Bulciago, 19 febbraio 2021   |  
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La Sicor (ex Teva) di Bulciago annuncia la chiusura dell’unità produttiva: a rischio un centinaio di posti di lavoro

È giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Sicor (ex Teva) di Bulciago fra circa tre mesi cesserà la produzione nella sede storica di Bulciago, attiva da circa mezzo secolo. La direzione …

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È giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia che la Sicor (ex Teva) di Bulciago fra circa tre mesi cesserà la produzione nella sede storica di Bulciago, attiva da circa mezzo secolo.

La direzione lo ha comunicato alla rappresentanze sindacali martedì 18 febbraio nel corso della riunione indetta dall’azienda, che si pensava potesse rientrare nel normale programma di confronto con cadenza periodica, invece è stata annunciata la drastica decisione dell’azienda, il cui organico è costituito da 109 addetti. Sospesa la produzione seguirà lo smantellamento degli impianti entro la fine dell’anno in corso.

Lo stabilimento brianzolo, contiguo alla Strada Statale Briantea 342, meglio conosciuto come “la Chimica di Bulciago”, non ha manifestato l’emergere di criticità particolari nei mesi scorsi. C’è stato un avvicendamento nei vertici direzionali recentemente, ma anche in questo caso nel consueto incontro avvenuto con il Sindaco di Bulciago e il nuovo direttore nessun accenno a situazioni di sofferenza a causa della crisi pandemica.

L’azienda di Bulciago produce i principi attivi per diversi farmaci generici e, secondo la direzione, l’esiguità dei margini su questi medicinali riduce la competitività dell’unità produttiva brianzola. Solo un paio di anni fa l’azienda aveva accettato l’esecuzione di alcune prescrizioni imposte dall’Aifa, alle quali aveva prontamente ottemperato effettuando i lavori di messa in sicurezza richiesti.

Manifesto lo sconcerto dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Sindaco di Bulciago Luca Cattaneo, esprime preoccupazione per la sorte dei 109 addetti, di cui solo una parte potrebbe trovare impiego presso altre unità produttive della multinazionale, ma per molti di loro la sorte rimane fortemente incerta. Inoltre, altro nodo cruciale che sta a cuore all’Amministrazione è la certezza della bonifica ambientale del luogo produttivo, monitorata periodicamente attraverso apposti enti preposti alla salvaguardia del sito. Per tale ragione intende costituirsi parte attiva nel confronto che inevitabilmente si farà nelle prossime settimane tra direzione e i sindacati.

Dall’assemblea indetta dalla sigle sindacali con i lavoratori è stato deciso uno sciopero per lunedì 22 febbraio di 8 ore per tutti i turni con presidio davanti ai cancelli dell’azienda dalle ore 15.00 alle 20.00.

 

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