Lecco, 15 marzo 2018   |  

L'alleanza tra la comunità cristiana e la società civile

di Stefano Scaccabarozzi

Questo il messaggio lanciato da mons. Mario Delpini agli amministratori lecchesi.

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Mauro Gattinoni, mons. Maurizio Rolla e mons. Mario Delpini

«Siate promotori di un'alleanza che convochi tutte le esperienze di servizio che vi sono sul vostro territorio, perché il sindaco non deve essere l'uomo solo che risponde ai bisogni spicci, ma attivatore delle relazioni e delle bene che c'è»: è stato questo il messaggio che l'arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini ha rivolto a una nutrita platea di amministratori locali riunitosi al campus universiario per una serata che ha messo a tema il Discorso alla città, sul “buon vicinato”, pronunciato dall'Arcivescovo in occasione della festa di Sant’Ambrogio.

Dopo aver ascoltato gli interventi di un gruppo di sindaci del territorio (Agostoni di Pasturo, Rigamonti di Monticello, Ferrari di Oggiono, Massironi di Merate, Polano di Malgrate, Erculiani di Porlezza, Perossi consigliere comunale di Lecco e Brivio di Lecco), mons. Delpini ha voluto spronare e incoraggiare chi scegli di ricoprire cariche pubbliche con spirito di servizio.

DSCN9045«Il tono degli interventi – ha spiegato l'Arcivescovo – è stato insistente su problematiche e difficoltà, su un percorso di degenerazione del rapporto con i cittadini. Io però sono veramente stupito di quanto bene, di quante forme di volontariato e generosità, di attenzione al territorio ci siano. Esperienze di arte di buon vicinato praticato a chilometro zero che si scontrano con la lettura problematica che solitamente si dà. Bisogna comporre questa ammirazione del bene con l'apprensione per le problematiche che dobbiamo affrontare. Dobbiamo guardare avanti con più fiducia e speranza».

L'Arcivescovo ha così messo a tema l'alleanza necessaria tra comunità cristiana e società civile: «Non ho risposte, ricette e indicazioni per insegnarvi a fare il vostro mestiere. Un vescovo può benedire: cioè la promesa di un'alleanza, un orizzonte in cui c'è un Dio vicino, che sorride, alleato del bene, per andare oltre alle tensioni e alle peoccupazioni quotidiane».

«Una comunità cristiana – ha continuato mons. Delpini – vuole essere alleata di una società civile e dell'amministrazione comunale. Nei nostri paesi questa presenza capillare non può essere convivenza parallela, ciascuno a casa sua, perché tutti abbiamo a cuore la gente e quindi si devono trovare sintesi per fare qualcosa insieme. Mi piace immaginare che si facciano gli stati generali, un momento in cui il dirigente scolastico, il parroco, il sindaco, il capitano dei carabinieri, tutte le istituzioni che ci stanno, si ritrovino insieme e si dica quali sono le priorità su cui si vuole collaborare perché si ha a cuore la gente».

brivio delpiniMons. Delpini ha provato a rispondere alle fatiche e ai dubbi degli amministratori lecchesi: «La mia intenzione è quella di provocare l'iniziativa di tutti i protagonisti del vivere insieme. Non tocca al sindaco essere di fronte alla gente per accudirla, ma tocca a tutta la gente di essere protagonisti al fianco delle istituzioni del territorio almeno per il gesto minimo (il buon vicinato) per servire il bene comune cioè la convivenza. L'arroganza di chi si rivolge alle istituzioni con la pretesa di essere subito accontentato, si sconfigge solo creando un senso di appartenenza».

L'essere un sindaco dunque come arte, sia intesa come quella dell'artista «che sogna e vede lontano», sia come quella dell'artigiano «che cura ogni singolo particolare e pezzo con mestiere ed esperienza».

Infine il richiamo dell'arcivescovo Delpini alla ricerca del bello: «Ogni tanto c'è il bisogno di qualche gesto simbolico, di una forma di prossimità. C'è bisogno di trovare forme di bellezza, creatività, poetica, per dire che abbiamo fatto qualcosa di bello insieme, qualcosa di cui essere tutti orgogliosi».

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