Roma, 19 aprile 2017   |  

Il messaggio di Scola e il saluto di Francesco ai ragazzi della professione di fede

Con l’udienza del Papa si conclude la due-giorni di pellegrinaggio a Roma dei preadolescenti ambrosiani,

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Settemila adolescenti della Diocesi di Milano erano presenti a Roma per l’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro durante il loro pellegrinaggio per la Professione di fede.
Il card. Scola ha loro inviato un messaggio per sottolineare l’importanza dell’evento.

Carissimi ragazzi e ragazze,
andare in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli Pietro e Paolo significa riconoscersi protagonisti di una grande storia che, attraverso la catena delle generazioni di cui voi siete l’ultimo anello, vi porta direttamente al primo anello, nei luoghi dove poco meno di duemila anni fa i primi cristiani professarono la propria fede in Gesù fino a dare, anche fisicamente, la vita per Lui con il martirio del sangue. Esso oggi continua ad essere domandato a moltissimi nostri fratelli, anche della vostra età.
Abbiamo ancora tutti negli occhi e nel cuore l’indimenticabile visita di Papa Francesco a Milano dello scorso 25 marzo. Della immensa ricchezza di testimonianza e di indicazioni che ci ha lasciato e che – ne sono certo – riprenderete con calma con gli amici più grandi nei prossimi mesi, voglio ricordarvi solo un paio di cose che hanno colpito me. La prima la prendo dall’incontro con i carcerati a San Vittore. «Voi per me siete Gesù – ha detto loro – Siete il cuore ferito di Gesù». Pensate che sguardo deve avere un uomo che può dire così. Che razza di predilezione, ben documentata anche dal tempo passato con loro e dai gesti condivisi con loro. Chi non vorrebbe essere guardato così? Chi non vorrebbe essere talmente familiare a Gesù da riconoscerlo presente negli altri, in tutti gli altri, così?
La seconda cosa è un invito che Papa Francesco ha fatto a San Siro. Tra l’altro mi ha consolato perché vi ho ritrovato una raccomandazione che faccio spesso anch’io. «Tutti portiamo nella memoria, ma specialmente nel cuore, qualcuno che ci ha aiutato a credere. Adesso vi faccio una sfida. […] ognuno pensi: chi mi ha aiutato a credere?». Un esercizio prezioso che vi rilancio perché diventi suggerimento di vita per oggi e per il futuro.
Amici, quello che voi state compiendo è un gesto importante e privilegiato, un gesto che non tutti i vostri coetanei, abitanti a decine di migliaia di km dall’Italia, hanno la possibilità di compiere. San Giovanni Paolo II, il grande papa dei giovani sulla cui tomba anche potrete pregare, parlò dell’importanza decisiva per la sua vita di “imparare Roma”. In questi giorni voi ne avete l’occasione, breve – certo – ma anche molto intensa. Vivetela fino in fondo, senza perdere nulla di quanto vedrete e ascolterete, per poterne fare tesoro.
Parteciperete all’Udienza di Papa Francesco che ascolterete con l’entusiasmo, l’affetto e la convinzione con cui i discepoli ascoltavano Gesù. RinnovateGli il vostro e mio grazie e salutatemelo tanto.
Anch’io desidero ringraziare voi, uno ad uno, per la vostra professione di fede. Insieme a tutti i sacerdoti e agli educatori che vi accompagnano, vi dico tutto il mio affetto e vi invio una speciale benedizione.
Angelo card. Scola
Arcivescovo di Milano

Prima dell’Angelus il saluto del Pontefice. «Vivete in pienezza il messaggio pasquale, testimoniando dappertutto la pace, dono di Cristo Risorto».

Con l’udienza del Papa si conclude la due-giorni di pellegrinaggio a Roma dei preadolescenti ambrosiani, che nella prima giornata hanno partecipato alla Santa Messa presso l’altare della Confessione nella Basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica vaticana e Vicario generale per la Città del Vaticano.

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