New York, 09 gennaio 2017   |  

Il maestro Mazza sul palco della Carnegie Hall di New York

Il 16 gennaio il concerto per il Martin Luther King Day. Mazza dirigerà il Coro Filarmonico di Brescia

Maestro Massimo Mazza

Il direttore della Scuola di Musica Antonio Guarnieri del Consorzio Brianteo Villa Greppi sul palco della Carnegie Hall, celebre sala da concerto di New York. Sarà proprio il maestro Massimo Mazza, dall’86 alla direzione dell’istituto musicale che ha sede a Casatenovo, a guidare il Coro Filarmonico di Brescia, che con altre tredici formazioni corali – dodici statunitensi e una tedesca – darà vita a quella che sarà la prima esecuzione sulla East Coast americana del Requiem di Kim André Arnesen.

Un appuntamento di prestigio, promosso dalla Distinguished Concerts International New York nel giorno in cui si ricorda Martin Luther King, che quest’anno cade il 16 di gennaio. Ricorrenza nazionale fissata per il terzo lunedì di gennaio, la festa intende rendere omaggio al Premio Nobel per la Pace e vedrà risuonare all’interno della Carnegie Hall, accanto al citato Requiem di Arnesen, anche la Nelson Mass di Haydn.

Da tre anni nuovamente alla direzione del Coro Filarmonico di Brescia (lo era stato già dal 1993 al 2006), il maestro Mazza sarà quindi nella Grande Mela per portare un’opera che è già stata eseguita nella Chiesa di Santa Maria del Carmine di Brescia il maggio scorso, in occasione del concerto in memoria dei caduti della strage di Piazza della Loggia, e che ha ottenuto quindici minuti di applausi.

Una Messa funebre scritta dal compositore norvegese e ritenuta particolarmente interessante da Mazza, che l’ha scelta anche perché alle consuete parti di un Requiem – dalla Sequenza del Dies irae al Lacrymosa, dal Rex tremende majestatis al Pie Jesu – aggiunge «due brani inaspettati, uno – spiega il Maestro – che mette in musica una poesia di Emily Dickinson (If I can stop) e l’altro tratto dal Libro ebraico delle preghiere e il cui verso più pregnante recita “We remember them”: noi ci ricordiamo di loro. L’opera – continua Mazza – è scritta con uno stile musicale che ricorda in più punti la musica pop, anche se con un’ispirazione melodica di ottima qualità. La partitura prevede un organico orchestrale molto particolare che, accanto agli archi, vede una tromba solista e una sezione ritmica particolarmente nutrita e affidata – conclude – a ben tre esecutori».

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