Lecco, 24 febbraio 2018   |  

In Sant'Ambrogio l'ordinazione episcopale di monsignor Testore

Il Vescovo eletto di Acqui ha scelto quale motto «Surgens secutus est eum»

ordinazione episcopale luigi testore H

Questa mattina, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha conferito l’ordinazione episcopale a monsignor Luigi Testore, nominato Vescovo di Acqui da papa Francesco il 19 gennaio scorso.

Il rito è stato concelebrato da 23 vescovi tra i quali il cardinale Angelo Scola (Arcivescovo emerito di Milano), monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli (Arcivescovo di Gorizia) e monsignor Erminio De Scalzi (vescovo ausiliare), entrambi in qualità di consacranti. Presente anche monsignor Pier Giorgio Micchiardi, predecessore di monsignor Testore alla guida della Diocesi di Acqui Terme con 40 sacerdoti. Dalla Diocesi piemontese sono giunti anche 6 pullman di fedeli. Decine i preti milanesi presenti alla celebrazione.

Monsignor Testore è nato a Costigliole d’Asti il 30 aprile 1952, ma già dall’infanzia ha vissuto a Saronno. Sacerdote ambrosiano dall’11 giugno 1977, ha ricoperto molti incarichi diocesani: insegnante nel Seminario di Seveso; segretario particolare del cardinale Carlo Maria Martini dal 1980 al 1986; direttore dell’Ufficio amministrativo (1990-1995); economo diocesano (1995-2012); vicario episcopale di settore (1995-2012); presidente di Caritas Ambrosiana (2005-2013); parroco di San Marco a Milano (2012-2016); dal 2017 responsabile della Comunità pastorale Beato Paolo VI. Diversi anche gli Enti che lo hanno avuto, negli anni, come membro o presidente. Il 10 febbraio 1996 è stato nominato Prelato d’onore di Sua Santità. È stato, inoltre, esecutore testamentario del cardinale Martini.

Ha scelto quale motto episcopale «Surgens secutus est eum» («Si alzò e lo seguì»), il passaggio del Vangelo di Marco (cap 2,14) in cui Gesù chiama Levi, il pubblicano, tra i suoi apostoli. Il nuovo Vescovo farà il suo ingresso solenne ad Acqui – diocesi tra le più antiche d’Italia (attestata già al IV secolo), che conta oggi poco più di 156 mila abitanti in un territorio diffuso su cinque provincie – domenica 11 marzo.

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