Delebio (SO), 26 marzo 2018   |  

"La teoria del gender: effetti e riscontri scientifici"

Ultimo appuntamento della terza edizione del ciclo “Per fare un Bambino ci vuole un Villaggio”

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Sabato 24 marzo 2018 alle ore 15:00, presso la Sala dell’Oratorio di Delebio (SO) in Via Verdi, a conclusione della 3° edizione del ciclo “Per fare un Bambino ci vuole un Villaggio”, si è svolto l'incontro: "La teoria del gender: effetti e riscontri scientifici".

Il relatore, il Prof. Renzo Puccetti, dirigente medico e docente di Bioetica al Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum”, ha ripercorso in modo brillante e coinvolgente le tappe che hanno portato al diffondersi di quella che è ormai considerata e chiamata la “ideologia del gender”.

Il fatto che la cultura eserciti un ruolo rilevante nella distinzione tra comportamenti maschili e femminili, ha affermato il relatore, è un dato di fatto che nessuno contesta, anche perché nessuno scienziato è un puro determinista biologico. Tuttavia la teoria gender, ormai convertitasi in ideologia, postula ciò che è smentito da tutta una serie di evidenze scientifiche, ossia che il comportamento umano è indifferente al sesso genetico e che ogni differenza tra attitudini e comportamenti maschili e femminili è una mera costruzione sociale.

In realtà il nostro cervello, ha continuato, è zeppo di recettori per gli ormoni sessuali che non si sa bene cosa ci starebbero a fare se gli stessi ormoni non servissero a nulla, sappiamo che il cervello maschile mostra differenze anatomiche da quello femminile e funziona in maniera differente. Sappiamo che esiste in ogni cervello un mosaicismo, cioè tratti maschili e femminili, che però non annullano le differenze. Sappiamo che alcuni comportamenti si sono dimostrati differenti in base al sesso già dal primo giorno di vita.

Che maschi e femmine abbiano attitudini differenti è un dato di fatto, ha concluso il relatore, così come è un dato di fatto che vi siano uomini con attitudini femminili e viceversa, tuttavia l’ideologia gender vuole indurre i bambini fin da piccoli a non assecondare le loro naturali inclinazioni legate al sesso biologico, dietro il mito della neutralità o ancor meglio della fluidità di genere.

L’incontro ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di un discreto pubblico composto da genitori e docenti che hanno riportato esperienze legate al territorio e al proprio vissuto personale, segnalando criticità e perplessità per alcuni progetti recentemente avviati o di fatto presenti da più anni nella bassa Valtellina.

Al termine dell’incontro, gli organizzatori hanno segnalato la possibilità di poter partecipare ad un ulteriore ciclo di cinque conferenze che vede coinvolta al momento la provincia di Como e nello specifico la cittadina di Mariano Comense e hanno dato appuntamento al prossimo autunno per i nuovi cicli della rassegna “Per fare un Bambino ci vuole un Villaggio”, cicli che interesseranno sia la provincia di Lecco che quella di Sondrio a partire dal capoluogo fino a coinvolgere altri centri della media Valtellina.

Da ultimo è stata segnalata ai partecipanti l’apertura della nuova pagina Facebook “Per fare un Bambino ci vuole un Villaggio” (https://www.facebook.com/BambinoVillaggio/) quale strumento privilegiato per essere costantemente aggiornati sui nuovi appuntamenti e quale occasione per una “formazione” permanente rivolta a genitori, docenti ed educatori in genere.

Le conferenze sono state organizzate da Generazione Famiglia Lecco, dal Centro Aiuto alla Vita di Lecco, da Diesse Lombardia e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli di Sondrio con la collaborazione del Centro Italiano Femminile della Provincia di Lecco, del Santuario della Madonna delle Lacrime di Lezzeno, del Vicariato di Colico, dell’Istituto Paritario Pio XII di Sondrio e dell’Oratorio di Delebio e Andalo Valtellino/Associazione Giovanni Paolo II.

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