Lecco, 04 novembre 2017   |  
Cronaca   |  Società

Il sindaco che visse due volte

di Giulio Boscagli

Vicenda semiseria di un "lecchese doc", all'epoca dei fatti trentenne in perfetta salute, il quale può tutt'oggi vantare di sentirsi, se non uguale, almeno molto prossimo all'evangelico Lazzaro

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Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale /  Vengo anch'io? No tu no / per vedere se la gente poi piange davvero / e scoprire che è per tutti una cosa normale / e vedere di nascosto l'effetto che fa / Vengo anch'io? No tu no

La canzone di Iannacci mi sembra adeguata per rievocare un episodio di trenta anni fa che fece scalpore e nel quale sono stato coinvolto mio malgrado
Ma andiamo con ordine.

È la mattina di martedì 17 novembre 1987. Come ogni giorno mi preparo per uscire e recarmi in Comune, sono Sindaco da poco più di un anno e mezzo, sono gli ultimi mesi del mandato e si approssima ormai la scadenza elettorale della prossima primavera e perciò c’è molta carne al fuoco in amministrazione, molto lavoro. Annamaria è già uscita per la scuola come i figli più grandicelli. In casa è rimasto solo il piccolo Giovanni che ha visto la luce appena qualche mese prima il 25 aprile. Lo affido a mia mamma che è appena entrata in casa e percorro le poche centinaia di metri che mi separando dal municipio.

Vedo da lontano davanti al portone una certa animazione di cui mi rendo conto rapidamente: sul Corriere della Sera sono stati pubblicati ben sette necrologi che annunciano al popolo lecchese la mia dipartita. Ecco spiegata l’animazione dei dipendenti dapprima sconcertati ma poi sorpresi dalla mia improvvisa “resurrezione”.

Una rapida occhiata al giornale per leggere i necrologi: quello attribuito alla famiglia è piuttosto impreciso, mi attribuisce figlie che non ho (ancora) e sorelle mai avute. Altri necrologi attribuiti a Pierluigi Polverari, allora vicesindaco socialista, al senatore della Democrazia Cristiana Cesare Golfari, alla stessa D.C., ovviamente non manca un necrologio attribuito a Comunione e Liberazione di Lecco, uno alla direzione del Resegone e addirittura uno alla direzione della Banca Popolare di Lecco con tanto di nome dei principali dirigenti.

Allora decido di farmi un giro a piedi in centro per documentare che sono ben vivo e assieme a qualche dipendente, credo ci fosse il segretario Costante Grassi e qualche altro che non ricordo percorriamo la via Cavour e le piazze centrali tra qualche sguardo sorpreso.

Siamo ancora lontani dall’era del telefonino portatile così nel corso della giornata corrono notizie preoccupate da parte di amici che non vivono in città; la notizia circola a livello nazionale così vengo cercato dalla grande stampa: la sera stessa esce su La Notte, il quotidiano oggi scomparso e il giorno dopo la troviamo, oltre che sul Corriere, su Repubblica, Avvenire, Il Giornale, Il Giorno (in prima pagina con fotocolor), su Il Sole24Ore (con il titolo romanzesco “Il sindaco che visse due volte”), L’Unità, La Stampa oltre che sui locali. Il settimanale Oggi, che ha in prima pagina la foto di lady Diana con i suoi guai, mi dedica una pagina intera.

Alle 12.30 è la notizia con cui si apre il “Gazzettino Padano” che completa il giro dell’informazione. Considerati i fatti con l’avvocato Enzo Gheza con cui in quegli anni condividevamo le battaglie politiche per il rinnovamento della DC, facciamo denuncia contro ignoti al Tribunale di Milano. Dopo qualche mese, senza alcuna alta informazione, l’avvocato mi dice che da Milano comunicano di aver trasmesso il fascicolo a Lecco per competenza. Il fascicolo non risulterà mai arrivato.

Questa è la cosa più strana legata a questo episodio. Difficile pubblicare necrologi, sul Corriere poi, senza lasciare recapiti. In questo caso la richiesta sembrerebbe arrivata dalla concessionaria di pubblicità lecchese. Non avendo interesse a procedere oltre non abbiamo dato seguito alla denuncia.

Resta ancora dopo trent’anni, l’incertezza per le motivazioni di questa operazione: si è trattato di uno scherzo sulla scia di una certa tradizione goliardica presente nel passato lecchese? O di una forma di avvertimento dato che in quei mesi il Comune di Lecco aveva in corso l’approvazione di provvedimenti di grande importanza come la ristrutturazione delle arre industriali di Sae e Caleotto e la conseguente salvaguardia di posti di lavoro?

Una cosa è certa: dal punto di vista della popolarità del sindaco quanto avvenuto è stata una grande e gratuita pubblicità (al netto di qualche preoccupazione familiare e tra gli amici), tanto è vero che i lecchesi mi daranno una grande quantità di preferenze alle elezioni comunali della primavera successiva e la Democrazia Cristiana sarà confermata alla guida della città..

Poscritto: agli inizi di dicembre mi arriva a casa dalla sede di Roma dell’Istituto Don Guanella un biglietto con una preghiera nel trigesimo della mia scomparsa, con tanto di immaginetta e bollettino di conto corrente per l’offerta!

 

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