Calolzio, 10 marzo 2018   |  

Inaugurazione dei restauri al Monastero del Lavello di Calolzio

di Mario Stojanovic

Presente alla celebrazione anche il vescovo di Bergamo mons. Beschi.

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Sono stati inaugurati quest'oggi le opere di restauro effettuate al Monastero del Lavello di Calolzio. Presente al momento ufficiale di inaugurazione dei restauri nel complesso calolziese edificato fra il XIV e XV secolo dai religiosi dei Servi di Maria, anche il vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi.

I lavori, iniziati nel mese di maggio 2016, hanno riguardato la facciata fronte lago del Santuario Mariano, il chiostro minore interno al convento, l'impianto di aerazione all'interno della chiesa, la funzionalità degli impianti tecnologici. Gli ultimi interventi termineranno nel mese di maggio.

Presenti all'inaugurazione, animata dall'orchestra Monastero del Lavello, diretta dal maestro Antonio Arrigoni, anche il presidente della Fondazione Santa Maria del Lavello, Nevio Lo Martire, il presidente della Provincia di Lecco, Flavio Polano, il sindaco di Calolzicorte, Cesare Valsecchi, il direttore dei lavori edili ed architettonici, Alberto Nogara, la direttrice dei lavori di restauro, Giuseppina Suardi, il dottor Mario Romano Negri per la Fondazione Cariplo e il dottor Silvio Tomasini per la Fondazione Bernareggi.

Il presidente Lo Martire ha ringraziato le autorità presenti, mentre il presidente provinciale Polano ha spiegato: "Oggi la sinergia di molte persone ci ha restituito un gioiello. Questo luogo ora va vissuto, percio sarà importante la vostra presenza e per gli artisti la loro creatività. Ringrazio i membri della fondazione, il Monastero diventi un punto di riferimento anche per lo sviluppo economico oltre che culturale".

Il professor Tommasini ha invece commentato: "Questo è un luogo di silenzio e di accoglienza. Conservare non basta, serve collaborare sopprattutto alla salvaguardia della natura che circonda il santuario. Dovremmo meravigliarci come fanno i bambini davanti a questo luogo, tra i monti e accanto lo scorrere languido del fiume".

Infine mons. Beschi: "Quando si entra al Monastero del Lavello sono le pietre antiche che parlano, come se le preghiere si siano impregnate negli stessi muri.
Qui c'è un atmosfera di povertà. Noi ora stiamo guardando la punta dei nostri piedi, ma alziamo lo sguardo al cielo, dobbiamo incrociare lo sguardo con le persone, con uno sguardo di accoglienza".

 

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