Lecco, 18 ottobre 2017   |  

La libertà a rischio. Le idee moderne e le radici bibliche

di Gabriella Stucchi

È un libro molto impegnativo, che da una parte conferma le profonde conoscenze dell’autore e dall’altra richiede una preparazione adeguata

La liberta a rischio

Nell’Introduzione l’autore, don Giuseppe Angelini, per quarantacinque anni insegnante di teologia morale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, espone in forma sintetica il percorso proposto sul tema della libertà.

Dopo la chiarificazione del significato del termine libertà, per cui, in senso positivo, “il singolo dispone di criteri che autorizzano le sue scelte”, inizia l’analisi di testi di padri della Chiesa e di filosofi sul valore della libertà.

Si parte da Duns Scoto, in cui la libertà ha un rilievo determinante, come pure nello stoico Epitteto. Anche in Origene la libertà appare come elemento qualificante dell’immagine dell’uomo: grazie ad essa realizza la sua somiglianza con Dio.
Per Agostino invece la grazia di Dio agisce nell’uomo senza dipendere dalla sua volontà, ma dalla fede. Successivamente Agostino distingue tra libertà e libero arbitrio, inteso quest’ultimo come capacità di scegliere, da cui si arriva poi alla distinzione tra opere compiute secondo la legge e quelle invece realizzate in obbedienza ai comandamenti di Dio.

Anche Tommaso dipende dalla tradizione agostiniana: nella libertà è individuato il tratto qualificante del rapporto di immagine che l’uomo ha con Dio: egli è immagine perché signore dei propri atti.

Con Lutero e la Riforma da lui intrapresa la questione della libertà entra anche nella vita sociale. Egli è sostenitore della libertà del singolo nei rapporti con gli altri, soprattutto con la Chiesa. Nella relazione del singolo con Dio propone la tesi del servo arbitrio (1525) , in opposizione alla tesi del libero arbitrio espressa da Erasmo da Rotterdam un anno prima, che si fonda sull’argomentazione scritturistica.

Si apre quindi il capitolo “La libertà dei moderni”: oltre che un diritto civile, la libertà è un dovere morale. Nietzsche denuncia i poteri che insidiano la libertà. Per Kant la fuga dalla libertà è suggerita dalla paura. Veniamo al Sessantotto: “libero è chi è capace di inventare ogni giorno da capo la propria vita”. Siamo nell’ambito di una cultura vissuta, in cui viene meno il presupposto dell’univocità del costume, ma si applica il rapporto pratico con gli altri, attraverso la parola, la lingua. Si generano nuove forme di rapporto sociale, tra cui quelle basate sull’ideologia, con largo spazio alla dimensione pubblicitaria.

Interessante la citazione del confronto pubblico tra Habermas e il card. Ratzinger a Monaco nel gennaio 2004 in cui si auspica una rinnovata alleanza tra fede e ragione.
Per entrambi, la via maestra è quella del dialogo.

“L’appariscente crisi della libertà nella stagione contemporanea – dichiara l’autore - ...sollecita alla considerazione delle condizioni pratiche della libertà... essa non nasce dal cielo, dal puro spirito...”. Indica quindi le presenze che esprimono autorevolezza: la figura della madre, la famiglia, i processi educativi per aiutare la formazione della coscienza morale, e tra questi la religione.

Si passa poi alla tradizione anticotestamentaria, in cui, secondo la legge mosaica, il destino dell’uomo dipende dalla risposta che egli dà alla voce alla quale è chiamato.

Si parte dalla liberazione dalla schiavitù in Egitto, che, ponendosi come obbedienza al comandamento, apre l’alleanza tra Dio e il popolo. La liberazione è una libertà, ma non ancora in senso completo. In Siracide si sottolinea la possibilità di una scelta con cui il singolo determina il proprio destino, tra l’inclinazione buona e quella cattiva.

La concezione dell’opera di Dio è buona e l’uomo vi può consentire in maniera libera. La decadenza originaria, descritta in Genesi (2-3), con la figura dell’albero della vita, mostra l’immagine della sapienza che nasce dalla fede e insegna il cammino della vita, alla cui base sta un’esperienza di grazia. Questo è messo in rilievo in pienezza nel Nuovo Testamento, mentre nel pensiero filosofico greco il termine “libertà” aveva un significato civile, opposto a quello della schiavitù.
Nelle lettere di Paolo, convertito alla fede, la libertà assume un valore positivo, come obbedienza allo Spirito, o alla legge di Cristo che si riassume nell’amore. L’autore cita con molta precisione e competenza le interpretazioni di Agostino, di padri della Chiesa e di vari esegeti sul pensiero espresso nelle lettere di Paolo, sottolineando che la fede è una forma di conversione, frutto di un atto libero, offerta di se stessi a Dio.

Trovano posto anche le obiezioni di Lutero, che giudica la lettera di Giacomo una “lettera di paglia”, perché dà troppo risalto alle opere, che sole offrirebbero documento attendibile alla fede.

Grandissimo rilievo ha il testo del vangelo di Giovanni (8,31-32): la libertà promessa sarà conseguente alla conoscenza della verità e questo avviene per chi diventa discepolo, attraverso la pratica della parola.

Nell’ultimo capitolo, Ritorno al presente, Angelini riflette sui discorsi che oggi si fanno sulla libertà, in cui nota contraddizioni tra quelli fatti nello spazio pubblico e quelli fatti nella vita privata. Nota come oggi manchi la circolarità fisiologica dei rapporti tra famiglia e società, e quindi tra coscienza individuale e cultura sociale.

C’è la celebrazione retorica nello spazio pubblico, ma diminuisce la capacità del singolo di volere. “La fede cristiana deve richiamare il tratto ‘drammatico’ della libertà”, cioè riferirsi al dramma della vita: attraverso l’esperienza pratica gradualmente si acquista la capacità di scelta che rende liberi, attraverso il rapporto con altri, con la testimonianza dei giusti.

È un libro molto impegnativo, che da una parte conferma le profonde conoscenze dell’autore e dall’altra richiede una preparazione adeguata da parte dei lettori, perché colgano in pienezza i contenuti teologici, patristici, filosofici, psicologici e culturali che vengono esposti in forma chiara, con citazioni precise. Segue una ricca bibliografia.

Giuseppe Angelini “La libertà a rischio” Le idee moderne e le radici bibliche – Queriniana – euro 23.50

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