Lecco, 26 gennaio 2019   |  

L'Arcivescovo Delpini: I giornalisti difendano il bene comune

"Per esprimere un giornalismo di pace è necessario tuttavia esporsi".

sales giornalisti 2019 ACTV

«Le informazioni tendenziose e ideologicamente orientate, come ad esempio quelle che individuano nei profughi il capro espiatorio di tutti i mali d’Europa, sono deboli. Soprattutto non sono un aiuto a comprendere la realtà nella sua verità più profonda. Il buon giornalismo deve favorire relazioni, non contrapposizioni dialettiche. Per esprimere un giornalismo di pace è necessario tuttavia esporsi, se davvero si vuole difendere il bene comune, che non è mai gratuito e a buon mercato». Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini all’incontro, organizzato all’Istituto dei ciechi dall’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Milano, in collaborazione con U.C.S.I Lombardia, in occasione della memoria liturgica del patrono dei giornalisti, san Francesco di Sales.

Rispondendo a una domanda sul suo rapporto con i social, l’Arcivescovo ha ricordato che al recente Sinodo dei vescovi sui giovani, con 250 vescovi provenienti da tutto il mondo, si è osservato che «i giovani nel mondo vivono in condizioni sociali e culturali molto diverse, ma una cosa li accomuna: tutti abitano sui social». In questo senso bisogna «abitare i social, la tv, la carta stampata proponendo il bene, cose buone: sono convinto che il bene fa bene e convince».

Rivolgendosi ai giovani, l’Arcivescovo li ha poi invitati a prendere iniziativa di fronte alle difficoltà del mondo del lavoro, che resta «un dramma del nostro tempo».

«La politica italiana deve preoccuparsi di dare lavoro ai giovani, ma bisogna anche che uno si dia da fare personalmente – ha detto -. I nostri padri proprio dandosi da fare hanno trasformato la fisionomia del nostro Paese. E’ capitato anche nella provincia di Varese, dove io sono nato, subito dopo la seconda guerra mondiale. Da varesotto dico che i giovani non devono illudersi che finiti gli studi troveranno subito una scrivania dove comporre il loro miglior articolo. Bisogna essere discreti e determinati. Credere nelle proprie risorse e individuare con genialità come metterle a frutto. Cercate voi di cambiare questo mondo».

Infine l’Arcivescovo ha lanciato un auspicio: «Se guardiamo al processo produttivo tipicamente italiano di questi ultimi decenni c’è un fatto: gli artigiani italiani hanno saputo farsi apprezzare in tutto il mondo per la cura con cui hanno fatto dei loro prodotti un’eccellenza. Auspico che anche i giornalisti italiani possano fare altrettanto. Lancio con simpatia e determinazione una campagna per un giornalismo made in Italy nel mondo!».

 

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