti, tantissimi appuntamenti: viaggi, mostre, settimane agostiniane, presentazione delle pubblicazioni, che in qualche misura trovano in Agostino un protagonista, nascita delle Cittadella agostiniana, le visite a Cassago di personaggi importanti e gli incontri con papa Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI, il Card. Carlo Maria Martini, religiosi dell’Ordine Agostiniani. Un paziente lavoro che porta a tessere rapporti con persone semplici, come dimostra l’intensificarsi delle visite a Cassago sulle tracce di Agostino di Ippona, ma anche con importanti studiosi, mentre si rafforza tra loro la convinzione che Cassago Brianza, trovi effettiva corrispondenza con il Rus Cassiciacum dove Agostino fu accolto nella villa dell’amico Verecondo tra il 386 e 387 d.C., in un soggiorno di riflessione che lo portò ad aderire in pienezza alla fede cristiana.

Il presidente Luigi Beretta conclude l’ampia esposizione di otre un’ora con alcune sollecitazioni e proposte.

La Cittadella Agostiniana attende di essere conclusa, mancano ancora due lotti, perché rappresentano la base culturale da proporre ai pellegrini come luogo di accoglienza, dove chi verrà potrà conoscere molto bene la realtà.

La Festa di Sant’Agostino merita di essere valorizzata, perché rappresenta qualcosa di veramente importante. Cassago ha tante feste rionali, ma non una vera e propria festa paesana. Nei secoli scorsi la festa del paese era un appuntamento importante per la comunità. Ora va ripensata e proposta in forma moderna.

Promuovere la conoscenza della storia locale nelle scuole, ricavare un piccolo spazio all’interno del più ampio programma che faccia conoscere ai ragazzi la realtà del loro paese, come si è sviluppato nel corso dei secoli.

Promozione turistica, favorita dalla collaborazione tra Associazione, Parrocchia e Comune, cercando di diffondere sempre più la realtà di Cassago Brianza: una serie di proposte da realizzarsi nell’accoglienza di chi verrà a visitare il paese in futuro.

La formazione di guide turistiche per rispondere alle persone che richiedono informazioni.

L’accoglienza dei pellegrini è un elemento importante del pellegrinaggio: offrire loro la possibilità di pernottare ad un prezzo equo e modico, affinché li invogli a raggiungere e soggiornare per qualche giorno a Cassago.

Conclusa la presentazione dei 50 anni di vita associativa sono intervenute alcune personalità di Cassago, che in ruoli diversi hanno collaborato con l’Associazione nel corso dello scorso mezzo secolo, sul piano civile e religioso.

Luciano Fumagalli, prima Assessore e poi Sindaco di Cassago ha ricordato l’importante scelta operata delle Amministrazione tra gli anni Ottanta e Novanta nella tutela dell’area sulla quale è in corso di sviluppo la Cittadella Agostiniana. Rammenta inoltre il viaggio a Roma promosso dall’allora Arcivescovo di Milano Card. Martini, in occasione del sesto anniversario della costruzione del Duomo di Milano e il sedicesimo anniversario della conversione di Sant’Agostino. Il viaggio in macchina con il parroco don Giacomo Lizzoli, il presidente dell’Associazione Ernestino Cattaneo e Luigi Beretta. Poi la celebrazione in San Pietro: lui con la fascia di Sindaco, mentre Beretta portava una striminzita bandiera con la scritta Cassago Brianza, sovrastati dal grande gonfalone del principe Castelbarco che contendeva a Cassago il luogo dove aveva soggiornato Agostino.

Il successore, Maurizio Corbetta, rammenta le prime iniziative finalizzate alla pulizia dei ruderi e il progetto iniziale per il recupero dell’area prodotto nel 1993, che non ha potuto essere realizzato nella forma originaria, nonostante la paziente attesa che si è protratta fino al 2014. Un lavoro condiviso che ha trovato un fulcro portante in Mario Colnago e il parroco di quegli anni don Luigi Redaelli e altre persone che ci hanno lasciato.

Corbetta si esprime con molta convinzione a favore della proposta di Beretta di ripristinare la festa del paese: «attraverso la devozione a Sant’Agostino, credo si possa tenere insieme una comunità indubbiamente difficile, è una occasione che ci fa riflettere anche adesso sul perché ci voglia una festa del paese: non tanto perché deve essere fatto nella festa di Sant’Agostino, ma quanto perché la festa di Sant’Agostino in così tanti secoli dovrebbe averci insegnato, che la festa del paese rappresenta il cuore pulsante del paese e anche noi avremmo pensato di farla il 28 di agosto, né prima né dopo».

Don Luigi Redaelli, parroco di Cassago per 14 anni, focalizza una parola: ospitalità e risale al 2003 con la sua memoria, ossia quando Cassago ospitò 450 giovani di tutte le nazioni: «è stato un evento che in qualche modo ha consacrato un fatto circa il susseguirsi di persone di piccoli gruppi». Ricorda ancora una vigilia della festa di Sant’Agostino, quando sono giunte a Cassago due persone che provenivano dalla Francia. E rilancia una vocazione: «Se hanno ospitato Agostino a suo tempo a Cassago, perché non deve continuare questa missione, questa vocazione a essere paese ospitale in tutti i sensi. Plaudo a queste proposte che Luigi faceva, non solo turistiche, ma proprio per dare una ospitalità nel senso pieno della parola, perché non richiama solo scritture, luoghi, le capacità recettive, ma a chi fa accoglienza davvero con il cuore pulsante».

Don Luigi racconta che in una delle due volte che è stato a Tagaste, l’attuale Souk Ahras, è stato ospitato in comune dal sindaco musulmano.

E rilancia: «Una seconda parola che mi veniva in mente è l’ospite Sant’Agostino e tutto questo si muove, non tanto per la nostra bravura o iniziativa, ma soprattutto per questa volontà per cui dovete tenere sempre viva la memoria di Agostino. Il discorso di papa Benedetto a Pavia per me quello è stato uno dei momenti in cui Agostino personalmente mi è ritornato, ma in quella occasione è stato un modo per focalizzare alcuni punti fondamentali del suo magistero».

Conclude don Luigi: «La terza parola è la gratitudine che ho nei confronti di questa Associazione, proprio perché ha insegnato anche a me una strada. Mi hanno sempre interrogato quando sapevano che ero parroco di Cassago: ma come fai con questa Associazione che non è nata dalla parrocchia, fatta da laici. La laicità è una cosa importante. I laici che si sono mossi si sono presi delle responsabilità e si muovono perché sentono che questa è roba loro compreso l’ultima. Io mi ricordo benissimo che Ornaghi prima di andare inviato dal Vicario episcopale di Lecco, fu mandato da me per incominciare quel progetto del Cammino di Sant’Agostino, pensato da laici. Bisogna plaudire i laici. Agostino quando è venuto a Cassago era un laico e avrebbe voluto rimanere un semplice cristiano e questo vuol dire che si possono fare tante cose in parrocchia per il regno di Dio rimanendo laici: avanti i laici».

L’On Gianmario Fragomeli, Sindaco di Cassago per due mandati, mette in evidenza l’importanza svolta dal Comitato a suo tempo istituito, che ha portando avanti comunque il lavoro egregiamente svolto dai suoi predecessori, ma è riuscito a finalizzare i primi due lotti dei quattro dei lavori previsti, ottenendo il coinvolgimento della Fondazione Cariplo che ha sostenuto il 50% dei costi.

Renato Oranghi, ideatore del Cammino si Agostino ritiene che Cassago abbia ricevuto «un bel dono nell’avere qui da voi un ospite illustre come Agostino». Un dono non scontato che i cassaghesi, in particolare l’Associazione ha saputo mettere a frutto. «Se non ci fosse stata la vostra Associazione non ci sarebbero state tante cose: soprattutto la memoria di Agostino, magari sarebbe svanita a beneficio di qualche altro comune lombardo», puntualizza Ornaghi. E rilancia: «Avete impastato tante cose in 50 anni di valore; il Cammino è un figlio minore di questo mezzo secolo di vita». La centralità del Cammino è la devozione mariana legata alla devozione agostiniana per la Madonna. Per il futuro intende aggiungere un ulteriore tratto da Pavia a Genova: uno dei più selvaggi e belli dell’Italia ma difficile. Infine conclude Renato: «Noi stiamo ragionando sulla opportunità di confluire nella vostra Associazione, valutare se la cosa è possibile, valutare gli statuti: l’elemento unitivo è Agostino in modi diversi; è il momento giusto per conoscerci meglio unire le forze. I miei associati riconoscono nell’Associazione questa tenacia lunga 50 anni, c’è dietro una grossa volontà: la vostra tenacia è uno sprone anche per noi per conciliare cammino, turismo e accoglienza».

Don Adriano Valagussa ha lasciato Cassago solo da qualche mese per la missione Fidei Donum a Cuba. Cosa porta con sé chiede Beretta?

«Non sono stato protagonista. Mi riconosco come compagno di viaggio dentro un cammino. Guardando a questi anni è stato un accompagnare per quanto è stato possibile.

Agostino ha interrogato me, nel senso che la sua figura non ti lascia tranquillo. E’ un santo che continuamente ti sprona a maturare ad andare avanti guardando alla sua stessa vita, riconoscendo che noi facciamo tante cose, ma se non c’è il Signore saluti e baci. La grandezza di Agostino è stata l’opera di Dio, è stato colui che ha lasciato lavorare il Signore nella sua vita. Ho letto i suoi libri e quelli su Agostino. La vostra presenza mi ha in qualche modo provocato a riscoprire la sua figura. E’ importante farlo conoscere ai giovani. Le domande di Agostino sono anche le nostre, la sua ricerca è la nostra ricerca. Quello che dice a me la sua esperienza umana, è l’esperienza di un uomo alla ricerca del buon senso di un significato alla propria vita»

Ora tocca all’agostiniano padre Pasquale Cormio: «Qui raccogliamo quello che non abbiamo seminato. Io sono edificato da questa passione. Solitamente la passioni dividono, qui invece è una passione che unisce tanti soggetti qui riuniti intorno a questo tavolo e vedere che c’è anche questa volontà di dialogare, di ritrovarsi intorno all’opera e alla figura di Sant'Agostino, è per noi veramente qualcosa di prezioso, è un segno concreto di unità e noi abbiamo veramente bisogno di unità. E’ un luogo dove si può respirare e vedere questo: l’Amministrazione, la Parrocchia, l’Associazione, così come tutta la gente entusiasta che collabora.

Allora questa passione va alimentata, perché è un bene per tutti. E poi abbiamo visto come anche la diversità delle attività che vi vedono coinvolti in un certo senso, consentono di raggiungere un po’ tutti gli aspetti, tutte le fasce. Però è interessante questo sorta di attività svolta a 360° è un bene per tutti. Noi agostiniani - porto il saluto sia del Padre provinciale e di tutta la comunità del Generale - guardiamo sempre con ammirazione a quello che fate. Innanzitutto partiamo da Cassago, perché anche nella nostra facoltà Cassiciacum è Cassago e quindi anche di questo dobbiamo tener conto. Sembrerebbe un elemento di secondo piano, invece è anche prezioso che questa località sia legata alla presenza della memoria di Agostino e anche un luogo fatto poi conoscere. Tanti studenti che vengono poi da noi provenienti da tutte le parti dell’Europa, ma anche del mondo, studiando le prime opere di Agostino bisogna che sappiano almeno dove queste opere sono alimentate. Noi abbiamo studenti della Corea, del sud America, molti statunitensi, dell’area del mondo protestante. Forse difficilmente verranno qui a Cassago, però nelle nostre cartine, in alcune slide facciamo vedere questo luogo. E questo è anche una ricchezza. Così come anche l’uso di questi strumenti, come ad esempio il sito, dove una persona qualche tempo fa mi raccontava di un convento della provincia di Sassari che non riuscita a trovare altrove tranne che qui, perché gli è bastato trovare alcune semplici annotazioni che sono state significative per procedere ed approfondire la ricerca. Da parte dell’Ordine Agostiniano un senso di gratitudine per il lavoro che avete svolto e per questa passione che vi anima, perché è un bene soprattutto per voi come per la comunità religiosa, in un certo senso respiriamo tutto quello che voi avete».

La parola conclusiva al Sindaco Rosaura Fumagalli: «Mi sento orgogliosa di essere il Sindaco di questa comunità dove le diverse istituzioni presenti lavorano in stretta collaborazione. E’ la direzione giusta da perseguire anche per il futuro. Offro la mia disponibilità affinché le proposte emerse nel corso della serata trovino uno sbocco concreto».

L’epilogo della 27a Settimana Agostiniani continua però nella giornata successiva di domenica 3 settembre con la Santa Messa solenne nella chiesa parrocchiale celebrata da Padre Pasquale Cormio OSA nella ricorrenza del 50° anniversario di fondazione dell’Associazione Storico-Culturale Sant’Agostino e della 387a Festa in onore di Sant'Agostino Patrono di Cassago, con la preghiera per la Comunità e l'offerta dell'olio per la lampada votiva all’altare di Sant’Agostino da parte del Sindaco Rosaura Fumagalli e delle Autorità Comunali di Cassago.

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