Lecco, 27 luglio 2018   |  

In un libro la storia millenaria de “Il Convento del Lavello”

di Mario Stojanovic

Nevio Lo Martire: “La lettura di questo libro regala al lettore piacevoli emozioni, le parole, infatti, suscitano scenari di vita vissuta appartenente al passato lontano".

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È in distribuzione presso la Fondazione Santa Maria del Lavello di Calolziocorte il volume “Il Convento del Lavello”. A spiegare il taglio dell'opera è il sottotitolo: “Libro ove si contan cose dette maij, De la Giesa, de I suoi frati, de miracoli et mercati, de duelli per la morte, de banditi de ogni sorte...”

Gli autori sono i lecchesi Giovanni Aldeghi e Dario Dell Oro. Nella presentazione, scritta dal presidente della Fondazione Nevio Lo Martire, si legge: “La lettura di questo libro regala al lettore piacevoli emozioni, le parole, infatti, suscitano scenari di vita vissuta appartenente al passato lontano, ma sorprendentemente ancora tanto vicino a noi”.

WhatsApp Image 2018 07 26 at 20.05.37Il libro è diviso in quattro parti: la storia del Convento, le tradizioni, il banditismo e l'alimentazione. Perché piace questo libro,? Lo spiega ancora il presidente Nevio: “Agevola la ricostruzione degli avvenimenti storici in termini diacronici e sincronici, per raccontare meglio ciò che è accaduto. Cosi il lettore percepisce di essere parte della storia relativa alla costruzione della Chiesa, con le sue complicanze politiche e, quasi per magia, diventa protagonista delle strategie Belliche utilizzate tra Venezia e Milano, per poi selezionare vie di pacificazione senza far ricorso all intervento militare. Piace, perché le tradizioni ed i riti narrati avvolgono i lettori in una cultura del miracolo che diventa spinta emotiva per organizzare, in loco feste e fiere”.

E ancora: “Piace, perché, si è curiosi di capire se i fenomeni di contrabbando e del banditismo, rappresentavano una necessità per vivere o costituivano un organizzazione protesa al dominio dei territori. Piace, perché si pone la convivialità come momento per star bene insieme agli altri attraverso il consumo del cibo. Convivialità e cibo come mezzi per riconoscere l'altro come un altro legittimo, per attivare i recettori culturali atti a dare enfasi all incontro”.

“In sostanza – conclude il presidente Nevio - è un libro che educa anche con immagini storiche di archivi centenari a un esercizio culturale che promuove altre consapevolezze sociali. In sintesi conoscere il passato per capire, rendendoci conto delle bellezze culturali e naturali, nel presente del nostro territorio. Non è detto, che a questo volume ne segua un altro, o forse sia già in stampa”.

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