Lecco, 31 ottobre 2017   |  

La lettera: sui pullman lecchesi prepotenza e violenza restano impuniti

"Da comune cittadina, purtroppo non nuova ad episodi del genere, mi sento di essere lasciata totalmente in balìa di individui del genere, stranieri e non".

autobus interno 2 3

Egregio direttore,
le scrivo per esprimere la mia esasperazione riguardo alla sicurezza e al rispetto della legalità sui mezzi pubblici. Oggi nel primo pomeriggio ho preso il bus per tornare dal lavoro, quando a Garlate, all'altezza del bar Vittoria, è salito un giovane nordafricano senza biglietto.

Alla richiesta dell'autista prima di esibire il titolo di viaggio e poi di scendere, il ragazzo ha espresso strafottentemente rifiuto. Quando l'autista ha detto che avrebbe chiamato le forze dell'ordine, questo tizio, ridendo in faccia all'autista, ha risposto che poteva chiamare chi voleva, tanto non gli avrebbero fatto nulla.

Alcuni passeggeri, esasperati dal fatto che non sarebbe la prima volta che il giovane ha messo in atto comportamenti del genere, hanno cominciato a protestare e a dirgli di scendere, e lui ha iniziato a insultarli dicendo che erano degli italiani di m... e razzisti. Due donne africane, che si stavano recando al lavoro, lo hanno apostrofato dicendogli che per colpa di individui come lui veniva gettato discredito su tutti gli stranieri, ma lui ha detto loro di tacere e che erano delle leccapiedi degli italiani. Ai rimproveri dell'autista ha reagito minacciandolo di stare zitto perchè “un giorno avrebbe trovato uno che gli avrebbe spaccato la faccia”.

L'autista ha chiamato le forze dell'ordine a Galbiate, si è fermato di nuovo a Pescate a richiamare e una terza volta all'altezza di piazza Manzoni, dove questo mascalzone, approfittando del fatto che una passeggera dovesse scendere, è sceso pure lui, deridendo autista e passeggeri infuriati per il suo comportamento strafottente perchè “tanto a lui non importava nulla di loro, di pagare il biglietto, e tantomeno delle forze dell'ordine” e dicendo che tanto quello che i rimproveri rivoltigli in autobus, appena sceso l'ultimo gradino gli sarebbero usciti dalle orecchie, mentre noi eravamo degli sfigati che avrebbero mangiato rabbia per nulla, perchè tanto a lui non fanno mai nulla.

Scendendo ha lasciato cadere a terra un portafoglio da donna vuoto, probabilmente rubato.
Le forze dell'ordine sono arrivate, per un errore di comunicazione dalla centrale han detto, quando il bus è giunto in stazione e il ragazzo ormai dileguato.

In tutta questa faccenda, quello che mi lascia veramente senza parole è l'assoluta sicurezza del ragazzo di rimanere impunito: già protagonista di episodi del genere, incurante di qualsiasi protesta, (anzi, ha espresso anche un certo orgoglio perchè “lui è riuscito a far infuriare tutto il bus”), anche questa volta l'ha passata liscia.

Da comune cittadina, purtroppo non nuova ad episodi del genere, mi sento di essere lasciata totalmente in balìa di individui del genere, stranieri e non, che fanno del menereghismo e della prepotenza, quando non addirittura della violenza, la loro bandiera e vengono sistematicamenti lasciati impuniti.

LETTERA FIRMATA

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