Lecco, 08 aprile 2017   |  

Immigrazione. I Giovani Comunisti di Lecco contro il decreto Minniti-Orlando

L’8 aprile la rete delle Città in Comune ha proclamato una mobilitazione nazionale.

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L’8 aprile la rete delle Città in Comune ha proclamato una mobilitazione nazionale contro i decreti Minniti-Orlando sulla gestione dei flussi migratori e sulla sicurezza. Anche i Giovani Comunisti di Lecco aderiscono "in difesa della solidarietà tra popoli e contro la logica dominante della Fortezza Europa”.

Queste le loro ragioni:

Approvato da 145 senatori, il minimo storico da inizio legislatura, il decreto prevede nei fatti:
- L’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo, una decisione che provocherà un incremento del lavoro per la Cassazione, in netto contrasto con i pronunciamenti della Corte Europea dei diritti dell’uomo che sancisce di fatto un “diritto speciale” per i richiedenti asilo.
- L’introduzione dei Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio), una riedizione sotto nuovo nome dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) finiti sotto i riflettori per le condizioni deplorevoli e disumane in cui versavano i migranti.
- La videoregistrazione e la trascrizione automatica dei colloqui dei richiedenti asilo con le Commissioni Territoriali che saranno chiamate a esaminare le richieste anche in assenza della presenza del difensore. Una ennesima violazione dei diritti della difesa.
- La possibilità di impiegare gratuitamente i richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità, calpestando così l’art 36 della Costituzione, secondo cui la retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro garantisce una esistenza libera e dignitosa.
- La conservazione del reato di immigrazione clandestina.
- L’introduzione di un DASPO urbano come forma di repressione a difesa del “decoro” (la stessa misura repressiva precedentemente usata negli stadi).
Crediamo che la gestione del fenomeno migratorio non significhi limitarsi ad un’azione di identificazione e rimpatrio di massa, ma che occorrano norme che favoriscano i flussi d’ingresso, la permanenza regolare dei cittadini migranti, il contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento.
Per questi motivi

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