Lecco, 31 gennaio 2018   |  

La rabbia dei pendolari: pullman vuoti, treni vecchi e di sera si viaggia con la paura

"Vogliamo trasformarci nella Repubblica dei Suv, delle Frecce e delle autostrade?"

sciopero trasporti treni

Buongiorno,
vi scrivo perché da qualche decina d’anni mi sposto in treno, prevalentemente su due linee locali: la Milano-Bergamo e la Milano-Lecco, entrambe via Carnate.

Con rabbia e crescente disappunto constato che i treni sono sempre quelli di allora, di quando avevo 14 anni (ora ne ho 38). Mai vista una sostituzione, ma noto che i vagoni sono sempre più vecchi, sporchi e fatiscenti, oltre che sempre più affollati, negli orari dei pendolari, e sempre più vuoti negli altri orari. Mi capita di viaggiare la sera e c’è da avere paura. Infatti la prassi è questa: o si viaggia in auto la sera o si sta a casa, tanto più se si è donna.

Ma non è forse un nostro diritto quello di viaggiare su mezzi pubblici sicuri oltre che puliti e magari non fatiscenti? Non è forse per questo che paghiamo le tasse?

Inoltre ho dovuto constatare col passare degli anni che le biglietterie delle piccole stazioni sono chiuse, completamente o parzialmente, ma spesso irrimediabilmente chiuse, così come la stragrande maggioranza delle sale d’aspetto. Le piccole stazioni sono sempre più abbandonate, nonostante vi transiti un numero sempre crescente di pendolari.

E le grandi stazioni? Quelle sono state trasformate in centri commerciali: molti negozi e niente più sale d’aspetto. A Garibaldi non c’è neppure più un deposito bagagli.

Ma provate a frequentare la grande stazione di Milano porta Garibaldi dopo le 19.30: non troverete più non dico un negozio, ma neppure un bar aperto. Volete che da utenti diventiamo consumatori? E allora fateci consumare, almeno. Invece no, neppure quello ti è concesso se cerchi un po’ di tepore in serate invernali, mentre attendi treni spesso e volentieri in ritardo o cancellati.

Eh sì, perché un altro difetto delle suddette linee ferroviarie, che però constato dai monitor della stazione Garibaldi e da quelli della stazione Centrale di Milano è comune a molte altre linee, è quello di perenni ritardi e numerose cancellazioni.

Ma per restare in tema di trasporto pubblico locale vorrei sottoporre alla vostra attenzione anche la situazione degli autobus locali. In Brianza questi autobus girano prevalentemente vuoti e seguendo percorsi spesso assurdi. Mi spiego: invece che collegare ad esempio la stazione dei treni ai paesi limitrofi, spesso si limitano a servire da autobus per le scuole superiori, ignorando completamente i bisogni degli altri cittadini. D’altronde al momento i cittadini brianzoli si vedono costretti ad utilizzare la macchina per qualsiasi spostamento, contribuendo ad incrementare l’ingente tasso d’inquinamento dell’aria.

Negli ultimi quarant’anni non si è vista una volontà politica di migliorare questa situazione, nonostante i proclami stagionali ed elettorali su non meglio specificate misure d’intervento contro l’inquinamento. Mi chiedo se queste elezioni saranno in grado di cambiare qualcosa di concreto e tangibile come il sistema di trasporto pubblico locale della Brianza e del resto del Paese.

Se investimenti ci sono stati sulle Ferrovie sono andati interamente alle linee di alta velocità. Credo che il Paese abbia bisogno d’altro. O vogliamo trasformarci nella Repubblica dei Suv, delle Frecce e delle autostrade? La Costituzione non mi sembra incoraggi a creare cittadini di serie B, C e peggio. Oggi stiamo andando sempre più verso la creazione di disuguaglianze sociali che lo Stato dovrebbe contribuire a colmare. E se mancano i fondi credo che la risposta si possa trovare nella lotta all’evasione fiscale e alle mafie che depauperano e vampirizzano questo Paese.

E allora chiudo augurandomi che questo appello possa essere raccolto dalla forza politica che vincerà queste elezioni, sperando in un profondo e radicale rinnovamento, ma anche da tutti i cittadini stanchi di pagare le tasse per avere servizi sempre più scadenti se non pericolosi.

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