Lecco, 02 settembre 2017   |  

La disabilità, la preghiera e l'amore incondizionato

di Mario Stojanovic

"Resto sempre sorpreso dall'amore che ricevo: in una stretta di mano, in un sorriso ricambiato, in una carezza sul loro viso".

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Ricordo che era il mese di agosto del 1991 e mi trovavo, con la mia famiglia, per una settimana in vacanza ad Assisi. Un pomeriggio, mentre ero in ginocchio assorto in preghiera all'interno della Porziuncola, al centro della basilica di Santa Maria degli angeli, chiesi, un po' egoisticamente: Gesù se ci sei mostrati”. Alzai lo sguardo e mi trovai accanto un ragazzo distrofico in carrozzina, dentro me sentii una voce che mi diceva: “Guarda quel ragazzo, sono io”. Da quel giorno in tutti i ragazzi in carrozzina ho imparato a vedere il volto di Dio.

Sempre più frequentemente le notizie dei telegiornali ci raccontano di persone diversamente abili maltrattate o picchiate, anche nei centri dove dovrebbero essere assistiti e tutelati. Viviamo purtroppo in una società in cui ciò che non è produttivo è visto come inutile ed emarginato, un mondo che in un certo senso sta “cancellando” i diversamente abili, tanto da farci dimenticare i loro diritti e le loro difficoltà quotidiane.

Invece dovremmo tenerli più in considerazione perché sono creature di Dio e come tali vanno amate. Perché non dovremmo farlo del resto?perché non sentono o non parlano come noi? Perché non camminano?anche i bambini piccoli lo fanno, ma non li emarginiamo,per questo,anzi li aiutiamo perché sappiamo che hanno bisogno di noi. La loro presenza ci crea fastidio? eppure hanno anch'essi un cuore che pulsa e che ama come il nostro o forse di più.

Dopo l'esperienza avuta ad Assisi vedo questi fratelli in una luce diversa, resto sempre sorpreso dall'amore che ricevo da loro: in una stretta di mano, in un sorriso ricambiato, in una carezza sul loro viso.

Non dobbiamo aver paura: non saremo noi a fare un regalo a loro, ma loro a noi insegnandoci una forma di amore incondizionato e disinteressato.

Non potrò mai dimenticare il calore di quella mano che strinsi in quel luogo santo che è la Porziuncola mentre insieme recitavamo Il padre nostro. Quel giovane, con le membra distorte, mi insegnò il vero amore.

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