Lecco , 02 settembre 2017   |  

Internazionalizzazione, cos' è e perché se ne parla tanto?

di Donatella Salambat

Presentiamo il primo di una serie di articoli su un settore dell'economia che sta dando concrete soddisfazioni a tante imprese italiane.

economia mondiale

I dati Istat rivelano che, su base annua, le esportazioni delle imprese italiane verso i Paesi extra Ue (Unione Europea) cresceranno del 13.9 per cento. La crescita risulta evidente per il settore energetico, che tocca un incremento pari al 39 per cento. Di intensità elevata anche l’aumento delle esportazione di beni strumentali (+17.4 per cento) e di beni di consumo non durevoli, che raggiungono un +12.3 per cento. Questo “piccolo miracolo” si deve alla capacità di tante aziende italiane di innovarsi, ma soprattutto di andare a proporre i propri servizi e prodotti oltre i confini nazionali. Alpi Media Group (Valtellinanews, Resegoneonline e Comolive con gli associati Valseriananews e Rmfonline) ha quindi realizzato un reportage, con alcune case history aziendali, per sottolineare l'importanza di tale settore per l'economia italina. Da segnalare, per corretteza d'informazione, che il filo conduttore che lega le case history è ispirato dall'opera che, da anni, svolge il Servizio Internazionale della Banca Popolare di Sondrio, guidato dal vice direttore generale, Mario Erba.

Il reportage è sviluppato con una serie di articoli che appariranno, dopo il presente, nei giorni di giovedì 7, sabato 9 e mercoledì 13 Settembre

L'internazionalizzazione in economia è il processo di adattamento di una impresa o di un prodotto progettato per un mercato internazionale. La crisi economica scoppiata nel 2007 negli Stati Uniti ha investito,in pochi mesi, anche l' Europa provocando una vera e propria reazione a catena fino a giungere nel 2008 in Italia, determinando una decisa diminuzione del Pil (Prodotto Interno Lordo), che rappresenta la ricchezza prodotta dal paese in un anno e le sue variazioni indicano la crescita o l'impoverimento di una nazione. In seguito ad una crisi economica sempre più tenace, le piccole e medie imprese (PMI) per tenere il passo con l’economia sempre più globale e rispondere alle sfide dei concorrenti esteri sono obbligate a rivolgersi a mercati esteri. Alcuni anni fa per alcune piccole e medie imprese italiane il mercato estero poteva essere solo un'opportunità, oggi è diventata una necessità.  

L’internazionalizzazione è uno degli elementi chiave del rilancio della competitività del nostro Paese, soprattutto in un momento di particolare crisi come quello che sta attraversando l’Italia. Quando l'economia di uno Stato è costantemente caratterizzata da una incessante crisi, come quella che stiamo vivendo ormai da quasi dieci anni, gli imprenditori avvertono la necessità di realizzare un processo di internazionalizzazione ormai considerato una esigenza legata alla sopravvivenza del proprio lavoro.

L’internazionalizzazione, però non si improvvisa, ma va ben preparata perché rappresenta una strategica chiave di crescita e di sviluppo soprattutto per quelle aziende che hanno la capacità di guardare oltre confine. 

All'esigenza di internazionalizzare delle imprese italiane risponde “Promos”, un'Azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, che da oltre 25 anni offre servizi personalizzati per le aziende che operano sui mercati esteri. Il suo compito è di accompagnare le aziende nei mercati esteri attraverso una profonda analisi del prodotto, dell'azienda e del potenziale mercato di sbocco. Non a caso in questi anni nasce una nuova figura professionale l'“Export-manager” che ha l'obiettivo di presidiare il territorio rimanendo in loco per un periodo di almeno 12 mesi, conosce la lingua del paese e ricerca i giusti interlocutori. Infatti per avviare un corretto processo di internazionalizzazione occorre conoscere profondamente il paese in cui si desidera intraprendere una proficua attività di scambi commerciali, pianificando ogni contatto, analizzando il mercato e creando una corretta rete di contatti. Sintetizzando il processo di internazionalizzazione può dividersi in tre fasi: la conoscenza e competenza, la ricerca di interlocutori e solo come fase finale l'export. Non è un caso che nel 2011 la Promos ha istituito una scuola di formazione professionale perchè l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese è uno degli elementi chiave del rilancio della competitività del nostro Paese, soprattutto in un momento di particolare crisi come quello che attraversa l’Italia.

Uno dei mercati emergenti al quale molti imprenditori stanno guardando in questi anni è l'Iran. Un paese dinamico con un'ampia urbanizzazione, mediamente ricco, occidentalizzato con buone aspettative di crescita. Un paese che ama la qualità del made in Italy, soprattutto nel design, arredamento, abbigliamento, rubinetteria, automobili (Ferrari) e nella realizzazione di infrastrutture come strade e hotel.

Qui la formula dell'internazionalizzazione è vincente perché crea occasioni nello scambio di progetti e opportunità di stringere accordi tra italiani in cerca di mercati e iraniani in cerca di partner commerciali. L'internazionalizzazione è la formula che permette a molte imprese italiane di trovare collocazione in mercati esteri dove poter rendere vincente il proprio prodotto ormai difficile da collocare in un mercato italiano ormai quasi inesistente causa la crisi economica.

L'internazionalizzazione è considerata da molte imprese italiane come un salvagente e soprattutto molti imprenditori hanno compreso un semplice dato di fatto: non esiste un prodotto che non si può esportare ma esiste solo il modo corretto per farlo. (1. continua)

 

 

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