Lecco, 21 marzo 2018   |  

Il pestifero e il professore

di Gabriella Stucchi

Il libro propone le fantasiose giornate trascorse tra l’abate Antonio Stoppani, famoso paleontologo e geologo lecchese, e il pro-nipote Giannino.

Il pestifero

Il ragazzo è ospitato dall’abate, nonché professore, per trascorrere una vacanza, ma soprattutto con la speranza che la serietà e le competenze del professore aiutino Giannino, figlio di cugini di Livorno, a superare i momenti difficili della crescita.

In effetti il ragazzino, vispo e allegro, è attratto dalla stranezze dell’ambiente in cui si trova a vivere: fossili, lariosauro...e a sua volta inventa degli esperimenti, come quello del pupazzo di legno parlante che spaventa Agnese, la domestica e cuoca del professore.

La visita della filanda, programmata dal professore con Giannino per mostrare il valore del lavoro prestato dalle “filandiere”, in realtà si conclude con canti (in dialetto) da parte delle stesse donne, che esprimono l’invocazione di poter lasciare il lavoro e restare a casa. Una sconfitta per il professore, che deve pure chiamare il medico per Giannino, che si finge malato per aver mangiato le patate con i bachi.

La parte più attraente è l’escursione in montagna proposta dal professore, a cui sono caldamente invitati Giannino, che partecipa con molto entusiasmo, il botanico Begatti, amico di Stoppani fin dai tempi di scuola, Maria, nipote del professore, da poco diplomata a Roma alla Regia Scuola Tecnica. Tra Giannino e Maria si instaura un piacevole dialogo, da cui emerge il particolare interesse del ragazzino per la lettura dei libri di Jules Verne. Durante la salita Stoppani e Begatti rivelano le loro conoscenze indicando i nomi tecnici di rocce, fiori, piante.

Nel discorso non manca la relazione, da parte di Begatti, della partecipazione del professore alle cinque giornate di Milano nel 1848, soffermandosi in particolare sull’uso delle mongolfiere per portare i messaggi dei milanesi fuori dalle mura: Giannino rimane stupefatto.

Poi dall’oste presso cui si fermano per rifocillarsi Giannino apprende la storia del torrente Rabbia, che prende nome dal drago che in autunno si rifugiava in una tana per poi scendere nel lago nella stagione opportuna.

La storia del brigante Mascherpa è un’altra attraente vicenda per Giannino, stupito che un postino, dall’animo buono, fosse stato scambiato per un assassino e un pericoloso rivoluzionario dagli anarchici. Proprio per difendere Mascherpa dalle cattive voci di cui è vittima Begatti senza accorgersi si ferisce la gamba con la pistola che portava in mano. La chiamata affannosa del medico da parte di Giannino, che con le lacrime lo convince a salire per medicare Begatti, che viene guarito, conclude l’escursione.

Nel libro, i cui personaggi sono rappresentati con tono ironico, sono tuttavia presenti aspetti cheriflettono il mondo reale in cui i fatti si svolgono: il paesaggio, con la bellezza dei monti e del lago, di cui si riportano leggende, che meravigliano Giannino, suscitano la sua curiosità e favoriscono il dialogo con lo zio professore.

Una lettura piacevole, che aiuta a conoscere meglio la nostra Lecco e i suoi personaggi più famosi.

Guido Quarzo “Il pestifero e il professore” TEKA – euro 12.00

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