Lecco, 11 marzo 2019   |  
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La vita è un sogno: il nuovo vinile del Lecchese Gene Guglielmi

"E la musica che si trasforma sotto questa puntina di diamante e nei solchi di questo nuovo vinile, è l’alfabeto, è ben più che solo una maniera per ritrovare la strada".

81bU F5WZfL. SS500 1Batto il piede per terra. Tacco fermo e punta a tempo.
E’ il mio tempo del benessere.
Ognuno di noi sa che per stare davvero bene è necessario disporre, insieme al denaro e ai relativi conforti, di una decente “vita interiore”: cioè di progetti, obiettivi, speranze, curiosità inappagate, tempo per sé.

Con una complicazione: che spesso il tempo destinato all’avere è tempo sottratto all’essere.
Batto il piede per terra. Tacco fermo e punta a tempo.
E’ il modo che, in queste settimane, mi trovo volentieri a voler moltiplicare per riprendermi il tempo, per non ubriacarmi di lavoro e lo faccio seguendo, a occhi chiusi, una puntina di diamante sul solco di un vinile a 33 giri.

Questo vinile è “La vita è un sogno” di Gene Guglielmi, edito dalla “Crotalo Edizioni Musicali” per la “ New LM Records”,presentato recentemente in tutta Italia.
Dieci canzoni che riprendono anche alcuni successi ormai storici del nostro cantautore.
Ma non è un voltarsi indietro a rimirare nostri passi nostalgici, ma è provare ad avere, come diceva Bradbury, “nostalgia del futuro”,quello stesso futuro che sogniamo per noi e dove forse ci siamo già stati anche solo,con l’immaginazione.

E queste canzoni di Guglielmi, che sono fili per guidare gli aquiloni, sono tacco fermo e punta a tempo del nostro immaginario senza mai andare fuori tempo e in alcune canzoni esplicitamente “a tempo”,che è proprio l’opposto positivo dell’andare “fuoritempo”.

Brani ormai notissimi come “Capelli lunghi” o “E voi,e voi,e voi” rivisitati con lo storico gruppo bolognese de “ Gli Avvoltoi”,per passare alla intensa “ballad” “La vita è un sogno” che ha dato il titolo all’album, arrivando al quasi “prog” di “Ella Speed” che richiama i miti tragici di Edgar Lee Master.

Quando si parla di Gene Guglielmi, si parla ovviamente anche di Beat.
Già il beat,quel vento che ha tracciato le libere rotte agli aquiloni di tanti giovani.
Quel tempo che dall’America di Kerouac “Sulla strada” è stato un fenomeno di costume e letterario, quel battere il tempo che dall’Inghilterra è diventato musica, linguaggio di note e sogni.
Quel tempo che non è più stato lo stesso tempo, che in Italia nella musica ha visto appunto Gene Guglielmi essere aquilone e vento assieme, dove i giovani con i “Capelli lunghi” appunto, e con lo sguardo nuovo e libero divennero i veri protagonisti della storia.
Niente fu più come era stato.

Batto il piede per terra. Tacco fermo e punta a tempo.
E la musica che si trasforma sotto questa puntina di diamante e nei solchi di questo nuovo vinile, è l’alfabeto, è ben più che solo una maniera per ritrovare la strada.
È avere nostalgia del futuro.
E’ il tempo del benessere.

Paolo Trezzi

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