Lecco, 10 maggio 2018   |  

Il papa a Loppiano: “Cultura dell’incontro e civiltà dell’alleanza”

La visita pastorale del Pontefice, iniziata a Nomadelfia, termina a Loppiano, in provincia di Firenze e nella diocesi di Fiesole, dove visita la “Cittadella Internazionale” dei Focolarini. 

papa francesco bergoglio seduto

Ad attendere il Vescovo di Roma al campo sportivo ci sono monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole, Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, e don Jesús Morán, co-presidente del Movimento.
Papa Bergoglio si trasferisce al santuario di Maria Theotokos, dove prega davanti all’immagine della Theotokos. Sul sagrato si tiene poi l’incontro con la comunità focolarina.

“La storia di Loppiano non è che agli inizi. È un piccolo seme gettato nei solchi della storia e già germogliato e rigoglioso, ma che deve mettere radici robuste e portare frutti sostanziosi, a servizio della missione di annuncio e incarnazione del Vangelo di Gesù che la Chiesa oggi è chiamata a vivere. E questo chiede umiltà, apertura, sinergia, capacità di rischio”. Nella parte conclusiva del suo discorso, con aggiunte a braccio, il Papa si è soffermato sul futuro della cittadella internazionale del Movimento dei Focolari.

“Le urgenze, spesso drammatiche, che ci interpellano da ogni parte non possono lasciarci tranquilli, ma ci chiedono il massimo, confidando sempre nella grazia di Dio”. “Nel cambiamento di epoca che stiamo vivendo –continua – occorre impegnarsi non solo per l’incontro tra le persone, le culture e i popoli e per un’alleanza tra le civiltà, ma per vincere tutti insieme la sfida epocale di costruire una cultura condivisa dell’incontro e una civiltà globale dell’alleanza”. “Cultura dell’incontro e civiltà dell’alleanza: questa è la sfida”, ha aggiunto a braccio. “Come un arcobaleno di colori in cui si dispiega a ventaglio la luce bianca dell’amore di Dio! E per far questo occorrono uomini e donne – giovani, famiglie, persone di tutte le vocazioni e professioni – capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme”. “Il Vangelo è sempre nuovo”, ha proseguito ancora fuori testo: “la Risurrezione di Gesù ci parla di giovinezza e ci fa chiedere una rinnovata giovinezza. Sempre andare avanti con creatività!”. La sfida, per il Papa, “è quella della fedeltà creativa: essere fedeli all’ispirazione originaria e insieme essere aperti al soffio dello Spirito Santo e intraprendere con coraggio le vie nuove che lui suggerisce”. “Per me – ha rivelato a braccio – l’esempio più grande è quello che si legge negli Atti degli Apostoli, che sono stati capaci di restare fedeli all’insegnamento di Gesù e di avere il coraggio di fare tante pazzie, di andare dappertutto, perché sapevano coniugare questa fedeltà creativa”.

Di qui la necessità del “discernimento comunitario”: “Occorre l’ascolto di Dio fino a sentire con Lui il grido del popolo, e occorre l’ascolto del popolo fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama. I discepoli di Gesù debbono essere dei contemplativi della Parola e dei contemplativi del popolo di Dio. Siamo chiamati tutti a diventare degli artigiani del discernimento comunitario. È questa la strada perché anche Loppiano scopra e segua passo passo la via di Dio a servizio della Chiesa e della società”.

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