Esino, 04 gennaio 2019   |  

La tradizione de I Re Magi a Esino Lario

di Maria Francesca Magni

Tra le stradelle del borgo si scorgono gli antichi attrezzi dei contadini e le vecchie ‘conche’ del latte di tutte le misure.

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La rappresentazione dell’arrivo dei Re Magi a Betlemme per adorare il Bambino Gesù è una ricorrenza unica e pittoresca a Esino Lario, e si ripete ogni anno con la collaborazione e l’impegno di tutti gli abitanti.

...il buio insegue il buio lassù, tra i boschi non volano neanche i gufi. Il paese è adagiato solitario in cima alle valli su una culla di ghiaccio e non è disturbato da nessuno. Il silenzio permette di ammirare il cielo più bello nelle notti limpide e nere, con migliaia di stelle che cadono dentro agli occhi e si appoggiano sul cuore…

Improvvisamente, un raggio di luce artificiale scivola sotto le grondaie delle legnaie, trova una fessura e schizza nel buio...poi il suono di un clarinetto fa scappare i gatti sui tetti e la risata di un bambino annuncia la festa: arrivano i Magi, scendono piano piano da Cres a Psciac.

Gli scrigni dei Re si aprono come castagne arrostite e sono colmi di ‘zirelote’ rosa per i piccini.
Tra le stradelle del borgo si scorgono gli antichi attrezzi dei contadini e le vecchie ‘conche’ del latte di tutte le misure.

Sul viale della Via Crucis, sotto i rami brulli che si elevano come mani, i ragazzi di Esino hanno valuto posizionare diversi cartelli che riportano frasi di significato buono, tra le tante, c’è una riflessione di Papa Francesco che punge il pensiero: “una società è veramente accogliente nei confronti della vita quando riconosce che essa è preziosa anche nell’anzianità, nella disabilità, nella malattia grave e persino quando si sta spegnendo”.

In piazzetta San Giovanni c’è il presepe che profuma di terra e di delicata devozione degli Alpini: un grosso tronco ricoperto di muschio con le statuette di gesso della Sacra Famiglia, dei pastori, delle pecore, dell’angelo annunciatore e dei Re Magi in ginocchio davanti alla stalla…
Maura Nasazzi, vicino alla capanna del Bambinello, canta dolcissime melodie natalizie.

Quale messaggio esprime il grande lavoro degli esinesi per celebrare l’Epifania?
“Condivisione” risponde Maura “ritengo che condividere una fatica per costruire qualcosa di buono, come la rappresentazione dei Re che si prostrano davanti alla vera regalità del Bimbo santo, sia un segno forte da consolidare ogni giorno in Esino e da testimoniare fuori...”.

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