Milano, 22 settembre 2018   |  

Il servizio prezioso dei Ministri della Comunione Eucaristica

Delpini: «Portate nelle case i segni della premurosa attenzione della Comunità cristiana ai malati»

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In Duomo si sono riuniti i Ministri Straordinari della Comunione Eucaristica, alla presenza dell’Arcivescovo e di Don Mario Antonelli, vicario episcopale di Settore.

Molti i presenti anche da Lecco, guidati da don Paolo Ventura, che ha espresso la sua testimonianza, richiamando quanto scrisse qualche tempo fa l’allora vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i Sacramenti, monsignor Pierantonio Tremolada, attuale vescovo di Brescia.
«Il Ministero straordinario della Comunione Eucaristica ha tre significati: teologico, perché il servizio è legato al mistero dell’Eucaristia; spirituale, perché occorre coltivare tale impegno con spiritualità intensa; pastorale, perché, attraverso questo stesso servizio, è la Chiesa che compie la sua opera di evangelizzazione».
«I Ministri sono collaboratori, purché ognuno indossi l’abito dell’umiltà nello spirito del servire. Nella Chiesa non si è in competizione, né ci sono battitori liberi. Come ricorda papa Francesco, bisogna servire e non servirsi della Chiesa e degli altri».
Come a dire, «i Ministeri non sono un’onorificenza, ma uno strumento di servizio da realizzare come segno di Cristo».
Nel secondo momento dell’incontro, si è ascoltata la Parola di Dio con il Vangelo di Marco nella famosa pagina della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con la riflessione dell’Arcivescovo: «Grazie per essere in questa chiesa che sentiamo tutti casa nostra e del vostro servizio che apprezziamo come occasione preziosa».
«In questa pagina del Vangelo si riconosce la povertà dei mezzi sempre sproporzionata ai bisogni. Il simbolo di questa sproporzione sono i 5 pani e 2 pesci che, pure, consegnati al Signore bastano e avanzano. Mi pare che potremmo riassumere in questi 5 pani, il senso del servizio che siete chiamati a rendere».
«Il primo pane è la cosa più importante: è il corpo di Cristo che portate ai fratelli malati e anziani. Non è un gesto di cortesia, ma pasquale, sacramentale. Bisogna stare attenti che non divenga un terzo o quarto significato del vostro Ministero, perché è il primo».
«Il secondo pane è la parola del Signore: siete incaricati di portarla, magari ripetendo ciò che è stato detto nel Vangelo domenicale o preparando voi stessi un brano del Vangelo da comunicare. Gli anziani e i malati hanno bisogno di anche essere ascoltati, di avere qualche notizia sulla comunità, ma guai se il servizio del Ministro Straordinario diventa un momento di chiacchiera inutile o di mormorazione».
Poi, il terzo pane, il rapporto con la comunità: «dite alla persona che visitate che interessa alla comunità e ne fa parte».
Il quarto pane è il tempo da dedicare a sofferenti e anziani; il quinto è quello della gioia. «Condividere la gioia della presenza di Gesù che rende più lieve la vita anche quando non è bella, giovane, forte e sana; magari quando è rinchiusa in 4 pareti, confinata in una condizione di dipendenza. Portate il sorriso, la contentezza di quell’incontro che rende luminosa la casa».

 

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