Bevera, 10 settembre 2018   |  

La Festa Patronale di Santa Maria Nascente di Bevera si rinnova

di Italo Allegri

La Festa Patronale della Parrocchia Santuario di Santa Maria Nascente di Bevera quest’anno ha introdotto qualche novità rispetto al passato. La bella giornata di domenica 9 settembre ha favorito una grande partecipazione.

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«C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico», recita una nota poesia di Giovani Pascoli. E così è stato quest’anno anche per la Festa Patronale della Parrocchia Santuario di Santa Maria Nascente di Bevera. Di antico c’è una tradizione plurisecolare, che unisce alla devozione nei confronti della Beata Vergine di Bevera la festa popolare, di cui abbiamo notizie certe all’inizio del Settecento.

Di nuovo invece quest’anno c’è stata qualche variazione, soprattutto nell’aspetto devozionale rispetto al passato, disciplinato in maniera diversa. Il bacio della reliquia, infatti, è stato concentrato nei due appuntamenti pomeridiani con i bambini nei giorni di sabato e lunedì pomeriggio. Ma c’è stato anche un coinvolgimento della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli, alla quale la parrocchia di Bevera appartiene, unitamente alle parrocchie di Barzago e Bulciago.

Presso il centro Paolo VI le associazioni di volontariato, espressione della comunità pastorale – ma non solo, qualcuna anche del territorio –, sono state presenti con i loro stand per presentare le attività svolte: Associazione la Piazza, C.R.E. Pegaso Brianza Onlus, CRI di Casatenovo, Giovani e la Biblioteca Comunale.

Appuntamento centrale della festa liturgica domenica 9 settembre la Santa Messa solenne delle 10.00, animata dalla corale parrocchiale, alla quale hanno partecipato tanti fedeli, a tal punto da occupare tutti i posti a sedere: anzi qualcuno è rimasto all’esterno.

Nell’omelia don Marco Tagliabue, parroco della Comunità Pastorale, ha ripercorso, facendo riferimento alle letture evangeliche, il costituirsi delle primitive comunità cristiane, alle quali hanno aderito quegli ebrei ritenuti dal loro popolo eretici, ma anche pagani o appartenenti ad altre etnie. Le parole evangeliche rivolte agli ebrei che hanno accolto il Signore, dicono che non hanno perso la «loro tradizione, ma trovato il compimento nella vita eterna».

«Dopo aver ascoltato questi testi, questo “voi” delle letture adesso arriva a “noi” – continua don Marco –, che siamo qui in chiesa quest’oggi. Perché questo “voi” il Signore oggi lo dice a “noi”. Vedete, mi riferisco soprattutto a quelli che sono una minoranza, che sono i giovani, che sono qui a Messa insieme a qualche ragazzo; oppure a chi ha il cuore giovane. Non crediate che la Chiesa sia quella della quale parlano i mass media, quella che va sui rotocalchi, quella che gira su internet, su tutti i canali del web, YouTube e così via. Non crediate che sia quella testimoniata da quelle persone che pensano di avere una tradizione cristiana, ma si fermano a quelle tradizioni che alla fine, ai nostri occhi, sembrano un po’ superstiziose. Non crediate a quella Chiesa messa in cattiva luce a volte dagli stessi cristiani, a volte anche dagli stessi preti. Prendete in mano il Vangelo, scrutate le scritture e abbiate il coraggio di venire qui a questa mensa dell’eucaristia, dove Gesù muore sulla croce e risorge per noi e ci lascia il suo corpo: quella è la Chiesa. Affidiamoci alla prima cliente Maria, della quale oggi celebriamo la festa, la prima ebrea credente che ha portato a compimento la sua fede unendola alla sua vita, al suo corpo, alle sue scelte. Prendete esempio da lei e continuate a cercare una fede vera radicale, che crede nella incarnazione in Dio, che è morto per amore ed è risorto per noi».

Al termine della celebrazione don Marco ha richiamato la presenza degli stand delle associazioni, riferendosi soprattutto a quello dei giovani: «Segnalo in modo particolare lo stand dei giovani, che hanno guardato un po’ più in là e dicono: “alla fine dell’anno, quando il centro Paolo VI sarà, aimè, tutto vuoto, dobbiamo pensare al futuro e allora qui ci possono essere molte idee”. C’è chi dice: facciamo un bel supermercato, così affittiamo tutto, c’è un bel parcheggio, guadagniamo tanti soldi, almeno la struttura serve. Però forse potrebbe essere un centro della carità, un centro vocazionale, un centro giovanile o un centro di accoglienza, un centro missionario, di evangelizzazione, per disabilità; siamo aperti a tutto.
Certo i giovani sono quelli che possono meglio guardare al futuro, i giovani o chi ha il cuore giovane. Ecco non abbiamo chissà quale toto quiz, vogliamo che il nostro santuario, che la nostra parrocchia parli del Vangelo: questa buona notizia per le nuove generazioni in modo particolare i giovani. Perciò i giovani che avessero qualche idea, proposta o riflessione, possono andare lì e lasciare il loro scritto, la loro proposta o disponibilità. Vaglieremo attentamente le cose dettate dagli animi di chi ha a cuore veramente il Vangelo, la fede nel Signore».

Don Marco ha poi ricordato che il bacio della reliquia in questa festa si sarebbe svolto in modalità diversa rispetto al passato, come già fatto nel pomeriggio di sabato con la benedizione dei bambini, da ripetere nel pomeriggio di lunedì 10 settembre. Altra novità, l’animazione nel pomeriggio di domenica per tutti i bambini della Comunità Pastorale presso il tendone, aperto anche ad altri bambini presenti che volessero condividere il momento di divertimento.

La festa paesano poi si è svolta come di consueto con le bancarelle lungo via don Gaffuri e via Santuario, Superiore e Inferiore, al termine della quale si trova il Luna park. Complice la bella giornata di sole l’affluenza di visitatori e fedeli è stata molto elevate. Apprezzata la tavola calda presso il Centro Paolo VI sotto il tendone, in grado di accogliere circa cinquecento persone, che a mezzogiorno ha fatto il tutto esaurito e alla sera si è ripetuto l’appuntamento. Il ricavato di tutte le attività della festa sarà utilizzato per le necessità della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli.

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