Lecco, 15 marzo 2020   |  

"La casetta sul sentiero"

di Maria Francesca Magni

Un piccolo pensiero per i nostri bambini che con tanta fatica stanno in casa.

neve duemani 28 aprile

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, una casetta sul sentiero in un bosco di quercette che conduceva in cima al monte Duemani. La casetta era fatta di frasche ed era circondata dai caprioli, dalle volpi, dai tassi e dalle cinciarelle...Lì viveva il popolo minuscolo dei sogni. I sogni erano grandi come un mignolo e portavano tutti un cappellino di foglie verdi.

Quando veniva la sera, e l’unica luce era quella delle migliaia di stelle che scintillavano nel cielo, i piccoli sogni scendevano dai comignoli con la polvere d’oro bianco della luna per spruzzarne un po' sul nasino dei bambini addormentati.

Ma una notte senza luna, dalla valle scura, salirono frotte di guerrieri coi cappelli di piuma vestiti di nero per rubare l’oro dei sogni. I guerrieri incatenarono re Tisoc e resero prigionieri tutti i sogni presenti. Il più piccolo dei sogni però si nascose nelle fessure delle radici di un grosso faggio. Re Tisoc lo vide, e nel linguaggio dei sogni gli mormorò: “Tu ci salverai, e salverai i sogni dei bambini”.

Manco, il sogno piccino, pianse, ma riuscì a scappare al di là degli speroni di roccia. I bambini quella notte non riuscirono a sognare...e Manco, dal suo rifugio, sentiva i loro lamenti.

I guerrieri neri portarono via tutto l’oro bianco della luna che c’era nella casetta, riempirono migliaia e migliaia di ceste di sogni e, una volta ritornati a valle, le gettarono nel lago.

Manco, immediatamente raggiunse la cavità della montagna e cominciò a soffiare nel corno sacro dei sogni. Dai monti: Resegone, San Martino, Barro e dalla ferrigna Grigna risposero al richiamo di pericolo tutti i popoli minuscoli della terra. Un coro potente e fiero si unì per salvare i sogni dalle acque blu agitate dalla Breva.

I popoli degli elfi, degli gnomi e delle fate costruirono zattere col legno di betulla e con uno sforzo enorme aiutarono i sogni a salvarsi. Le genti dei piccoli popoli si presero per mano creando una catena di fratellanza alla cui estremità venne legato Manco per raccogliere dal lago i sogni inzuppati.
I sogni, rigati di gocce lucenti, tornarono così nella loro casetta sul sentiero della montagna.

“Viva Manco, il coraggioso” esclamò il re dei sogni “salvando i sogni ha salvato l’oro della luna che permette ai bambini di sognare!”.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

8 Aprile 1848 il battaglione San Marco ha il suo battesimo del fuoco a Goito. Lo stesso giorno entra in azione anche il neonato corpo dei Bersaglieri.

Social

newTwitter newYouTube newFB