Bevera, 12 settembre 2020   |  

Il novello prete Don Marco Molteni celebra la prima Messa nel Santuario di Bevera

di Italo Allegri

E stato un gioioso ritorno a casa per don Marco Molteni, il novello sacerdote di Dolzago che nella serata di venerdì 11 settembre ha celebrato una delle sue prime Sante Messe nel Santuario di Bevera, dando così inizio alle solenni celebrazioni della festa patronale di Santa Maria Nascente a cui è dedicato il luogo di culto.

IMG 0345 min

E stato un gioioso ritorno a casa per don Marco Molteni, il novello sacerdote di Dolzago che nella serata di venerdì 11 settembre ha celebrato una delle sue prime Sante Messe nel Santuario di Bevera, dando così inizio alle solenni celebrazioni della festa patronale di Santa Maria Nascente a cui è dedicato il luogo di culto.
Un gioioso ritorno a casa perché la sua vocazione è cresciuta in certo qual modo all’ombra del Santuario e della Vergine che qui si venere, luogo di culto frequentato fin da bambino con i suoi genitori nella ricorrenza di settembre, che poi è diventato anche un oasi di preghiera durante il cammino formativo in seminario. Ed è proprio qui dove è avvenuto l’incontro con il parroco della Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli don Giovanni Colombo lo scorso anno, come ha ricordato lui stesso nel porgere il benvenuto al prete novello. Don Marco ha presieduto la solenne concelebrazione, allietata da canti della corale del Santuario, in comunione con numerosi confratelli: i parroci emeriti di Bevera don Enrico Vitali, don Fabrizio Crotta, don Biagio Fumagalli nativo di Bevera e la comunità dei padri missionari della Consolata.
Presbiterio addobbato da un splendida cornice floreale che, unitamente alle luci, esaltano la solennità della celebrazione. Lo raggiungono processionalmente i numerosi sacerdoti che sostano all’ingresso per il canto dei kyrie, prima di occuparlo solo in parte, perché alcuni celebranti sono rimasti sulle prime panche prossime alla balaustra.
«Accogliamo questa sera all’inizio della Festa Patronale don Marco: esordisce il parroco don Giovanni Colombo. Siamo contenti che sia qui e contenti che una delle sue prime Messe la celebri come qualche mese fa ha celebrato insieme a me come diacono. Mentre lo accogliamo con gioia invochiamo l’intercessione di Maria, la Madonna di Bevera. Ci siamo conosciuti l’anno scorso in questa occasione: lui era qui a pregare e oggi lo affidiamo alla nostra Madonna, insieme al suo ministero, al suo sacerdozio che sia sempre sotto lo sguardo vigile di Maria».
Come pensiero augurale don Giovanni rivolge al novello sacerdote una preghiera molto bella scritta da don Tonino Bello.
«Spirito del Signore, dono del Risorto agli Apostoli del Cenacolo, Gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri.
Riempi di amicizie discrete la loro solitudine. Rendili innamorati della Terra, e capaci di misericordia per tutte le loro debolezze.
Confortali con la gratitudine della gente e con l’olio della comunione fraterna. Ristora la loro stanchezza, perché non trovino appoggio più dolce del loro riposo se non nella spalla del Maestro.
Liberali dalla paura di non farcela più. Dai loro occhi partano inviti a sovraumane trasparenze.
Dal loro cuore si sprigioni audacia mista e tenerezza.
Dalle loro mani grondi il carisma su tutto ciò che accarezzano.
Fa risplendere di gioia i loro corpi. Rivesti loro di abiti nuziali e cingoli con cinture di luce perché per loro e per tutti, lo Sposo non tarderà».
Ringrazia don Marco: «È per me un onore esser qui questa sera perché questo luogo mi rimanda alle mie origini, quando venivo alla festa con in miei genitori da bambino».
Dal brevissimo brano evangelico di Luca don Marco coglie tre aspetti, comunicati nella sua riflessione all’assemblea dei presenti, che ha riempito la chiesa nella navata centrale e nei due transetti, mentre buona parte dei fedeli assiste dal maxischermo disposto nella tenda allestita sul sagrato del Santuario.
Innanzitutto, l’invito dell’Angelo rivolto a Maria di rallegrarsi, di gioire, atteggiamento contrario alla logica del mondo che spesso ci orienta a piegarci su noi stessi. Ma qual è il motivo della gioia? Perché il Signore compie una grazia straordinaria riempiendo di grazia ciascuno di noi con i Sacramenti, e questo sera è l’occasione della celebrazione eucaristica sotto lo sguardo di Maria. Terza parola: il Signore è con te; perché ognuno di noi porti nel cuore la certezza che il Signore è con ciascuno di noi, anche quando tutto sembra andare storto.
«Dovemmo ripeterci più spesso - afferma don Marco - rallegrati che sei stato riempito dalla grazia del Signore. Queste parole mi hanno accompagnato spesso negli anni di formazione del seminario e le ho sempre sentite molto vere nella mia vita. E ora le sento ancora più vere e più forti in questi giorni benedetti di esercizi spirituali che seguono l’ordinazione sacerdotale, perché percepisco che tutta questa gioia viene dal Signore.
Come si fa a non sentirsi pieni di grazia con un dono così grande, la certezza che il Signore è con me, quella che mi ha fatto comminare verso l’ordinazione in questi anni, mi ho portato ad andare avanti senza temere le sconfitte, la mia pochezza. Dovremmo fidarci di colui che ha dato la vita per noi.
Cosa centro tutto questo con il Santissimo Nome di Maria? Il nome di Maria significa “amata da Dio” e non è appunto un caso che il Signore abbia scelto proprio lei per compiere la sua opera. In queste parole dovremmo sentire tutto lo stupore che Maria ha provato, tutta la responsabilità di essere Madre di Dio e questo chiede la nostra testimonianza».
Prima della solenne benedizione finale con l’indulgenza plenaria, don Giovanni si è così espresso: «È bello accogliere per noi sacerdoti nel presbiterio un nuovo fratello. E anche bello perché ci riporta al ricordo delle nostre prime Messe: la festa e tutto quello che vuol dire celebrare per la prima volta, Don Marco nel celebrare la Messa è stato perfetto! quindi bravo don Marco». Al novello sacerdote è stata poi consegnata una icona della Madonna di Bevera perché la Vergine lo accompagni nel suo ministero, mentre don Marco ha chiesto a tutti di pregare per lui e tutti i suo fratelli nel sacerdozio perché li attende una bella sfida.
Ultimo atto nel salone dell’oratorio è stato offerto un gustoso rinfresco, sempre nel rispetto delle normative vigenti in materia di distanziamento sociale dovute al covid e tanti presenti, amici e parenti hanno potuto salutare di nuovo don Marco augurandogli buon cammino.

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Settembre 1924 è inaugurato a Lainate il primo tratto dell'Autostrada dei laghi, da Milano a Varese, la prima autostrada realizzata al mondo.

Social

newTwitter newYouTube newFB