Lecco, 08 agosto 2017   |  
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Il siero della violenza a Milano contagia anche Lecco

di Alberto Comuzzi

S'è alzata l'asticella della qualità dei reati. Checchè ne dicano coloro che tendono a minimizzare sempre tutto e a tranquilizzare gli animi, l'opinione pubblica italiana (soprattutto gli anziani) avverte un profondo senso d'insicurezza.

la nuova violenza donne

«Stiamo vivendo un fenomeno complesso che ci deve far agire su più fronti, sia con azioni urgenti e repressive a cui stiamo dando priorità, sia con indagini e azioni programmatiche che ci devono accompagnare di pari passo. Anche perché, in questo momento, ci stiamo concentrando su via Bovara, ma senza adeguate politiche di prevenzione, si rischia di spostare il problema in un’altra area della città, ma non di risolverlo».Queste parole del vicesindaco Francesca Bonaccina, della quale abbiamo integralmente pubblicato la lettera qui acclusa, sintetizzano un problema, quello della sicurezza, che ormai non investe più solo le grandi città, ma che riguarda, ahinoi praticamente l'intero territorio nazionale.

Che la violenza sia aumentata ce lo dicono le cronache quotidiane, basti solo pensare al numero di donne uccise da mariti, compagni o presunti fidanzati o agli omicidi stradali compiuti da assassini al volante (il più delle volte ubriachi o impasticcati) che poi si dileguano, o alle rapine in negozi e abitazioni private. Aldilà delle statistiche, invocate da coloro che sostengono che l'Italia può vantare un numero di omicidi inferiore a tanti altri Paesi dell'Unione europea, un dato incontrovertibile è l'aumentata aggressività che caratterizza i reati.

Oggi non ci si ferma più a qualche improperio in una discussione; si va subito alle mani e spesso ben oltre. Il caso di via Bovara è emblematico: non ci si ferma più ad una scazzotta, si va oltre e con un collo di bottiglia si cerca di ferire, se non uccidere, un presunto avversario. È la “qualità” dei reati che impressiona. Per vendere come schiava sessuale una ragazzina la si tiene rinchiusa in un sacco per ore dopo averla drogata.

Si dirà: ma questi fatti sono sempre accaduti, anche in passato, solo che oggi ne veniamo a conoscenza per la capillare diffusione dei media. La questione non è la rapida diffusione di fatti di cronaca esecrabili, ma la loro efferatezza. Dobbiamo cominciare a prendere consapevolezza che come s'è alzata la soglia della brutalità con cui si compiono taluni reati, allo stesso modo va innalzata la misura della pena. Si tratta di far passare un messaggio che chi si macchia di talune “colpe” non se la può più cavare con qualche comodo mesetto di ozio in carcere. Per quanto riguarda la nostra Lecco, a lungo un'oasi di serenità con uno dei più alti tassi di senso civico in Italia, occorre prendere atto che i 50 chilometri che la dividono da Milano non sono più sufficienti a garantirne l'immunità dal contagioso fenomeno dell'insicurezza.

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