Lecco, 07 gennaio 2019   |  

In attesa della fattura elettronica sufficienti scontrino o ricevuta

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Nelle FAQ pubblicate il 21 dicembre, l’Agenzia delle Entrate fornisce un’ulteriore serie di chiarimenti.

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Il DL 119/2018, convertito pochi giorni or sono, ha reso possibile la trasmissione della fattura elettronica in un momento successivo rispetto a quello di effettuazione dell’operazione. Nel primo semestre del 2019, in attesa dell’entrata in vigore del novellato art. 21 del DPR 633/72 (che concederà, a regime, un’asincronia di dieci giorni fra emissione ed effettuazione del documento), l’eventuale differimento non sarà sanzionato se la fattura sarà trasmessa entro il termine di effettuazione della relativa liquidazione periodica.

Nell’ambito del commercio al dettaglio, potrebbe sorgere qualche criticità nel caso in cui il cliente richiedesse all’esercente l’emissione della fattura.

L’art. 22 del DPR 633/72 dispone infatti che detta emissione non sia obbligatoria, se non richiesta dal cliente “non oltre il momento di effettuazione dell’operazione”.

L’Agenzia delle Entrate risolve tale problematica nelle FAQ pubblicate sul proprio sito, suggerendo agli esercenti commercio al dettaglio una duplice soluzione:
se si sceglie l’emissione della fattura differita, il cedente potrà emettere una ricevuta o uno scontrino fiscale, che costituiranno documenti equipollenti al DDT; i corrispettivi certificati da ricevuta o scontrino, che siano stati successivamente fatturati, dovranno essere “scorporati” dal totale giornaliero;
se si sceglie di emettere fattura immediata, trasmettendo il documento al SdI entro il termine per la liquidazione periodica, potrà essere rilasciata un’apposita quietanza (ai sensi dell’art. 1199 c.c.), che non assume rilevanza fiscale o, in alternativa, una stampa cartacea della fattura o della ricevuta del POS. Anche in questa circostanza, però, si potrebbe optare per il rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, che dovrebbero poi essere scorporati dall’ammontare giornaliero dei corrispettivi.

Sul punto l’Amministrazione finanziaria fornisce ulteriori chiarimenti. In primis, atteso che, qualora il cliente sia un consumatore finale, l’esercente sarà comunque tenuto a consegnare una copia “analogica o elettronica” della fattura (salvo rinuncia dello stesso cliente), nel caso di “discordanza dei contenuti” fra fattura elettronica e copia cartacea della stessa sono considerati validi i dati riportati nel documento digitale, salvo prova contraria.

Viene, infine, sottolineato che laddove la e-fattura sia preceduta dal rilascio dello scontrino o della ricevuta, i relativi estremi identificativi dovranno essere riportati nel documento, all’interno del blocco informativo “AltriDatiGestionali”.

Con riferimento alle fatture differite, nelle “nuove” FAQ pubblicate, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che i DDT possono essere conservati in maniera cartacea. Il soggetto passivo che decidesse di allegare i documenti di trasporto alla fattura potrebbe, da un lato, beneficiare della possibilità di usufruire del servizio gratuito di conservazione elettronica dell’Agenzia, ma dovrebbe porre particolare attenzione, dall’altro, a non superare i limiti dimensionali del singolo file fattura, pari a 5 MB, oltrepassati i quali il documento verrebbe scartato.

Altro tema delicato oggetto delle risposte del 21 dicembre concerne le cooperative agricole che emettono le fatture per conto dei soci ai sensi dell’art. 34 comma 7 del DPR 633/72. Per rispettare la progressività dei documenti, l’Amministrazione finanziaria suggerisce l’emissione delle fatture con una distinta numerazione per ogni socio conferente. In questa circostanza occorrerà valorizzare i blocchi “Terzo intermediario o Soggetto emittente”, e “Soggetto emittente” del file XML, riportando i dati della cooperativa e indicando che l’emittente è il “Cessionario/committente”.

Anche le agenzie di viaggio organizzatrici, tenute all’emissione delle fatture riepilogative mensili per le provvigioni corrisposte agli intermediari ai sensi dell’art. 74-ter comma 8 del DPR 633/72, devono compilare il documento evidenziando che lo stesso è emesso per conto dell’agenzia viaggi intermediaria, avvalendosi dei blocchi “Terzo intermediario o Soggetto emittente” e “Soggetto emittente”, e inserendo il codice N6, se la fattura riguarda le operazioni imponibili, o N3, in caso di non imponibilità.

Ulteriori chiarimenti delle FAQ hanno riguardato la compilazione del blocco “AltriDatiGestionali” utilizzabile, ad esempio, laddove si debba inserire in fattura il contributo Enasarco, non compreso fra quelli tipicamente destinati a una Cassa previdenziale. Per poterne dar conto nel documento, occorrerà utilizzare il blocco relativo agli altri dati gestionali, riportando nel rigo “TipoDato” l’indicazione “CASSA-PREV” e nei riferimenti testo e numero, rispettivamente, la dicitura “TC07 – Enasarco” e l’importo del contributo.

Anche per l’indicazione dei rimborsi richiesti dai professionisti per spese anticipate in nome e per contro della controparte, in luogo dell’utilizzo della sezione relativa ai beni e servizi ceduti o prestati con il dettaglio dell’importo e della natura dell’operazione (“N1”), è possibile compilare il blocco “AltriDatiGestionali”, precisando la tipologia della spesa e l’ammontare della stessa nei campi previsti.

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Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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