Lecco, 19 maggio 2018   |  

Il missionario lecchese Padre Gualzetti scrive da ZIrani

"Grazie per la vostra vicinanza e preghiere. Forse avremo la gioia anche di incontrarci personalmente visto che a luglio verrò in Italia per le vacanze triennali fino alla fine di settembre".

padre Gualzetti missionario

Zirani, 19 maggio 2018 Festa di Maria Regina degli Apostoli

Carissimi e carissime, Pace e bene nel Signore Gesù da Zirani. Ormai è alle porte la festa di Pentecoste e non voglio perdere questo appuntamento con voi nel dono dello Spirito Santo. Forse sarà l’età che avanza oppure l’intrecciarsi delle diverse attività e celebrazioni che a volte non concedono il tempo di respirare e di approfondire, ma il 2018 sta volando in un battibaleno. Con voi desidero riprendere tre feste, tre attività GAMASA e tre doni inaspettati.

Maggio 2018: tempo di feste. La prima festa è il 1 maggio, festa dei lavoratori e, ormai per tradizione, festa della nostra scuola tecnica di Suihari, meglio conosciuta come “Novara Technical School”. Dopo vent’anni ho l’occasione di parteciparvi e mi sorprende l’organizzazione così puntuale e ordinata. Il direttore della scuola, fratel Massimo Cattaneo, è un po’ preoccupato per le previsioni meteorologiche che danno per le 9.00 del mattino un bell’acquazzone come nei giorni precedenti, ma qualche santo in cielo ha provveduto donando una giornata gradevole con giochi, danze e canti e qualche discorsetto. La partecipazione della gente fin dal mattino presto, ore 7.00, ha riempito la chiesa per la celebrazione eucaristica presieduta del vescovo Sebastian Tudu. Poi tutti, studenti, ex studenti, gli insegnanti con le loro famiglie, i bambini e le bambine dei boarding, i vicini di casa si sono riversati sul campo sportivo con un tappeto verde da far invidia a quello dello stadio di Wimbledon per il taglio del nastro che dava inizio ai giochi. Per me è stata l’occasione di dare voce alla bella esperienza di Zirani che è nata proprio dalla riflessione comune della comunità PIME per rispondere all’esigenza di seguire gli studenti della NTS che dopo il diploma si recavano a Dhaka in cerca di lavoro.

Per la seconda festa ci spostiamo a Mirpur, alla parrocchia di Maria regina degli apostoli. La festa parrocchiale è stata anticipata al 4 maggio perché tra qualche giorno il nostro Cardinale con tutti i vescovi del Bangladesh andrà a Roma per la visita ad limina. Il PIME dopo 25 anni dalla posa della prima pietra della Chiesa consegnerà entro la fine dell’anno la parrocchia al clero diocesano. Questa decisione ha dato il tono con i suoi contrasti alla festa. Da una parte la gratitudine per le belle esperienze e opere portate avanti insieme e la gioia di vedere ormai una comunità matura e piena di vita; dall’altra parte un po’ di magone per il distacco e il sentirsi un po’ “orfani”. Per la descrizione della festa vi rimando a un bell’ articolo su Asia News di Anna Chiara Filici (vedi http://asianews.it/notizie-it/Mirpur,-25-anni-della-parrocchia-di-MariaRegina-degli-Apostoli-(Foto-e-Video)-43857.html). Anch’io, che insieme a p Quirico Martinelli, attuale parroco, dovrò seguire il passaggio in questi mesi, non sarò risparmiato dal vivere questi contrasti con le loro sfumature e tensioni. Che il Signore ci doni saggezza e cuore per accompagnare i nostri parrocchiani ad accogliere non solo i nuovi sacerdoti ma anche gli orientamenti e le decisioni che matureranno cammin facendo.

La terza festa è arrivata inaspettata, improvvisa come un colpo di fulmine a ciel sereno il 6 maggio. Il primo a esserne colpito è il diretto interessato, don Luca Marabese, segretario del nunzio, che in quattro e quattr’otto, si deve trasferire alla nunziatura della Costa d’Avorio. Siamo alla Nunziatura Vaticana e il Nunzio ci spiega che la malaria ha rotto tutti i piani del Vaticano e quindi i responsabili hanno pensato bene di chiedere a don Luca la disponibilità di anticipare di qualche mese il suo trasferimento (previsto per luglio). Quindi con un messaggino siamo stati invitati e nella semplicità ci si è stretti intorno a don Luca che in soli tre anni ha stretto dei bei legami con noi, con la sua disponibilità e il suo sorriso. Auguri di buona missione in terra africana e speriamo che la fatidica zanzara non ti prenda di mira. Tre attività GAMASA.

Qualcuno si domanderà che cosa sarà mai questo GAMASA. E’ una sigla per indicare la zona pastorale che abbraccia la capitale di Dhaka da Nord-Est a Nord-Ovest, scendendo un po’ anche verso Sud-Ovest. La sigla prende spunto dalle iniziali dei tre distretti che la compongono, Gazipur-GA, Manikgonj-MA e Savar-SA. Il nostro centro per lavoratori di Zirani si trova proprio alla periferia sia del primo e dell’ultimo distretto e quindi diventa luogo ideale per incontri e seminar anche per gli altri tre centri che animano questa area pastorale: Faukal, Kewachola e Utholi. Anche qui il PIME ha un bel capitolo di storia missionaria degli ultimi decenni, che con la presenza di p Angelo Canton, p Carlo Dotti, p Arturo Speziale e p Gianantonio Baio, ha cooperato alla nascita e alla crescita di questi tre centri che sono già stati affidati tutti alla cura del clero diocesano.

“Incontri regionali GAMASA”. Ogni anno facciamo tre incontri del consiglio pastorale della regione GAMASA. Il cardinale ha molto a cuore questa zona con la sua pastorale tra i lavoratori e immigrati nella periferia della capitale, perciò cerca di garantire la sua presenza personalmente o inviando il suo vescovo ausiliare. Per noi, sacerdoti, suore e catechisti, è un buon momento di confronto e di programmazione dove poi la realizzazione è per alcune attività comune oppure lasciata alla creatività di ciascun centro. “GAMASA seminar” per le famiglie. I matrimoni misti tra differenti religioni e chiese sono ormai in aumento e quindi si è pensato di riunire alcune copie che hanno questo background per non farle sentire “pecore bianche” (in Italia si direbbe “nere”) e aiutarle a condividere non solo le loro fatiche, incomprensioni ma anche le loro gioie e grazie ricevute. In questo Fr Mintu Palma è stato bravissimo riuscendo a far parlare quasi la totalità dei partecipanti e con un linguaggio semplice ha ripreso dalle loro esperienze i temi che più gli stavano a cuore. “GAMASA pellegrinaggio” per giovani.

Ogni tanto fa bene andare fuori sede ed incontrare altri giovani di altri centri. Sono le cinque del mattino e il cortile del nostro centro si anima di un bel gruppetto di giovani che riempiranno il bus che andrà a Solepur, meta del GAMASA pellegrinaggio. Sono tutti belli “in tiro” nonostante il turno notturno di qualcuno e le tre o quatto ore di viaggio che spettano a tutti. La novità di un posto nuovo da visitare dona a questi giovani la possibilità di vivere una giornata diversa dalle altre con uno spazio anche per la ricarica spirituale, che con i pressanti ritmi di lavoro a volte va nei desiderata e niente più.
Tre doni inaspettati. Nuovo vice economo. Ormai quasi tutti sanno che da qualche anno sto svolgendo il servizio di economo per la comunità PIME in Bangladesh. Tutti sanno che non è la mia passione, ma tra “una banana e un’altra” sono entrato nel programma che il PIME ha proposto a tutte le comunità, “Infinity Zucchetti” per chi ha una buona linea internet e “Banana”, per appunto, per noi del Bangladesh. Dono inaspettato: finalmente dopo sei anni di servizio un confratello si è reso disponibile a fare il vice economo e poi dal 2019 mi sostituirà. Per ora vuole mantenere l’anonimato perché si vuole rendere conto che cosa comporta l’essere economo. Una preghiera perché non si spaventi dei numeri e soprattutto del programma “Banana”.

Venerdì santo: Via Crucis animata. I giovani con qualche adulto hanno fatto un dono grande alla nostra comunità animando la via Crucis del Venerdì santo. Nelle settimane precedenti qualcuno era un po’ scettico perché radunare tutti i personaggi alle prove era un’impresa quasi impossibile, un po’ per gli orari ballerini delle diverse compagnie di lavoro e un po’ per il famoso “orario bengalese” che ha di suo non solo qualche minuto di ritardo, ma a volte anche delle ore. Per fortuna la nostra suor Prity e il nostro catechista Dipok hanno avuto la pazienza di Giobbe e quindi hanno cercato di incoraggiare i giovani e di cucinare un testo con gli ingredienti a loro disposizione. Per di più, avendo il popolo bengalese nel sangue l’arte della recita, all’una (quasi puntuale) del pomeriggio il nostro gruppo si è trasformato e con le quattro pezze di stoffa indossate hanno dato vita al cammino di Gesù con la croce. La gente seguiva con devozione le diverse stazioni cantando, pregando e facendo silenzio. I bambini un po’ impauriti dalle percosse che Gesù riceveva si rifugiavano tra i sari delle mamme.

Padre Piero Parolari a Zirani. Che gioia rivedere un amico che ha segnato la mia adolescenza/giovinezza. Un’amicizia che poi si è rinsaldata nella vocazione comune missionaria e sviluppata nella comune missione in Bangladesh. Era dai giorni dell’attentato (18 novembre 2015) che non ci vedevamo, ed ora eccolo qui, proprio lui, padre Piero Parolari, di ritorno in Bangladesh per rinnovare il visto di permanenza. L’attesa l’ha trascorsa proprio a Zirani così mi sono goduto la sua presenza e la nostra amicizia. Poi inaspettatamente, cioè rapidissimamente, è arrivato il famoso timbro sul passaporto che gli permette di tornare in Italia per gli ultimi controlli medici e poi a Dio piacendo sarà ancora tra noi, e chissà mai che la sua destinazione sia proprio a Zirani. Una preghiera.
Una preghiera va anche per il nostro Papa Francesco che ai primi di dicembre 2017 ci ha fatto il grande dono della sua presenza in mezzo a noi e, come scrivevo già a qualcuno, che lo Spirito Santo continui a donargli le sapienti ispirazioni che guideranno la nostra chiesa ad essere sempre più madre e maestra di misericordia ed armonia. Lo stesso augurio lo rivolgo a ciascuno di voi affinché il Vangelo di Gesù sia lampada per i nostri passi e ci apra sempre più all’incontro con il nostro prossimo.

Grazie per la vostra vicinanza e preghiere. Forse avremo la gioia anche di incontrarci personalmente visto che a luglio verrò in Italia per le vacanze triennali fino alla fine di settembre. Un grosso abbraccio carico di riconoscenza e gratitudine.
A presto. p Gian Paolo

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