Lecco, 14 marzo 2020   |  

Il Gruppo Gamma ricorda Marco Anghileri a 6 anni dalla scomparsa

"Persona meravigliosa e buona, come poche altre se ne possono incontrare".

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I Gamma ricordano Marco Anghileri a sei anni dalla scomparsa.

Siamo ormai prossimi ad una ricorrenza che non può passare inosservata, perché rimane ancora forte il dolore che ci ha colpito con la scomparsa di Marco Anghileri, che risale al 14 marzo 2014, mentre tentava di portare a termine un sogno, forse il più bello del suo curriculum di alpinista, che aveva a lungo cullato nella sua mente.

Anche Marco, soggiogato come i più grandi alpinisti di ogni tempo, dal fascino dei Piloni sulla parete del Freney, che si ergono suggestivi e strapiombanti tra le frastagliate e spettacolari creste di Peuterèy e dell’Innominata, aveva intravisto l’obiettivo della vita, quello che avrebbe avuto il diritto per una pagina indelebile nella storia dell’alpinismo mondiale. L’aveva individuato nella prima solitaria invernale della via Jori Bardill, difficoltà A2, V+, ED, sul Pilone Centrale del Freney, al versante Sud del Monte Bianco.

Tutto accadde quando ormai sembrava fatta, e ha lasciato noi tutti col cuore gonfio a versare lacrime.

Ci troviamo certamente ancora in tanti a rimpiangere il nostro Marco, ricordandolo negli innumerevoli momenti gioiosi che ci ha donato. Per chi poi, come me, ha avuto la fortuna di vederlo crescere giorno per giorno, come uomo e come alpinista, il rimpianto si fa ancora più struggente, accentuato dal ricordo della sua rara generosità, di una incomparabile gentilezza, di una sincerità che si accompagnava alla spontaneità senza riserve, sempre con una carica di energia e di entusiasmo.

Ci rimane negli occhi anche il suo aspetto giovanile, aperto e solare, che suscitava immediatamente simpatia, tanto che era facile capire perché intorno a lui si faceva a gara per diventarne amici e compagni di cordata.

Persona meravigliosa e buona, come poche altre se ne possono incontrare, Marco ci ha lasciato nel cuore un grande vuoto, che non sappiamo se potrà essere nel tempo riempito: ma questo neppure lo vogliamo, perché riempito significherebbe in fondo esserci dimenticati di lui.

Renato Frigerio, a nome del gruppo alpinistico lecchese Gamma

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