Lecco, 27 settembre 2017   |  

Il lavoro promesso. Libero, creativo, partecipativo e solidale

di Gabriella Stucchi

Un tema delicato, affrontato dal gesuita Francesco Occhetta con competenza accurata, che analizza i vari aspetti partendo dalle situazioni concrete.

Il lavoro promesso

Si parte dal “lavoro 4.0 che riguarda gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, il digitale e il rapporto tra macchina e lavoratore. Un’applicazione concreta della rivoluzione 4.0 è quella del lavoro agile, lo smart working: esso mostra che non sono più il cartellino, il luogo e le mansioni a essere il criterio di misurazione, ma la qualità della produttività. Nell’epoca dell’industria 4.0 è compito della cultura e delle forze sociali trovare forme di tutela efficaci per il lavoro degno. Infatti l’uomo potrebbe imparare a interagire con la macchina fino al punto di alienarsi nel mondo che essa ha creato e rinunciare al contatto con l’altro. Occorre quindi un equilibrio umano e spirituale solido.
Nel secondo capitolo viene trattata la missione del sindacato oggi, rilevando la perdita di identità che esso sta attraversando, sia per la rottura dell’unità sindacale, sia per scontri tra politica e sindacato. Se da una parte si riconosce al sindacato il merito storico di argine nella lotta al terrorismo e negli accordi sull’inflazione, dall’altra si può pensare come nuovo corso del sindacato l’appoggiare con più fermezza la riforma del Terzo Settore, che aiuta a costruire un nuovo modello di lavoro, più umano e solidale. In esso infatti sono incluse associazioni di volontariato, Onlus, associazionismo no profit, cooperative, fondazioni e imprese sociali. La sua ispirazione favorisce un’economia al servizio dell’uomo, in quanto il fine è posto sul “sociale” più che sulla “competitività”. Questo tipo di economia si propone di unire Stato, Mercato e Società civile.
Viene poi approfondito il lavoro domestico, che riguarda collaboratrici domestiche come colf, badanti, baby sitter. In questo settore l’occupazione è cresciuta del 53% in pochi anni e il contratto collettivo di lavoro del 2013 ha semplificato le procedure di assunzione, ha liberalizzato i licenziamenti e alleviato i costi a carico delle famiglie. Ma occorre che lo Stato non favorisca un “welfar fai da te” e si crei una cultura che consideri i collaboratori domestici immigrati come persone e non solo lavoratori.
Il capitolo successivo esamina un problema molto caldo, il rapporto tra diritto alla salute e lavoro, attraverso il caso dell’Ilva di Taranto, l’acciaieria più grande d’Europa, che però deve confrontarsi con le conseguenze dell’inquinamento, che ha provocato malattie e morti. Una situazione molto complicata, in cui emergono responsabilità, silenzi, omissioni e interessi delle parti chiamate in causa nella gestione politica e amministrativa dello stabilimento. La Chiesa, coinvolta nell’inchiesta, non ha alcuna responsabilità in relazione ai reati ambientali e all’inquinamento e continua l’impegno per la salvaguardia del creato, e si pone come soggetto di ricomposizione del conflitto tra operai e malati, tra lavoro e ambiente.
La bonifica può essere fatta!
Infine il capitolo dedicato ai giovani e il lavoro. Un tema molto dibattuto, anche per alcune errate interpretazioni riguardanti il mondo giovanile contemporaneo. Nello studio curato dall’Istituto Toniolo si smentisce la visione di molti adulti che ritraggono i giovani come apatici, schizzinosi, svogliati e poco impegnati, addirittura “sdraiati”. È necessario che genitori ed educatori ristabiliscano il dialogo con i giovani, comprendendo i loro disagi, affiancandoli, consigliandoli. D’altra parte rimane la responsabilità politica di pensare al bene delle generazioni future, consapevoli che il problema dell’inoccupazione giovanile non è solo un problema nazionale. L’autore ritiene di grande interesse la proposta del Jobs Act.

L’autore espone tre proposte concrete di riforma: il “Fondo Opportunità” per ogni bambino che nasce. La seconda: “Affitti di emancipazione” finalizzati a rendere autonomi i giovani nel difficile passaggio all’età adulta e al mondo del lavoro.
La terza è un “Pacchetto giovani famiglie” che consiste in una serie di misure per le famiglie più giovani.

Anche la Chiesa sta appoggiando i giovani nel mondo del lavoro. Il Progetto Policoro ha fatto nascere cooperative, consorzi, imprese, progetti di microcredito e una rete di solidarietà tra le imprese del Nord e del Sud.
Inoltre nella Settimana Sociale dei cattolici Italiani di Cagliari (26-29 ottobre 2017) si affronteranno i seguenti punti: la denuncia, l’ascolto e la narrazione dei lavori, le buone pratiche e la proposta.
L’obiettivo finale è dare forma a un’agenda per la diffusione di queste buone pratiche.

Il libro è molto interessante e l’autore affronta con consapevolezza, accurata documentazione e valide proposte il tema scottante del lavoro, che assilla i singoli e le famiglie, creando anche situazioni drammatiche.

Francesco Occhetta: Il lavoro promesso- Libero, creativo, partecipativo e solidale Àncora – euro 15.00

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