Lecco, 09 luglio 2018   |  

Iperammortamenti solo per investimenti nel territorio dello stato

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

La possibilità di fruire dell’iper-ammortamento sarebbe quindi subordinata per il 2018 al nuovo vincolo della territorialità dell’investimento, assente nella versione originaria dell’agevolazione.

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In relazione all’iper-ammortamento, nell’ambito del “decreto dignità” viene introdotto il requisito della territorialità dell’investimento e il conseguente recupero dell’agevolazione in caso di cessione o delocalizzazione dei beni agevolati.

In particolare, viene previsto che l’iper-ammortamento di cui all’art. 1 comma 9 della L. 232/2016 (prorogato dalla L. 205/2017) spetti a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato. Tale disposizione, in deroga alla norma di cui all’art. 3 della L. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), si applica al periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del DL.

Come evidenziato nella relazione illustrativa al decreto, la disposizione subordina l’applicazione dei benefici dell’iper-ammortamento alla circostanza che il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese riguardi strutture produttive situate sul territorio dello Stato, ivi incluse ovviamente le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

La possibilità di fruire dell’iper-ammortamento sarebbe quindi subordinata per il 2018 al nuovo vincolo della territorialità dell’investimento, assente nella versione originaria dell’agevolazione.

Viene altresì previsto che se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive situate all’estero, anche se appartenenti alla stessa impresa, si procede al recupero dei benefici fiscali riconosciuti.

Il recupero avviene attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi. Tale recupero dei benefici fiscali si applica alle operazioni di cessione o di delocalizzazione dei beni agevolati effettuate successivamente alla data di entrata in vigore del DL.

Viene, quindi, introdotto un meccanismo di “recapture” dell’agevolazione in caso di cessione a titolo oneroso o di delocalizzazione.

Si osserva che la revoca dell’agevolazione in caso di trasferimento dei beni all’estero era stata prevista anche con riferimento al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali di cui all’art. 18 del DL 91/2014.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate (circ. n. 5/2015, § 8) aveva chiarito che tale ipotesi di revoca dovesse essere riferita sia ai casi di trasferimento del bene ad opera del beneficiario dell’agevolazione presso proprie strutture produttive situate al di fuori del territorio dello Stato, sia ai casi di trasferimento del bene in strutture produttive ubicate al di fuori del territorio dello Stato, appartenenti ad altri soggetti.

Con riferimento al requisito della destinazione dei beni nel territorio dello Stato, la circ. Agenzia delle Entrate n. 90/2001 (§ 3.7), relativamente alla Tremonti-bis, aveva chiarito che, per i soggetti residenti, i beni oggetto dell’investimento dovessero appartenere, in senso sia contabile che economico, a strutture aziendali situate nel territorio nazionale, indipendentemente dalla circostanza che gli stessi fossero utilizzati in Italia o all’estero. Inoltre, l’effettiva destinazione del bene, secondo l’Agenzia, doveva trovare riscontro in elementi oggettivi, non essendo di per sé sufficiente, ai fini dell’agevolazione, la mera iscrizione contabile del bene nel bilancio della società residente o della stabile organizzazione del soggetto non residente.

Salvi gli investimenti “sostitutivi”

Il suddetto meccanismo di recapture non si applica, per espressa previsione, nel caso in cui ricorrano le condizioni per la sostituzione dei beni ex art. 1, commi 35 e 36, della L. 205/2017.

Secondo tale disposizione, se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’iper-ammortamento, non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate. Ciò però solo a condizione che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’Allegato A alla L. 232/2016 e attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione secondo le regole di cui all’art. 1 comma 11 della L. 232/2016.

Tale disciplina, che consente la sostituzione dei beni senza perdita del beneficio, viene quindi estesa anche alla fattispecie di delocalizzazione dei beni agevolati.

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