Lecco, 24 maggio 2019   |  

La Fondazione comunitaria lecchese festeggia i 20 anni

Mario Romano Negri: “Vogliamo essere complementari non sostitutivi ente pubblico”.

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Lorenzo Goretti, Mario Romano Negri, Valeria Ciardiello e Matteo Ripamonti

I primi 20 anni della Fondazione comunitaria lecchese sono stati festeggiati quest'oggi in Camera di Commercio di Lecco. L’anniversario ha una valenza particolarmente significativa, perché si tratta della prima fondazione di comunità nata in Italia, che è stata, quindi, l’apripista per tutte le esperienze analoghe sorte successivamente.

DSCN3114Mario Romano Negri, presidente della Fondazione comunitaria lecchese, ne ha ricordato la nascita: «Guzzetti aveva portata in delibera la nascita delle fondazioni comunitarie, ma era stata una scelta non unanime. Nessuno riusciva a trovare le coordinate per partire e allora io mi sono offerto volontario per sperimentare nel nostro territorio questa idea. I primi segnali non furono incoraggianti, ma avevo nelle orecchie il monito di Giovanni Paolo II “abbiate fiducia”. Fiducia che è stata premiata: ebbi la fortuna di trovare un assenso completo e incoraggiante del primo prefetto di Lecco».

Altri due sono stati i fattori chiave per partire: «Arnaldo Donadoni, ancora prima della costituzione della Fondazione, mise a disposizione una grossa cifra che ci permetteva di guadagnare la sfida di Fondazione Cariplo. E poi trovammo il segretario: un neo pensionato della banca popolare di Lecco che con sé portò un nucleo di persone che crerano un gruppo di lavoro coeso, l'ossatura su cui costruire il nostro modus operandi».

DSCN3113La Fondazione è, oggi, un soggetto importante nel sistema territoriale e sostiene annualmente più di 100 progetti realizzati da Enti di Terzo Settore in campo sociale, ambientale e per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.In vent’anni di attività sono stati erogati oltre 40 milioni di euro a favore di 2.200 interventi disseminati in tutto il territorio provinciale.

DSCN3108Proprio la diffusione capillare dei progetti ha favorito la partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed aziende che, con le loro donazioni, hanno permesso il pieno raggiungimento dei risultati prefissati. La Fondazione riceve annualmente circa 1.000 donazioni e questo livello di partecipazione spiega più di ogni altro concetto il profondo radicamento territoriale.

«La beneficenza – aggiunge Negri - è un retaggio delle nostre comunità da secoli. Noi invece abbiamo voluto creare join venture con il territorio, chiamato a finanziare con noi un progetto pensato per risolvere un problema, incentivando cioè responsabilità personale, sociale e collettiva dei singoli. La cultura del dono è affermazione affasciante che va trasformata in prassi di vita vissuta. Donanti, più che donatori, cioè con un atteggiamento continuo, donando anche tempo, parola, ascolto, vicinanza o competenze. Vogliamo essere complementari non sostitutivi all'ente pubblico».

Sono stati presentati alcuni dei versanti su cui la Fondazione è impegnata: il riconoscimento Unesco di San Pietro al Monte,il Fondo Lario Reti Holding, il Fondo della montagna, il Fondo “Valsassina e Lago Solidali”.

L’iniziativa per il ventennale della Fondazionenon si è limitata alla celebrazione dei risultati raggiunti, ma è stata anche l’occasione per presentare le nuove ed importanti prospettive su cui la Fondazione sta lavorando.

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