Milano, 10 maggio 2019   |  

Mons. Delpini e la marcia "Insieme per l'Europa"

Promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (19 le Confessioni aderenti) e da molte Associazioni e articolazioni ecclesiali.

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A Milano, nella serata di ieri 9 maggio, Festa dell'Europa, si è svolta, nel cuore di Milano, la marcia "Insieme per l'Europa", che ha portato oltre 300 partecipanti dalla basilica di Sant'Eustorgio a San Lorenzo alle Colonne.

Promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano (19 le Confessioni aderenti) e da molte Associazioni e articolazioni ecclesiali, l'iniziativa ha visto l'intervento finale dell'Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presente unitamente ai Ministri delle altre Chiese.

Nella sua riflessione monsignor Delpini ha sottolineato: «Spesso, rileggendo la storia, noi cristiani restiamo umiliati e confusi. Avremmo dovuto essere l'anima del mondo, invece, ci siamo, come tutti, lasciati sedurre dall'avidità delle ricchezze e dalla bramosia del potere. Avremmo dovuto essere un principio di unità tra i popoli e, talvolta, siamo stati un elemento di divisione tra cristiani, credenti nell'unico Signore. Avremmo dovuto essere il popolo della pace e, invece, in alcuni momenti - in troppo lunghi momenti -, ci siamo fatti la guerra. Avremmo dovuto essere gente solidale, attenti ai poveri, disponibili all'accoglienza e, invece, troppe volte, siamo stati popoli conquistatori, che hanno saccheggiato il pianeta e hanno umiliato i popoli».

Un senso di umiliazione che ha a che fare anche con il credere di poter fare a meno del Cristianesimo, «per costruire la pace, la civiltà».

«Ma la decisione di lasciare perdere il riferimento a Gesù Cristo e alle Chiese che ha creato drammi peggiori e guerre più tremende».

Eppure - osserva l'Arcivescovo - tutto questo non deve scoraggiare, ma essere di insegnamento. «Costruiremo l'Europa non perché saremo più bravi dei nostri padri, più spirituali e più liberi, ma perché ci affideremo alla preghiera di Gesù. Camminiamo verso una nuova Europa, noi, Chiese cristiane, perché lasciamo che Gesù preghi per noi, "Che siano tutti una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato"».

«Così, consapevoli dei fallimenti della nostra intraprendenza, è tempo che impariamo la docilità. Vogliamo essere l'anima dell'Europa perché vogliamo pregare, vogliamo imparare a pregare. Vogliamo imparare a camminare in umiltà e mitezza. Non siamo perfetti, non abbiamo imparato tutto dalla nostra storia; però, siamo qui, a proporci che - per grazia di Dio - scriveremo una storia nuova».

 

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