Lecco, 25 dicembre 2016   |  

La Cgil ricorda Pino Galbani: “Non c’è futuro senza memoria”

La sua storia umana si è intrecciata con migliaia di ragazzi, di studenti, di lavoratori e cittadini dell’intero territorio lecchese

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La Cgil di Lecco ricorda Pino Galbani, nel giorno della sua scomparsa, avvenuta all'età di 90. La Camera Ardente sarà allestita presso l’Ospedale Manzoni di Lecco, a partire dalle ore 8.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.30 di lunedì 26 dicembre. L’accesso alla camera mortuaria è da via dell’Eremo 7. Il rito funebre si terrà alle ore 10.45 di mercoledì 28 dicembre, con la Messa nella Chiesa di Castello sopra Lecco “SS. Martiri Gervaso e Protaso” di Via Antonio Fogazzaro, 26 a Lecco.

“Non c’è futuro senza memoria”. E’ racchiuso in questa frase il senso profondo del nostro ricordo di Pino Galbani, che ci ha lasciato per sempre il 25 dicembre 2016.

La storia umana di Pino Galbani si è intrecciata con migliaia di ragazzi, di studenti, di lavoratori e cittadini dell’intero territorio lecchese che lo hanno ascoltato nelle centinaia di assemblee, incontri e manifestazioni dove Pino, ha raccontato la sua diretta e drammatica esperienza umana dentro la tragedia dei campi di sterminio Nazifascisti, dentro il lager di Mauthausen e ci ha raccontato come, grazie al sacrificio, alla lotta e all’impegno civile di tanti uomini e donne semplici come lui, oggi il nostro paese sia un Paese libero e democratico.

Giuseppe “Pino” Galbani, era nato a Ballabio il 10.10.1026, lavorava come operaio alla Rocco Bonaiti di Lecco (una fabbrica metallurgica dove oggi sorge l’Istituto Bertacchi), e il 7 marzo 1944 partecipò con molti suoi compagni di lavoro allo sciopero che in quei giorni scosse le fabbriche del Nord Italia, da Genova a Torino a Lecco si scioperava chiedendo l’aumento delle razioni alimentari, pace, riconoscimento degli organismi dei lavoratori e libertà.

Il 7 Marzo, il lavoro alla Bonaiti venne sospeso, ma già poche ore dopo, una colonna armata di fascisti e militari, arrestarono circa 30 lavoratori e lavoratrici delle fabbriche lecchesi in sciopero Rocco Bonaiti, Badoni, Caleotto e File, li portarono prima a Como dove furono costretti a sfilare legati tra loro per le vie della città, poi li trasferirono pochi giorni dopo a Bergamo dove furono consegnati direttamente ai tedeschi per il trasferimento nei lager. Pino Galbani fu mandato nel campo di sterminio di Mauthausen.

Degli arrestati il 7 marzo 1944, 26 lavoratori furono deportati, 19 persero la vita e tornarono solo in 7, Aondio Regina, Funes Lino, Galbani Giuseppe, Ghisleni Ernesto, Missaglia Elisa, Monti Antonietta e Spandri Agnese. Pino Galbani, l’unico dei sopravvissuti a quella drammatica esperienza di vita ci ha lasciato per sempre, ma vivrà nel ricordo di tutte le donne e gli uomini della Cgil di Lecco, dei ragazzi e delle persone che in questi anni lo hanno ascoltato e hanno lottato con lui, per un futuro migliore.

Grazie Pino.

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