Lecco, 16 febbraio 2018   |  

L'abbraccio dei fedeli lecchesi all'arcivescovo Mario Delpini

di Stefano Scaccabarozzi

Ieri sera incontro in basilica per una serata di formazione con i consigli pastorali.

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Una basilica di San Nicolò gremita di fedeli ha accolto ieri sera l'arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, giunto in città per prendere parte a un appuntamento di formazione dedicato all'incontro con i laici, rivolto in particolar modo ai consigli pastorali e affari economici della zona terza.

L'Arcivescovo ha così salutato la nostra città: «Ai lecchesi dico che, come ho già detto a mons. Prevosto, chi viene a Lecco non se ne va mai a mani vuote perché c'è la bellezza, la poesia, la memoria manzoniana, la molteplicità delle iniziative. Lecco è una città che ha molto da dare e molto da dire, quindi le auguro di continuare a essere un luogo di gioia, di preghiera, di pensiero e di poesia».

DSCN8735Mons. Delpini ha da prima guidato la preghiera, per poi introdurre l'intervento di don Alessandro Giraudo, dottore in diritto canonico con specializzazione in giurisprudenza, rettore di Basilica o Santuario presso Corpus Domini, docente di facoltà presso Istituto Superiore Scienze Religiose.

L'Arcivescovo ha così spiegato il senso della serata: «si tratta di un momento di formazione in cui viene illustrata una relazione sul tema della sinodalità, che dovrebbe dunque aiutare a mettere i laici impegnati nei consigli pastorali sulla stessa lunghezza d'onda dei preti. Infatti la stessa relazione è stata presentata questa mattina ai preti della zona pastorale».

L'intento è quindi quello di rafforzare la collaborazione tra sacerdoti e laici: «La Sinodalità è uno stile di Chiesa che applicheremo in tante maniere, – ha spiegato ancora l'Arcivescovo – con i consigli parrocchiali e decanali che dovranno essere strumenti di sintesi affinché laici e preti possano camminare insieme, formandosi insieme, convergendo nel discernere sul cammino da fare sulle strade del Signore. Una serata in cui insomma si è provato a dare strumenti per comprendere il tema della sinodalità, di come funzionano gli organismi di espressione delle comunità pastorali».

DSCN8743Nella sua relazione don Alessandro ha affrontato il tema del diritto canonico e della Chiesa di comunione: «La Chiesa per sua stessa natura necessità di una dimensione istituzionale. Il diritto canonico è tale solo quando è realmente al servizio dell'edificazione della Chiesa. Bisogna dunque prestare attenzione al rischio di un'interpretazione positivistica della norma canonica. C'è poi il rischio di abusare del diritto quando non lo conosco o quando lo interpreto in base al mio interesse o quando lo applico in modo ingiusto. Il diritto canonico tutela il più debole perche possa venir riconosciuto il proprio diritto, ovvero ciò che ci rende comunità».

Don Alessandro ha poi sottolineato che i fedeli tutti, laici e consacrati, sono chiamati a custodire la comunione: «Il diritto canonico ci consegna un obbligo, quello di custodire la comunione: ovvero che le nostre scelte e le noste azione non rompano questa comunione con la Chiesa. È infatti la comunione ecclesiale l'elemento che identifica il fedele. Nel codice è scritto che il parroco ha il compito di agire affinché i fedeli si prendono cura della comunione parrocchiale, creando e strutturando la comunità che gli è affidata. Affinché chi fa parte di quella comunione si senta parte della Diocesi e della chiesa universale e non sia magari rinchiuso in una isola felice».

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