Lecco, 16 dicembre 2016   |  

Madonna del Rosario: dopo i lavori fedeli in pellegrinaggio

di Stefano Scaccabarozzi

In futuro è auspicabile, dicono gli esperti, che la statua lignea non venga più trasportata in processione.

statua madonna rosario 2

«Subito dopo Natale daremo mandato al maestro Giacomo Luzzana per intervenire per sistemare la statua della Madonna del Rosario e dal prossimo anno proporremo che per la tradizionale festività di ottobre siano i fedeli a venire in pellegrinaggio davanti alla statua in Basilica». Mons. Franco Cecchin, prevosto di Lecco, ha reso noto i dettagli dei lavori necessari per la manutenzione della storica statua lignea che quest'anno non è stata porta in processione proprio a causa delle sue condizioni.

La statua, alta 215 centimetri, fu acquistata nel 1837 a Milano da Noé Lattuada e fu posta in Basilica probabilmente per sostituirne una precedente di cui si avevano notizie fin dal 1600.

cecchin e luzzanaL'esame del maestro Luzzana ha rilevato «forme di degrado derivanti dal normale trascorrere del tempo». Si notano dunque fessure di ridotte dimensioni, piccole mancanze della pellicola pittorica e della dorature, nonché locali e circoscritti sollevamenti del colore.

Non si tratterà dunque di un vero e proprio restauro ma di una breve opera di manutenzione dal costo complessivo di 1.150 euro più iva. Chi volesse contribuire può contattare la segreteria della parrocchia di San Nicolò. Le risorse in più che verranno raccolte saranno destinate alla ristrutturazione del convento delle suore di Tolentino, reso inagibile dal recente sisma.

«Le statue lignee – sottolinea il maestro Luzzana – soffrono particolarmente i cambi di temperatura e di umidità. La statua della Madonna del Rosario sembra essere già stata restaurata due volte in passato. Credo sia stata una decisione corretta quella di non effettuare la processione quest'anno».

Nella sua relazione il maestro Luzzana sottolinea «l'intrinseca e fisiologica fragilità» in quanto «il legno policromo e dorato con preparazione a gesso è assai sensibile alle sollecitazioni meccaniche». Le variazioni climatiche, gli urti e le vibrazioni costituirebbero quindi per la scultura seri elementi di rischio e danno: «sarebbe quindi auspicabile che il manufatto – conclude il maestro restauratore – sia conservato stabilmente nel medesimo luogo, limitando la movimentazione unicamente a un ridotto numero di spostamenti all'interno del solo ambiente sacro».

Anche dopo i lavori dunque niente più processioni con la statua della Madonna del Rosario? «Proporrò – conclude mons. Cecchin – che siano i fedeli della Comunità pastorale a venire in pellegrinaggio in basilica dalle varie zone delle parrocchie, per venerare la statua sacra».

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