Lecco, 14 aprile 2018   |  

La viticoltura lecchese piace al mondo del vino

Il clima del lago di Como permette di produrre vini di forte eleganza, soprattutto tra i bianchi, mentre Merlot e Pinot Nero rivelano una struttura di grande equilibrio.

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Piacciono - eccome e sempre di più - i vini che, da Montevecchia alle coste che serrano il lago a settentrione, compongono il puzzle complesso dell’enologia made in Lario. E, ogni anno, c’è qualche elemento prezioso da aggiungervi, grazie al lavoro prezioso dei viticoltori che recuperano vigne storiche o realizzano nuovi impianti; e tra loro ci sono numerosi giovani che puntano sulla viticoltura per il proprio futuro d’impresa.

Intanto, i vini delle due province di Como e Lecco sono pronti per la scommessa del Vinitaly che si apre domani (15 aprile) a Verona.

Sono ormai diverse decine le imprese agricole che coltivano la vite nell’area brianzola di Montevecchia, così come nelle zone più settentrionali del lago fra il Ceresio e Domaso ma anche nella periferia del capoluogo comasco fra Montano Lucino e il Parco Spina Verde; in totale si producono quasi 3500 quintali di uva.

“Una nicchia – interviene Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco – che entra, di diritto, a far parte delle eccellenze vinicole lombarde grazie alla professionalità degli operatori del settore i quali hanno saputo cogliere il valore di un luogo straordinario come quello del Lago di Como e declinarlo in un prodotto di altissima qualità. Tutto ciò non ha solo un significato culturale di legame con i territori, le tradizioni, le famiglie, l’arte e la storia ma comincia a rappresentare anche una certa dimensione economica; importante, in quest’azione di recupero e valorizzazione, è il lavoro del Consorzio Terre Lariane, grazie al quale il nostro vino sta avendo un successo crescente in tutto il mondo”.

I vini del territorio hanno caratteristiche uniche: il particolare clima del lago di Como, determina importanti escursioni termiche fra la notte e il giorno che favoriscono, in condizioni ottimali, concentrazione di sostanze aromatiche nella buccia delle uve. Ne derivano vini di forte eleganza, soprattutto tra i bianchi, mentre Merlot e Pinot Nero, che ben si adattano al mesoclima alpino di queste terre, rivelano una struttura di grande equilibrio. Sul territorio, tante produzioni di nicchia che hanno conseguito, negli anni, importanti premi.

La viticoltura lariana si collega anche alla scoperta del territorio, grazie alla pratica – sempre più gettonata – dell’enoturismo: le opportunità per passeggiate e trekking tra le vigne sono decine anche nelle nostre due province: dalle vigne di Domaso, con un panorama mozzafiato sul lago e sulle catene montuose, a Montevecchia, dove si domina la pianura e si scorge lo skyline della metropoli milanese, che serra lo sguardo; o ancora, le campagne attorno a Missaglia o Montano Lucino; oppure, tornando in provincia di Lecco, Colico, Merate, Calolziocorte, Colle Brianza, Lomagna, e molto altro.

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