Lecco, 03 dicembre 2018   |  

L’Arcivescovo al mondo della scuola: “Prendersi cura di ciascuno”

“Aggiustare il mondo vivendo la sua missione come compassione e misericordia".

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In un Duomo gremito, l’Arcivescovo ha presieduto la Celebrazione per la III Domenica dell’Avvento ambrosiano a cui sono stati specificamente invitati i genitori con i figli in età scolare. Moltissimi i presenti: oltre i genitori, bambini e ragazzi, insegnanti, personale, gestori delle scuole. Presenti la vicepresidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, responsabile per la Scuola, Maria Grazia Colombo, e i presidenti dell’Agesc Milano (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) Marco Dipilato e Age (Associazione Genitori) sempre Milano, Giuseppe Angelillo.

Con i Canonici del Capitolo metropolitano, hanno concelebrato il vicario episcopale di Settore, monsignor Paolo Martinelli, i presbiteri dell’Opus Dei – in Cattedrale è in corso la tradizionale Novena dell’Immacolata promossa dalla Prelatura – e i sacerdoti impegnati nella scuola e nel comparto educativo. Hanno partecipato all’Eucaristia anche i ragazzi, genitori ed educatori della Comunità Pastorale “Beato Carlo Gnocchi” di Inverigo e della Parrocchia “Santo Stefano” di Vedano al Lambro.

Dopo il “grazie” all’Arcivescovo espresso da don Gian Battista Rota, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale Scolastica e dell’IRC, l’Arcivescovo ha chiarito che tutto prende inizio dal “prendersi cura”. Ha quindi espresso un giudizio sulla società attuale: «La società è malata. C’è troppa confusione; c’è troppo dolore; c’è troppa ingiustizia; ci sono troppe complicazioni. Se non si mette mano all’impresa di aggiustare il mondo, è inevitabile e, anzi forse imminente, la sua rovina»...Si insultano l’un l’altro i politici dei diversi partiti, i responsabili di organizzazioni, i leader dei movimenti, i capi delle religioni».

Delpini prosegue: «Ci vuole una personalità senza macchia e senza paura come Giovanni – richiamo alla pagina evangelica di Luca al capitolo 7 – che si metta a gridare contro le ingiustizie e le prepotenze, contro gli oppressori e i peccatori. Ci vuole gente coerente, che non sia disponibile al compromesso e che non si lasci comprare o corrompere della ricchezza dei prepotenti. Tuttavia, l’aspettativa di un uomo forte che governi il mondo e lo aggiusti, con un potere universale, si rivela un rimedio provvisorio, una aspettativa destinata a essere delusa». Per questo, «è ingenuo immaginare che un qualche potere mondano metta a posto le cose; è temerario il profeta arrabbiato che pensa che la rivoluzione e la contestazione possano convincere il malvagio a essere onesto, il prepotente a rispettare la legge, l’ingiusto a praticare la giustizia».

Altra è la via di Gesù che «mette mano all’impresa di aggiustare il mondo vivendo la sua missione come compassione e misericordia». Senza fare rumore, senza esercitare un potere, senza sbaragliare nemici e senza imporsi con la forza, il modo di Gesù di aggiustare il mondo è quello di prendersi cura di ciascuno, di restituire a ciascuno la speranza, a ciascuno che la voglia ricevere l’esperienza della gioia, dalla condivisione della fraternità ricostruita». È la cura paziente e tenace per il più piccolo nel regno di Dio che abbiamo anche noi, come compito e responsabilità, quali suoi discepoli.

Da qui la consegna specifica ai genitori e a chi educa i ragazzi in ambito scolastico.
«Di questa via per aggiustare il mondo, non si possono misurare i risultati. È una via che ha la sua gioia non nel clamore, nel successo, ma nella coerenza della dedizione, nel rispetto della libertà: è una missione. Per questo benedetti i genitori e coloro che collaborano all’opera educativa, gli insegnanti, gli educatori, tutti quelli che hanno pensato di dare il loro contributo per un mondo migliore creando delle scuole, lavorando in questo settore; che hanno ritenuto che la scuola sia un servizio che non si può non rendere. Benedetti coloro che, nella scuola pubblica, riescono a interpretare il lavorare come un servizio ad aggiustare il mondo e coloro che nella scuola paritaria – pubblica e servizio pubblico, scandisce il Vescovo –; che si sentono incaricati di mantenere viva questa libertà di educazione con un contributo di idee e che, soffrendo anche quel senso di scarsa considerazione da parte delle Istituzioni pubbliche, pure vanno avanti. Per questo non dipendono né dai riconoscimenti, né dai sussidi, ma chiedono semplicemente che sia riconosciuto il loro contributo come servizio pubblico».

«Benedetti coloro che osano l’impresa di aggiustare il mondo. L’impresa non sarà mai conclusa, resterà sempre incompiuta, ma chi nella sua vita si è fatto vicino ai piccoli, uno per uno, perché ogni figlio è diverso dall’altro, perché ogni studente chiede una visione personalizzata, ha già aggiustato un pezzo di mondo».

Concludendo, l’Arcivescovo ha rivolto un ringraziamento a «genitori, insegnanti, gestori perché noi crediamo, anche in questo tempo, nell’opera educativa di tutti coloro che desiderano il bene degli studenti e dei figli e dell’intera generazione giovanile».

Nella quarta domenica, 9 dicembre sono invitati quanti operano nelle realtà del volontariato.

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Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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