Lecco, 29 dicembre 2016   |  

La Cardiologia lecchese protagonista di un importante studio sulla medicina di genere

Obiettivo di questo lavoro è verificare se l’età in cui una donna va in menopausa ha un impatto sull’estensione della malattia coronarica negli anni successivi

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Il Dipartimento Cardiovascolare dell’ASST di Lecco è stato protagonista di un importante studio sulla medicina di genere, innovativa branca della ricerca biomedica che ha come obiettivo di giungere a garantire ad ogni individuo, maschio o femmina, l'appropriatezza terapeutica.

È stato infatti recentemente pubblicato sull’American Journal Medicine lo studio “Ladies Acs Study - Donne con infarto miocardico”, frutto della collaborazione di nove Ospedali italiani tra i quali, oltre al Dipartimento lecchese, anche il Centro per la Lotta contro l’Infarto di Roma.

Obiettivo di questo lavoro è verificare se l’età in cui una donna va in menopausa ha un impatto sull’estensione della malattia coronarica negli anni successivi alla menopausa. Infatti, contrariamente a quello che si pensa, la prima causa di morte nelle donne in età post-menopausale sono le malattie cardiovascolari.

L’Organismo Mondiale della Sanità ha reso noto che, in Europa, sono più numerosi, rispetto agli uomini, i decessi delle donne per cause cardiovascolari: 2.220.000 donne muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari in Europa, contro 1.863.000 uomini, ma la mortalità precoce, prima dei 65 e anche prima dei 75 anni, è di gran lunga superiore negli uomini.

“Alcuni dati epidemiologici – spiega Stefano Savonitto, Primario della Cardiologia dell’Ospedale Manzoni – portano a pensare che una menopausa precoce, prima dei 50 anni, possa essere associata ad un maggiore e più precoce rischio d’infarto, rispetto a donne con menopausa più tardiva, dopo i 55 anni. Tuttavia, nessuno aveva mai verificato se questo rischio potesse essere associato ad una malattia coronarica più grave”.

Nel corso dello studio svolto dai medici lecchesi sono state valutate le coronarografie di 675 pazienti ricoverati a causa di un infarto miocardico, ordinandole in quattro classi di età a partire dai 55 anni. Per ogni fascia di età, sono state attentamente studiate 133 donne e 67 uomini.

Nelle donne sono stati raccolti, tramite uno specifico questionario, i dati relativi anche alla storia fertile (menarca, numero di figli, eventuali aborti, terapie ormonali e interventi ginecologici) e alla menopausa (età alla menopausa, presenza di vampate, terapia ormonale sostitutiva). Le coronarografie eseguite negli Ospedali partecipanti sono state inviate per analisi centralizzata presso l’European Imaging Laboratory di Roma che ha quantificato l’estensione e la gravità della malattia coronarica.

“I nostri dati hanno chiaramente dimostrato che, per ognuna delle classi di età considerate fino a oltre gli 85 anni, le donne presentano una malattia coronarica meno grave rispetto agli uomini. L’estensione della malattia coronarica aumenta progressivamente con l’età in entrambi i sessi, ma l’età di menopausa non mostra alcuna relazione con l’estensione della coronaropatia” spiega il Primario della Cardiologia di Lecco.

“In pratica, una menopausa relativamente tardiva non ha un effetto protettivo nei confronti della malattia coronarica. Al contrario, è chiaramente provato che l’abbattimento dei fattori di rischio coronarico, quali ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, fumo e sedentarietà, hanno un grande effetto protettivo” puntualizza Savonitto.

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