Lecco, 08 maggio 2017   |  

"Il regno di Dio e le 10 vergini stolte"

"Occorre diffidare di chi ci promette “panes e circenses” ed occorre contribuire a sviluppare una cultura del sentirsi parte di un insieme".

germano bosisio

Mt. 25,1 “ Allora il regno di Dio sarà simile a dieci vergini ….”. Di questo passo evangelico molte sono state le spiegazioni e le “lectio”.
Io, in punta di piedi, ne evidenzio una mia, legandola scomodamente all’oggi e rimandando queste mie considerazioni allo stralcio dell’articolo che segue “Sempre ladra è la miseria” preso dal dossier “In ricchezza e povertà” allegato al numero di gennaio-febbraio 2016 di “Missioni Consolata”.

L’atteggiamento delle vergini “stolte” viene evangelicamente legato al “regno” e cioè al percorso di salvezza che dovrebbe riguardare perlomeno tutti i “credenti”.

Ecco quindi che, attraverso questa eloquente parabola, Gesù di Nazareth vuole oggi parlare anche a noi ed alle nostre comunità.
E’ il rischio della mancata vigilanza che sembra volerci soprattutto evidenziare.
Ma oggi in che cosa potrebbe tradursi questa vigilanza se non anche e soprattutto nell’essere attenti “ai segni dei tempi” ….
E i segni dei tempi oggi non ci “obbligano” ad aprire gli occhi sui meccanismi distorsivi sociali e soprattutto economici che reggono i modelli di vita che ci vengono continuamente propinati come gli unici possibili ?
Per evitare di essere “vittime” e contemporaneamente “artefici” di questo “sistema sociale ed economico ingiusto alla radice” (papa Francesco, Evangelii gaudium, punto 59) occorre moltiplicare le occasioni per far crescere informazione e consapevolezza ben sapendo che se si vuol essere “cittadini sovrani”, come diceva don Milani, occorre la fatica di approfondire e confrontarsi.

Occorre diffidare di chi ci promette “panes e circenses” (cibo e divertimento) ed occorre contribuire a sviluppare una cultura del sentirsi parte di un insieme, contrastando così quella “dominante” di un individualismo sempre più sfrenato.
Un sistema, col suo relativo “modello di sviluppo”, che si serve delle proprie vittime per auto mantenersi in vita e che, soffiando sulle diversità, le mette l’una contro l’altra traendo così profitto dalle divisioni.
La superficialità e l’intontimento del “suddito” consente al “sovrano” di soggiogarlo.
Del resto, sempre nell’Evangelii gaudium p.55 “ Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria”.

Arrivando a scrivere al p.53 : “ Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “ no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide.”
Ecco perché sensibilizzare i cuori e le menti rappresenta la base e la premessa di ogni agire sociale.
Ecco perché, sempre nell’Evangelii gaudium p. 182, papa Francesco ci dice che : “Gli insegnamenti della Chiesa sulle situazioni contingenti sono soggetti a maggiori o nuovi sviluppi e possono esser oggetto di discussione, però non possiamo evitare di essere concreti – senza pretendere d’entrare nei dettagli – perché i grandi principi sociali non rimangano mere indicazioni generali che non interpellano nessuno. Bisogna ricavarne le conseguenze pratiche perché “possano con efficacia incidere anche nelle complesse situazioni odierne”.
Oppure anche l’ineludibile “ Spetta alle comunità cristiane analizzare obiettivamente la situazione del loro paese” (p.184).
Mi fermo qui rimandando allo stralcio dell’articolo “Sempre ladra è la miseria” …

Germano Bosisio

 

download pdf “Sempre ladra è la miseria”

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