Milano, 29 gennaio 2019   |  

La Regione onora Zamberletti, inventò la protezione civile

A pochi giorni dalla morte dell’ex ministro varesino l’aula consiliare ne ricorda i meriti. Il presidente Fermi: «Uomo cordiale, pragmatico, esempio dell’etica lombarda».

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L’Assemblea regionale ha reso omaggio oggi alla figura di Giuseppe Zamberletti, l’ex ministro considerato il padre della Protezione civile italiana, al quale il Presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, ha voluto dedicare parole di gratitudine e di stima.

In apertura della seduta consiliare, negli stessi minuti in cui a Varese si tenevano i solenni funerali di Stato alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, - per il Consiglio era presente la Vice Presidente, Francesca Brianza – il Presidente Fermi ha delineato il percorso politico e personale di Zamberletti, “un uomo dal tratto cordiale, incline al dialogo, orientato alla realizzazione concreta che tutti gli italiani hanno potuto apprezzare nella sua lunga carriera. Col suo carattere, Zamberletti – ha sottolineato Fermi - esprimeva un po’ l’etica di questa nostra regione: pragmatica e poco incline alla retorica”.

Il Presidente Fermi ha ricordato come l’impegno del politico varesino sia stato sempre indirizzato verso il tema della sicurezza dei cittadini: impegno che si è poi formalizzato nel 1976, in occasione del terremoto del Friuli, quando venne nominato Commissario straordinario per il coordinamento e il soccorso, esperienza che poi si replicò nel 1980 con il terremoto dell’Irpinia. Nel 1979, nel governo Andreotti, si occupò dell’operazione dei boat people, portando in salvo 200 profughi vietnamiti che vennero accolti in Italia.

“Questa sua straordinaria esperienza – ha proseguito Fermi – porta Zamberletti alla convinzione che le calamità naturali e quelle legate all’attività umana, possono essere prevenute e quindi mitigate nei loro effetti, grazie all’attività stabile di una struttura dedicata, in grado di andare oltre la mera emergenza: nasce così la Protezione civile, struttura che oggi tutto il mondo ci invidia e che è diventato una certezza per tutto il Paese. La passione e l’impegno per la protezione civile lo accompagneranno per tutta la vita, fino alla presidenza della Commissione Grandi rischi”.

Il Presidente Fermi ha poi ricordato come “la sua forza tranquilla gli è servita per approntare servizi moderni e più efficienti, coinvolgendo i territori nel nome del bene della comunità. Con lui se ne va un servitore dell’Italia cui dobbiamo un grato ricordo per quanto ha fatto e soprattutto per l’esempio di compostezza, civiltà che ha dato in quanto uomo delle istituzioni”.

L’Assemblea ha quindi osservato un minuto di silenzio. In segno di lutto a Palazzo Pirelli sono state esposte le bandiere a mezz’asta.

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